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Strade Diverse
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Titolo originale Separate Paths
Numero 3x08
Data 22 Marzo 2013 (USA)
2 Luglio 2013 (Italia)
Writer Brent Fletcher
Director T.J. Scott
Precedente Morte Ineluttabile
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"Strade Diverse" è l'ottavo episodio di Spartacus: La Guerra dei Dannati ed il trentasettesimo dell'intera serie.

TramaModifica

L'episodio ha inizio con Spartacus che guida i ribelli nella foresta quando Agron lo informa che i romani hanno attaccato la retroguardia.

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Crisso e gli altri ribelli si trovano a combattere assistiti poco dopo da Spartacus che salva la vita a Crisso che stava per essere colpito alle sue spalle non accorgendosene nel furore della battaglia ed il trace riesce ad anticipare il soldato ed ucciderlo in tempo, quando poi tutti i soldati vengono sterminati Crisso reclama altro sangue mentre Gannicus dice che Crasso ha attaccato due volte in un giorno ed Agron aggiunge di averlo fatto però con un pugno di uomini, Spartacus interviene dicendo che cerca di accorciare le distanze tra loro mentre accanto a lui, ai piedi di Crisso un soldato romano è ancora vivo ed il Gallo è intenzionato ad ucciderlo ma Spartacus blocca il suo braccio dicendo che vuole parlargli fino a che respira quindi chiede quanti giorni di marcia li separano da Crasso, il soldato come risposta lo insulta allora Spartacus dice a Crisso di convincerlo a parlare e quest'ultimo non ci pensa un attimo e infilza la spada prima nella gamba sinistra e poi in quella destra, a quel punto il soldato cede al dolore e confessa che ci sono quattro giorni di distanza, acquisita l'informazione il trace ordina di riprendere la marcia ma il soldato afferra il suo piede da terra affermando che gli ha detto cosa voleva quindi lo supplica di lasciarlo in vita, Spartacus a muso duro risponde che supplica l'uomo sbagliato e quando se ne è andato Crisso lo finisce con un colpo.

Tre giorni dopo Crasso ed i suoi uomini raggiungono il luogo del combattimento facendo notare che i ribelli hanno guadagnato un altro giorno di distanza, in quel momento Cesare interviene dicendo che è normale perché i soldati non riposano dalla Melia e poco dopo afferma di esigere troppo da loro, sempre in difesa del padre si pone Tiberio ma Cesare continua dicendo che una Legione sull'orlo del collasso è condannata contro Spartacus, Crasso insiste dicendo che chi non riuscirà a seguire il passo verranno abbattutti all'istante ma Cesare contrariato chiede se la Decimazione non era già abbastanza, Crasso risponde nervosamente di non voler farseli sfuggire, nello stesso momento poi viene interrotto da Rufus che rivela la presenza di Metello che chiede udienza.

All'accampamento Metello è visibilmente irritato accusando Crasso di mandarlo a Roma per annunciare la disfatta di Spartacus sulla Melia per poi essere smentito, Crasso risponde subito che il suo tono è inaccettabile ma Metello risponde a tono che inaccettabili sono le sue tattiche dissennate messe in atto in una campagna disastrosa come quella, l'Imperatore cerca di tagliare corto riferendo che Spartacus sta allungando solo la sua agonia quindi gli suggerisce di tornare a Roma e riferire, Metello allora risponde che è un Senatore della Repubblica e non un emissario per esaltare le sue vittorie, Crasso afferma che farà tutto quello che è necessario e ricordandogli il patto stipulato tra loro, a quel punto Metello rifiuta sia la villa di Sinuessa sia la percentuale sulle imposte portuali specialmente perché associare adesso il proprio nome a quello di Crasso equivarrebbe ad un suicidio politico, Crasso incassa le offese con pazienza e risponde che tutto andrà come è stato annunciato e
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Spartacus verrà schiacciato come aveva promesso, Metello continua ad infierire dicendo che sono parole ardite per un uomo la cui schiava più fidata scappa unendosi ai ribelli, le sue parole nei confronti di Kore scatenano la rabbia di Crasso che lo colpisce con un pugno in faccia, Cesare cerca di intervenire ma Tiberio lo ferma dicendo di non interferire, Metello a terra reagisce dicendo che deve aver perso la ragione ed il Senato lo punirà per aver alzato le mani su un onorevole ma quest'ultimo non riesce a concludere la frase perché Crasso continua a colpirlo intimandogli di fare tutto quello che gli ordinerà poi dopo essersi fermato su invito di Cesare minaccia il Senatore dicendo di rientrare a Roma e se rivelerà quello che è successo o parlerà ancora male di lui userà tutte le sue fortune per far si che venga ammazzato come un cane poi ordina di rimetterlo sul cavallo e che la seconda Legione parta di nuovo alla ricerca di Spartacus.

