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Tito Lentulus Batiato
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Nome originale Titus Lentulus Batiatus
Ultima apparizione Libertà Amara
Sacrificio agli Dei (Flashback)
Relazioni Quinto Lentulus Batiato (Figlio)
Lucrezia (Nuora/Rivale)
Enomao (Amico)
Stato Deceduto
Attore Jeffrey Thomas
Doppiatore Rodolfo Bianchi

Tito Lentulus Batiato è il padre di Quinto Lentulus Batiato ed il proprietario della Casa di Batiato in Spartacus: Gli Dei dell'Arena.

Apparenza FisicaModifica

Nella sua prima apparizione Tito si mostra come un uomo già avanti con gli anni e minato nella salute, occhi marroni ed i capelli quasi ormai tutti bianchi, porta sempre al collo una collana e veste abiti sempre di colore scuro, grigio, viola o blu.

In La Vendetta compare di nuovo quando Enomao riceve dei flashbacks della sua giovinezza e l'apparenza di Tito è pressoché identica soltanto a differenza del colore dei capelli che chiaramente è ritornato ad essere bruno.

PersonalitàModifica

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Tito è rappresentato come un uomo d'onore e dedito alla disciplina, inoltre è estremamente devoto alle tradizioni Romane ed alla società infatti è riscontrabile quando Batiato si rivolge a Spartacus dicendo che suo padre aspirava ad essere soltanto un umile lanista. Rispetto a suo figlio, Tito è una persona molto spesso paziente, rispettosa e gentile con chi gli sta intorno anche se comunque non si esime di rispondere a tono quando si sente insultato o preso in giro dal suo interlocutore come per esempio succede al venditore di schiavi mentre cerca di alzare il prezzo per l'acquisto di Enomao oppure all'altro mercante di Napoli quando gli mostra della merce mediocre facendola passare per vantaggiosa.

Tito dimostra di avere anche grande rispetto per i suoi schiavi trattandoli sempre con gentilezza, stessa cosa per i gladiatori tranne per Gannicus che oltre ad essere il preferito del figlio non condivide il suo stile di vita con le donne ed il vino arrivando addirittura a non considerarlo un Campione. Al suo ritorno si nota come lui stesso voglia salutare di persona tutti i
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Tito saluta affettuosamente Melitta

suoi gladiatori che ricambiano con affetto, in particolare Enomao che lo considera quasi come un secondo figlio, stessa cosa con le schiave come quando saluta Melitta alla prima occasione.

La vera cosa che Tito disapprova è il desiderio di ambizione del figlio che causa in loro una vera frizione, il modo di vivere in promisquità come quando appena arrivato lo scopre mentre si intrattiene con Lucrezia e Gaia lo mette molto a disagio, non si trattiene a rimproverarlo alla prima occasione o a declinare qualsiasi proposta che il figlio gli pone.

Fondamentalmente Tito vuole bene a suo figlio ed infatti non incolpa interamente lui della sua condotta ma dirige molte di queste responsabilità alla moglie Lucrezia che lui da sempre disapprova, la ritiene di rango inferiore e non meritevole di suo figlio, inoltra riesce a vederla per quello che in realtà è cioè subdola e manipolatrice arrivando anche ad ordinare al figlio il divorzio cosa che segnerà irrimediabilmente la sua fine. 

Durante il prequel viene mostrato anche come la perdita di sua moglie abbia influito e segnato la sua vita di tutti i giorni.

IniziModifica

Tito è il padre e fondatore della scuola dei gladiatori ed istruisce subito suo figlio Quinto alla professione di lanista.

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Tito acquista Enomao

In uno di questi giorni Tito si trova ad assistere dei combattimenti nelle fosse alla ricerca di nuovi gladiatori dopo la fine dei suoi grandi Campioni come Magnezius e rimane impressionato da un giovanissimo ragazzo Numide e decide di comprarlo.

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Enomao dichiara a Tito di combattere per la Casa di Batiato

Il ragazzo si tratta in realtà di Enomao e dopo averlo portato al ludus cerca di convincerlo ad intraprendere la vita di gladiatore incoraggiandolo a combattere per qualcosa di più superiore che la propria sopravvivenza, grazie alle sue parole Enomao si guadagnerà il Marchio della Confraternita e rivelerà a Tito di voler combattere per la gloria della Casa di Batiato, da quel momento Tito lo tratterà quasi come un secondo figlio.

Nel frattempo sua moglie viene a mancare e suo figlio si sposa con Lucrezia che lui stesso non ha mai apprezzato.

Intanto la sua salute peggiora a causa del veleno che giornalmente Lucrezia gli sottopone con lo scopo di costringerlo a ritirarsi dai suoi doveri, a quel punto Tito si trasferisce in Sicilia e lascia il ludus nelle mani di suo figlio e sua moglie, mentre il tempo passa ed in mancanza della somministrazione di veleno la sua salute migliora e sotto invito ingannevole di Solonio, Tito decide di ritornare a Capua per riprendere possesso della sua posizione.

