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Vibio
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Nome originale Vibius
Ultima apparizione Il Marchio della Confraternita
Stato Vivente
Attore Robert McCulley

Sisto Vibio è un lanista romano attivo a Capua e nel territorio di Damasco apparso esclusivamente in Spartacus: Sangue e Sabbia.

Apparenza FisicaModifica

Vibio è un uomo di mezza età e non molto alto, il volto ovale, il mento pronunciato, le orecchie grandi e le sopracciglia folte e più scure rispetto ai capelli che sono ricci e di colore grigio ma in maggior parte bianchi, i suoi vestiti non sono molto appariscenti rispetto a Solonio e Batiato ma indossa comunque dei vistosi bracciali d'oro ai polsi.

Sangue e SabbiaModifica

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Vibio è un lanista di Capua ma non al livello di Batiato e Solonio infatti non viene tenuto in considerazione sia da loro che dagli stessi gladiatori, a dimostrazione di questo sono le parole di Crisso quando Naevia lo informa dell'intenzione del padrone di venderlo a lui ed il compagno risponde "Vibio, il lanista di scarti e di bastardi".

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Vibio compare per la prima volta nella piazza del mercato durante l'asta per l'acquisizione di sei schiavi appartenenti al mercante Trebius, all'inizio cerca di competere con Solonio fino alla conclusione data dall'offerta spropositata di 100 denarii da parte di Batiato solo per il gusto di umiliare il suo nemico principale.

Successivamente dato il lento recupero di Crisso nella sua forma ottimale, Batiato decide di venderlo proprio a Vibio ed Ashur viene mandato in città per discutere con lui ed ufficializzare l'accordo, l'affare comunque non andrà in porto quando Crisso salva la vita di Spartacus dall'attacco di Segovax a sorpresa, nonostante gli avvertimenti di Ashur sulla vendita ormai effettuata, Batiato annullerà la precedente operazione.

NoteModifica

  • Il nome Sisto di fianco a quello di Vibio è stato aggiunto e pronunciato solo nella versione italiana della serie.
  • Il nome di Vibio riporta il riferimento a Gaio Vibio Pansa Caetroniano, amico di Giulio Cesare che lo servì in Gallia, divenuto Tribuno della plebe nel 51 a.C. si schierò dalla parte del suo vecchio amico nella guerra civile contro Pompeo, dopo la morte di Cesare ottenne la nomina di Console insieme al compagno Aulo Irzio, nel 43 a.C. a Bologna partecipò ad una spedizione contro Marco Antonio che si risolse in una farsa per l'accordo precedentemente stipulato tra Antonio e Ottaviano e rimase ferito, a seguito dell'accaduto venne trasportato a Modena dove fu pugnalato e ucciso per mano dello stesso Ottaviano, dell'omicidio fu incolpato il medico Glicone per avvelenamento ed ucciso di conseguenza sotto torture.

ApparizioniModifica

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