Al campo dei ribelli Spartacus riferisce ai compagni che devono essere pronti a partire in qualsiasi momento senza mai abbassare la guardia, Crisso vicino a lui dice che non gli piace scappare come la lepre in prossimità del cacciatore ma Spartacus è convinto di tenere il vantaggio, anche Agron dimostra la volontà di combattere però Spartacus è più intenzionato alla cautela preoccupandosi maggiormente di chi è indifeso e non può combattere, Crisso allora aggiunge che comunque sia mangiano ugualmente come quelli che combattono ed il pensiero è condiviso da Agron, Spartacus interrompe la discussione ordinando a Gannicus e Lugo di andare in avanscoperta alla ricerca di grano e selvaggina mentre Crisso insiste ancora dicendo che non potranno scappare per sempre e prima o poi dovranno combattere, quando poi Spartacus si allontana Agron si rivolge a Crisso dicendo che sa di essere la scelta giusta ma il compagno risponde che l'unica cosa che sa è che non ci sono certezze in tempo di guerra.

Nel frattempo Agron raggiunge Nasir e Castus interviene dicendo di aver fatto più legna del necessario quindi la offre volentieri, intanto vicino a loro Laeta non riesce a costruire la sua tenda allora Agron lo invita ad accendere il fuoco ma lo avverte con sguardo serioso che a lui non sfugge niente poi si allontana per aiutare la ragazza.

Castus si siede vicino a Nasir per accendere il fuoco dicendo che lo sguardo di Agron promette desiderio di morte ma il siriano lo assicura dicendo di dimostrare invece il suo odio per i romani ed anche lui si addolcirà, a quel punto Castus comincia a parlare personalmente del suo sentimento per Nasir mettendolo a disagio, il compagno gli suggerisce di abbandonare il suo pensiero ma il pirata aggiunge che però si è accorto di cosa prova quando lo vede, oppure quando lo segue con lo sguardo o perde il fiato quando gli sta vicino.

Poco lontano Laeta ringrazia Agron per l'aiuto ricevuto ed il Germano risponde che non ce n'è bisogno per così poco, la donna sorridendo dice che poco tempo prima avrebbe goduto delle sue disgrazie ed Agron risponde di non aver cambiato idea ma lo ha fatto per Spartacus perché stranamente sembra che provi affetto nei suoi confronti, Laeta rimane stupita dicendo di non avere parole ed Agron risponde che è meglio così visto che Spartacus ha sofferto tanto nella sua vita e meriterebbe un po' di felicità come molti altri insieme a lui riferendosi a Nasir.