Gli Dei dell'ArenaModifica

Tito passa molti mesi in Sicilia per recuperare la salute, in quel momento riceve appositamente un messaggio da Solonio in cui riferisce dei rapporti violenti che sono trascorsi tra suo figlio e Tullio, questa cosa porta Tito a prendere la decisione di ritornare a casa.

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Tito ritorna dalla Sicilia per riprendere in mano la situazione

Appena arrivato scopre Quinto mentre fa sesso con sua moglie e Gaia facendolo innervosire, poi lo convoca nel suo ufficio per rimproverlo su come stia dirigendo il ludus e gli rivela di sapere di aver rifiutato l'offerta di Tullio per comprare Gannicus che lui stesso non ritiene un Campione ed essere stato escluso dai Giochi per questo quindi lo informa che il giorno dopo si incontrerà con loro per sistermare la situazione a discapito del figlio.
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Tito si intrattiene con Enomao per parlare del tempo passato

Dopodiché Tito decide di raggiungere il cortile per salutare i vecchi gladiatori e quando ritrova Enomao lo abbraccia ed i due si salutano affettuosamente poi lo invita nella sua stanza per parlare insieme dei vecchi tempi.

Il giorno seguente Tito insieme al figlio Quinto si dirigono in città per incontrare Tullio e Vezio nella loro macelleria, i due accusano Batiato dell'aggressione subita da loro precedentemente ma Quinto nega le sue responsabilità ed il padre li vicino lo rimprovera costantemente per il suo tono e lo invita ad uscire, quindi i tre arrivano ad un accordo e Tito informa il figlio di aver rimosso Gannicus dal combattimento finale e far affrontare gli altri nei primi incontri uno contro l'altro lasciando il figlio in grande rammarico per la fatica sprecata nel guadagnarsi il primus nei Giochi.

Quando Tito ritorna al ludus scopre i gladiatori alle prese con una rissa scatenata da Ashur e Dagan dopo aver mangiato alcuni colombi di Auctus e Barca, questo porta Tito ha rimarcare ancora una volta di come la loro scuola sia caduta in basso quindi sfida ai Giochi il figlio su chi vincerà tra il suo preferito Auctus e Crisso acquistato da Quinto.

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Tito si complimenta con il figlio annunciando di rimanere e riportare la loro scuola all'antica gloria

Il giorno seguente i due osservano i Giochi nella piccola arena e Crisso sorprendentemente uccide Auctus guadagnandosi il Marchio, questo fatto porta Tito a riconsiderare l'opinione del figlio e facendogli i complimenti per il lavoro svolto però poi gli annuncia l'intenzione di non voler abbandonare più il ludus avendo ritrovato l'entusiasmo perduto e di voler riportare la scuola agli antichi fasti.
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Tito e Quinto assistono ai giochi nell'arena

Ancora una volta Tito e suo figlio assistono a dei combattimenti nella piccola arena e Quinto gli suggerisce di introdurre nella loro scuola il nuovo stile del reziario ma suo padre non sembra per niente convinto, quando poi il gladiatore che combatte in quello stile vince il suo incontro Tito è costretto a ricredersi e dice al figlio di far addestrare solo i loro gladiatori più scarsi non risparmiandosi a rimproverare ancora Quinto per la sua accecante ambizione.

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Il figlio però non è per niente felice della sua presenza allora mette di nuovo tutti i suoi sforzi per far partecipare Gannicus ai Giochi finali della Nuova Arena quindi organizza insieme a sua moglie e Gaia una festa speciale per Petronio ed i suoi ospiti con lo scopo di guadagnarsi il loro favore mentre lui accompagnerà con una scusa suo padre a Napoli per vedere un nuovo carico di schiavi, quindi mentre la festa ha luogo Tito osserva la merce del venditore non rimanendo per niente soddisfatto, poco dopo i due si trattengono per bere qualcosa e Tito confessa al figlio di aver capito per quale motivo lo ha portato lì sapendo già che la merce non era adeguata, lo ha fatto per parlare da solo con lui e cercare di ricucire il loro rapporto cosa che Tito sembra apprezzare però non intende farlo lì ed invita il figlio a ritornare a casa, Quinto sapendo della festa cerca di dissuaderlo ma senza successo.

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Scoperto l'inganno Tito ordina al figlio di scegliere tra sua moglie o andarsene

Ritornati a casa Tito scopre l'assassinio di Gaia e capisce di essere stato ingannato quindi suggerisce di liberarsi di Gaia gettandola dalla collina con la scusa di aver bevuto troppo ed essere scivolata accidentalmente poi prende da parte suo figlio rimproverandolo rabbiosamente di averlo preso in giro e gli intima di lasciare sua moglie.