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In quel preciso momento Kore sopraggiunge chiedendo aiuto e poco dopo in una tenda una dei ribelli sta per partorire, anche Spartacus entra nella tenda e la donna con l'aiuto e l'assistenza di Kore e Laeta riesce a partorire ed il trace afferma che è stata una fortuna venire al mondo da mani così tanto esperte e chiede se lo aveva già fatto in precedenza, Kore risponde di averlo già fatto molte volte con le schiave del suo padrone allora Laeta dice che forse anche lei lo ha conosciuto in precedenza e quindi gli chiede chi era e Kore con incertezza risponde che si chiamava Pompo, un allevatore della Campania, mentre dice questo però Spartacus nota il suo marchio sul braccio e capisce che si tratta di una schiava di Crasso, dopo averla spinta in un'altra tenda sia il trace che Agron la accusano di essere un'altra spia, la ragazza viene difesa da Laeta e Kore si giustifica dicendo che non la manda Crasso ma è fuggita di sua iniziativa, allora Spartacus gli chiede il motivo per cui era motivata a tal punto da preferire una tormenta poi gli intima di rispondere oppure tacerà per sempre, nuovamente Laeta afferma che è una fuggitiva come loro quindi che importanza abbia chi fosse il suo padrone inoltre ha bisogno di protezione e non di minacce, Spartacus ripete che le sue intenzioni sono chiare quindi Kore confessa che in verità Crasso non gli ha mai fatto niente di male ma il
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suo erede gli ha procurato la più grande delle ferite e sa che lo avrebbe fatto di nuovo, a quel punto Spartacus rivela che anche sua moglie fu vessata da chi si dicevano essere suoi padroni poi la consegna a Laeta dicendo che ne è responsabile e se dovesse scoprire che non ha detto la verità pagherà il suo tradimento con la vita, appena essersi allontanate Agron rimasto tra loro afferma di non essere convinto ma il compagno risponde che Laeta ha ragione e non può rifiutare chi cerca la libertà.
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All'accampamento romano Tiberio sta mangiando con le sue guardie personali quando Cesare entra nella loro tenda ed il ragazzo afferma che la sua presenza non è richiesta quindi lo invita ad andarsene, Cesare insistendo costringe a far uscire le due guardie poi gli rivela la preoccupazione per l'atteggiamento di suo padre dopo lo scontro alla Melia, suo figlio però non sembra per niente d'accordo e difende suo padre anche per l'aggressione a Metello, Cesare è d'accordo che sia un idiota ma è pur sempre molto influente nella Repubblica quindi essendo ritornato nelle sue grazie gli suggerisce di parlargli così che un suo consiglio lo possa distogliere dalla fuga di Kore, a quel punto Tiberio lo offende accusandolo di essere lì per mettersi al riparo dalla furia di suo padre che potrebbe colpirlo ma che è stato lui che violando le regole ha portato Kore all'accampamento dandogli la possibilità di tradirlo, Cesare risponde che l'ha implorato con le lacrime agli occhi per parlare con Crasso per la condotta del figlio, Tiberio allora risponde dicendo che era uno stratagemma per fuggire da Sinuessa e unirsi ai ribelli, Cesare continua dicendo che è poco concepibile da una schiava devota quindi gli chiede con tono inquisitorio che cosa le ha fatto per spingerla a fuggire ed aggiunge che forse l'ha violentata, il ragazzo sentendosi scoperto gli urla in faccia di stare attento perché sta oltrepassando il limite ma Cesare risponde che rivelerà tutto così suo padre ritornerà alla ragione ed il suo cuore troverà conforto nella consapevolezza che non è stata Kore a tradire la sua fiducia lasciando così Tiberio nella preoccupazione. Al campo dei ribelli Crisso osserva la donna che ha partorito con il suo bambino poi chiede a Naevia che senso ha nascere in quelle condizioni, la compagna risponde che vivrà da uomo libero ed anche lei lo è grazie a lui, Crisso dice che vorrebbe dargli molto di più che delle parole, una dispensa piena di cibo, una casa o un figlio, una famiglia tutta loro ma che non ha ancora avuto la fermezza per donargli tutte quelle cose, Naevia risponde che la sua
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fermezza l'ha salvata dalle miniere ed ha restituito la vita ad un guscio vuoto, Crisso continua dicendo che è stata una vita segnata dal sangue e dalle battaglie ma Naevia lo consola dicendo che la sua vita non è stata decisa dal destino o dagli Dei ma è stata lei a scegliere di stare al suo fianco in quella vita o nell'altra promettendo di uccidere i romani prima di loro, Crisso la guarda con il sorriso chiedendo che cosa ha fatto per meritarsi una donna come lei e Naevia risponde che lui è l'unico uomo che la merita davvero, i due cominciano a baciarsi ma vengono interrotti da Agron che annuncia il ritorno di Gannicus e Lugo con Spartacus che ha desiderio di parlare con loro, quando poi il compagno se ne va anche Naevia osserva la donna con il suo bambino e comincia a piangere. Nella tenda Spartacus riferisce che i due compagni hanno avvistato una valle con molte fattorie e animali e Crisso suggerisce subito di attaccarle ma Spartacus annuncia che alle prime luci dell'alba marceranno verso nord per raggiungere le Alpi con l'intenzione di oltrepassarle così ognuno andrà per la propria strada, Crisso si rivolge a Gannicus chiedendo se ha perso completamente la ragione e Gannicus risponde che Crasso si aspetta una formazione compatta poi Spartacus continua dicendo che in territorio straniero nemmeno le risorse di Crasso possono riuscire a rintracciarli tutti, il compagno protesta dicendo che tutto quello che hanno fatto non sarebbe valso a niente ed anche Agron sembra pensarla come lui dicendo che si difenderanno visto che lo hanno già battuto, Spartacus risponde che possono batterlo di nuovo ma a quale prezzo, quante persone innocenti verrebbero uccise invece lui desidera vederle libere dall'ombra della Repubblica allora Crisso insiste di colpirla al cuore ed attaccare Roma, Spartacus congeda i due compagni per stare solo con lui e Crisso continua affermando che possono farlo e che la Repubblica trema al nome di Spartacus ed al suo esercito di ribelli, il trace però è preoccupato facendo notare che hanno solo mordicchiato le zampe della bestia ma azzannarla alla gola è troppo rischioso, a quel punto ridendo Crisso dice che il Portatore della Pioggia ha paura ma Spartacus lo interrompe dicendo che chiaramente non per se ma la sua angoscia è aumentata insieme al numero dei ribelli, con lo sguardo
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Crisso è intenzionato a marciare verso Roma

serio Crisso afferma che è stanco di fuggire allora il compagno gli suggerisce di fermarsi visto che adesso ha Naevia al suo fianco ma Crisso risponde che Naevia non vuole abbandonare la causa e nemmeno lui quindi combatteranno finché Roma non sarà caduta ai loro piedi, Spartacus con tono sommesso gli chiede se vuole condurre tutti ad una morte certa e Crisso risponde con queste sentite parole: "no verso la libertà, la vera libertà, credi davvero che Crasso si fermerebbe davanti alle montagne, che la Repubblica lascerà che sfuggiamo ai suoi artigli, abbiamo svelato le loro debolezze, abbiamo dato prova che una mano tremante può divenire un pugno, abbiamo osato sfidare l'idea che uno schiavo debba stare al suo posto e accettare il bastone e la catena perché così è sempre stato, abbiamo edificato la Repubblica con le nostre mani, con il nostro sangue e con le nostre vite, e allo stesso modo, possiamo farla crollare, fosti proprio tu ad aprire i miei occhi Spartacus, e non accetto che tu adesso mi chieda di chiuderli", Spartacus risponde che un tempo era più facile quando era l'odio a legarli ma che ognuno ha forgiato il proprio destino e non può impedirgli di scegliere la sua strada, Crisso dopo aver rivelato l'intenzione di marciare su Roma con o senza di lui e di radunare tutti quelli che hanno lo stesso desiderio di vendetta annuncia che all'alba le loro strade si separeranno, detto questo è pronto ad andarsene ma Spartacus gli chiede un ultimo sforzo.

Tutti uniti sopra una collina i ribelli attaccano la vallata impadronendosi di tutte le fattorie poi quando tutti i soldati sono morti Spartacus dichiara di celebrare Crisso e tutti quelli che lo seguiranno.

Mentre i ribelli festeggiano Gannicus è in compagnia di Sibilla e quando va a prendergli da bere Saxa gli chiede se adesso sta con lei e Gannicus si scusa per aver ferito i suoi sentimenti ma la ragazza dice che la allontanerà comunque con il bere e le sue cattive abitudini e quando succederà, il suo letto lo conosce poi detto questo bacia la schiava fermata da Saxa alle porte di Sinuessa in precedenza.

In un'altra stanza Agron viene raggiunto da
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Agron lascia Nasir perché lui possa continuare a vivere

Nasir che gli offre da bere dicendo che ha avuto molti problemi con i Galli ma Crisso gli mancherà, Agron risponde che non può dire altrettanto, Nasir ridendo gli chiede se lo odia ancora ma il Germano risponde che non gli mancherà perché ha deciso di partire con lui e quando Nasir gli chiede se ha davvero l'intenzione di abbandonare Spartacus il compagno risponde che per lui rimarrà sempre un fratello anche se non hanno spesso avuto idee simili ma aggiunge che non c'è niente al di là delle Alpi per lui visto che sa solo combattere, Nasir allora dice che marceranno all'alba con Crisso ma Agron con uno sguardo dispiaciuto rivela che questa volta non potrà seguirlo perché non vuole portarlo con se rischiando la morte ma che deve aiutare Spartacus a portare i ribelli in salvo e la richiesta di continuare a vivere, a quel punto Nasir accetta piangendo per poi abbracciarlo.