Il giorno seguente Tito indice una specie di torneo per dichiarare il Campione della Casa di Batiato poi ricorda al figlio della scelta che deve fare tra lasciare sua moglie o lasciare la sua casa.

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Tito confessa a Quinto di volergli bene qualsiasi cosa succeda

Intanto la sua salute peggiora e Lucrezia cerca di aiutarlo ma lui rifiuta categoricamente poi invita il figlio nella piccola arena ormai dismessa per parlargli, i due affrontano il loro rapporto e Tito comunque sia professa il suo affetto per il figlio, Quinto invece lo ha raggiunto lì con l'intenzione di ucciderlo ma grazie proprio alle sue parole non ci riesce.

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Dopo il combattimento finale del torneo tra Gannicus e Crisso viene colpito da un forte attacco di tosse che lo fa cadere a terra, Tito viene subito portato nella sua camera ed accudito da Lucrezia e dalle schiave, quando poi rimane da solo con la moglie del figlio lui gli rivela che Quinto la deve amare davvero tanto se
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ha deciso di andarsene con lei allora come ultimo atto appacificatore gli chiede se veramente sia quella serpe che lui ha sempre creduto, a quel punto viene fuori la vera natura di Lucrezia che gli confessa di averlo avvelenato proprio con il vino ed il miele per tutto quel tempo e lei e suo marito vivevano felici quando non c'era ma lui è voluto ritornare e
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Il corpo di Tito senza vita ritrovato dal figlio al suo ritorno

quindi è stata costretta a cominciare di nuovo, intanto Tito comincia a perdere sangue dalla bocca ed in un ultimo gesto di rabbia afferra Lucrezia per la gola ma la donna si allontana e lui cade dal letto morendo in una pozza di sangue.
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Al ritorno del figlio e di Enomao che era andati in città proprio per trovare le medicine per Tito scomprono i corpi morti sia del padre di Quinto sia di Melitta, anche lei morta accidentalmente dal veleno che Lucrezia aveva messo nella caraffa regalata da Tullio.

Nei giorni seguenti il corpo di Tito viene bruciato su una pira nel cortile del ludus come previsto per ogni lanista mentre suo figlio si vendicherà con Tullio senza sapere mai la vera responsabilità della moglie.

Sangue e SabbiaModifica

Molto spesso Batiato parla del rapporto conflittuoso con suo padre specialmente con sua moglie Lucrezia, inoltre il Magistrato Calavio afferma di aver conosciuto Tito quando era più giovane considerandolo una persona retta che rappresentava al meglio il vero romano.

La VendettaModifica

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Tito compare ad Enomao nelle fosse accanto a lui stesso quando era un ragazzo

La figura di Tito ritorna come flashback nella mente di Enomao mentre combatte di nuovo nelle fosse dove lo stesso Tito lo aveva comprato ed allo stremo delle forze durante l'ultimo combattimento rivedrà tra la folla sotto forma di visione il corpo di Tito accanto alla sua controparte più giovane.

NoteModifica

  • Jeffrey Thomas l'interprete di Tito ha lavorato già con molti degli attori e produttori della serie specialmente grazie a Xena - Principessa Guerriera ed Hercules dove oltre ad alcune piccole parti è ricordato per aver interpretato Giasone.
  • In netto contrasto con suo figlio Tito Batiato mostra sempre grande orgoglio e rispetto per i suoi schiavi, sia uomini che donne, ricordandosi sempre i loro volti, i nomi e quando li ha comprati.
  • La bevanda preferita di Tito è il vino al miele ed anche se non ha di buon occhio Lucrezia, la donna riesce a guadagnarsi un po' di fiducia proprio offrendogli questa bevanda specialmente nei momenti in cui viene colpito da attacchi tosse, in realtà sarà proprio quel vino avvelenato da Lucrezia che lo porterà lentamente alla morte.
  • Originariamente, durante la scena di morte di Tito, il figlio Quinto sarebbe dovuto essere presente ed il padre con l'ultimo anelito di fiato gli avrebbe dovuto chiedere la liberazione di Enomao ed il figlio non avrebbe comunque accettato la sua ultima richiesta.
  • Tito è l'unico personaggio romano a non aver mai preso parte a scene di sesso con i suoi schiavi.
  • Il suo nome per intero Tito Lentulus Batiato è stato rivelato da suo figlio durante il suo funerale.
  • Il secondo nome Lentulus o Lentulo è molto probabilmente un riferimento ad il rango patrizio dei Lentuli che a sua volta fanno parte della Gens Cornelia.

ApparizioniModifica

QuoteModifica

Lucrezia: "Oh Quinto, questa città non ha mai avuto un uomo così valente, tuo padre sarebbe fiero di te"
Batiato: "Quel bastardo sarebbe crepato d'invidia vedendosi superato dal figlio degenere" - Uccidiamoli Tutti

Immagini PromozionaliModifica

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