Nel frattempo Spartacus vuole brindare con Crisso volendosi scusare per essere stato testardo ed è già una fortuna che non si sono ancora scannati e magari potessero tornare indietro ed avrebbero fatto ancora meglio, Crisso risponde invece che avrebbe fatto le stesse cose visto che hanno compiuto l'impossibile, hanno mandato in rovina la Casa di Batiato, ridotto in cenere l'Arena di Capua, sconfitto Glabro e tutte le Legioni romane che sono seguite, sanato il cuore strappato dal petto ed osservando Naevia conclude dicendo che se non avesse avuto una donna accanto a lui il loro cammino sarebbe stato meno glorioso, alla fine Spartacus gli augura di ottenere quello che desidera e di poterlo rivedere un giorno.

All'accampamento romano Tiberio cerca di consolare suo padre ancora afflitto per il tradimento di Kore prendendosi la colpa del suo non sufficiente controllo nei confronti del mal fidato Cesare.

Alla villa Spartacus raggiunge Agron chiedendogli se è sicuro di partire ed il compagno gli confessa che non sempre ha creduto nelle sue strategie, Spartacus risponde che se ne era accorto ma lo ringrazia per aver sempre eseguito gli ordini anche quando non ci credeva allora Agron stringendogli la mano risponde "io credevo nell'uomo, e lo farò sempre", dopodiché anche Spartacus gli augura di trovare quello che cerca ed il Germano risponde che anche lui spera che trovi conforto nelle avversità visto che se lo meriterebbe.

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Poco lontano Spartacus vede Laeta e gli chiede di Kore per poi dire che non si aspettava che perorasse la causa di una schiava, la donna risponde che nella sua casa nessuno schiavo è stato maltrattato ma Spartacus ribatte che comunque erano di sua proprietà, Laeta stizzita gli ricorda che anche lei lo è stata per Crasso ma il trace risponde che lei ha vissuto solo per alcuni istanti una condizione che per alcuni di loro consiste in una vita intera, Laeta allora dice di confrontare le ferite ed il trace ridendo dice che la sua non è ancora guarita ecco perché l'arroganza di un tempo è venuta di nuovo fuori, quando poi la ragazza dice che la propria natura non si può cambiare Spartacus la invita a ritornare ai festeggiamenti ed all'alba riprenderanno la marcia, Laeta però lo afferra per un braccio dicendo che ne ha abbastanza del vino e di compagnia indesiderata quindi dopo essersi guardati negli occhi i due si baciano ma Spartacus la ferma dicendo che lei è una romana ed il suo cuore non potrà mai essere suo allora Laeta risponde che in quel momento non è il cuore quello che vuole da lui, detto questo i due fanno l'amore passionalmente.

All'alba Crisso è pronto a partire e Gannicus dice che sembrava ieri quando era un Gallo ansioso di dimostrare il suo valore nell'arena e adesso migliaia di persone lo seguono per marciare su Roma, Crisso allora invita l'amico a seguirlo ma Gannicus facendo riferimento a Sibilla dice che il suo destino lo porta verso altri lidi, il compagno dopo averla osservata afferma che non c'è motivo migliore per abbandonare la battaglia poi i due amici si salutano stringendosi la mano.

Subito dopo Naevia annuncia che è tutto pronto
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Spartacus e Crisso si salutano per l'ultima volta

al suo comando ed i due vengono interrotti da Spartacus dicendo che è una decisione che non lo convince ma tuttavia se credesse negli Dei pregherebbe di sbagliarsi, Crisso risponde che farà del suo meglio per dimostrargli che è stata la scelta giusta poi quando Spartacus ordina di prepararsi Crisso si rivolge a lui dicendo che quando combattevano per Batiato aveva detto che potevano essere fratelli in un'altra vita ma si sbagliava dicendo che per lui sarà sempre un fratello, i due si stringono la mano e Spartacus conclude affermando che lui lo considererà per sempre come tale.

All'accampamento romano Crasso mostra a Tiberio e Cesare i movimenti dei ribelli che si sono divisi in due formazioni separate con una che marcia a nord verso le montagne mentre l'altra direttamente verso Roma guidata da Crisso, Cesare impensierito comunque dalle abilità del Gallo è determinato a difendere Roma ma Tiberio insiste verso il padre di attaccare Spartacus mentre le Legioni di Arrius rallenteranno gli altri ribelli per poi cogliere l'occasione di distruggerli entrambi, anche Crasso sembra dirigersi verso il pensiero del figlio ma Cesare dichiara che se seguirà il piano dissennato del ragazzo Roma cadrà con tutto quello che hanno conquistato fino ad ora.

Finita la consultazione Cesare segue Tiberio nella sua tenda continuando a litigare con il ragazzo che afferma di essere stanco di venire biasimato tutte le volte che apre bocca ma Cesare risponde che dovrebbe suggerire a suo padre le parole giuste e non quelle che lui vuole sentirsi dire, Tiberio risponde che tutto quello che ha detto proviene dal suo desiderio allora Cesare lo attacca dicendo che è come quando ha preso Kore con la forza ripetendogli che lo aveva avvertito che prima o poi sarebbe stato scoperto, il ragazzo cerca di difendersi accusandolo di essere capace di sostenere il falso ma Cesare risponde che sa di cosa parla perché la prostituta Canthara che lo ha riconosciuto dopo essere uscito dalla tenda di Kore e di avergli fatto promettere di non dire niente lui sa comunque essere molto persuasivo, Tiberio allora chiede il motivo per cui non lo ha ancora rivelato a suo padre e Cesare risponde che non vuole essere lui a procurargli altro dolore e visto che suo padre segue i suoi consigli gli suggerisce di dirgli quello che gli ordinerà.

Le sue parole fanno scattare la rabbia di Tiberio che reagisce colpendo Cesare con una caraffa di vino in piena faccia gridandogli che non prende ordini da lui, Cesare comunque riesce a riprendersi e lo blocca da dietro la schiena e gli dice che avrebbe fatto meglio ad accettare la sua offerta visto che suo padre era disposto a perderlo nella Decimazione e che aiuterà il destino scampato quando scoprirà la verità, il Tribuno però non riesce a concludere il discorso perché Tiberio si libera con una gomitata poi viene attaccato dalle due guardie personali
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Cesare subisce una severa punizione

richiamate dal rumore e lo bloccano sopra un tavolo, dietro di lui Tiberio gli urla rabbiosamente che non deve più azzardarsi a mettergli le mani addosso o a diffamarlo, a quel punto Cesare disperato afferma che non può togliergli la vita e far sparire il suo cadavere senza farsi notare perché lui è Gaio Giulio Cesare, Tiberio però non si fa impressionare e dopo aver chiuso la tenda dice che lui è della stessa pasta di Metello ed ha bisogno di una lezione di gerarchia militare quindi lo spoglia e lo sodomizza avvertendolo che se rivelerà quello che è successo lui racconterà la storia dell'onnipotente Cesare violato come una femmina.

La marcia di distruzione di Crisso ha inizio mettendo a ferro e fuoco tutta la costa occidentale della penisola italiana fino alle porte di Roma.

Durante una notte mentre i ribelli stanno dormendo Crisso accanto a Naevia colpisce con un dito un piccolo pezzo di legno di forma rotonda che passando attraverso il fuoco viene avvolto dalle fiamme.

Giunti sul luogo del combattimento la Legione
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romana guidata da Arrius percorre un letto di un fiume essiccato mentre i ribelli si trovano sopra le sponde in una posizione sopraelevata e Crisso esalta i ribelli con un discorso appassionante qui di seguito: "Roma, è dinanzi a noi, ad un passo dai nostri artigli, è difesa solo da un'unica Legione, guidata da quell'asino incapace di Arrius, è tutto ciò che ci frappone tra noi e una gloriosa vittoria destinata a divenire leggenda, tanti e tanti anni fa, quando ero un gladiatore di proprietà della Casa di Batiato, il mio Maestro, Enomao, pose una domanda alle reclute che si battevano in cerca di gloria calcando la sabbia dell'arena, chiese, che cosa c'è sotto i vostri piedi", Agron si fa avanti e risponde "terra sacra, imbevuta di lacrime e di sangue", Crisso continua "in questo giorno, dovrà essere Roma a stillare sangue e lacrime, siete pronti a combattere?, siete pronti a combattere?, SIETE PRONTI A COMBATTERE!?" (mentre per tre volte i ribelli rispondono di si lanciando in aria un grido di guerra).

La battaglia ha inizio ed i ribelli sfruttano l'idea immaginata da Crisso in precedenza e rompendo delle giare di pece sopra delle enormi sfere di rami intrecciati vengono incendiate e lanciate sui romani bloccatisi in mezzo al letto del fiume dopo che Arrius ha ordinato di mantenere la posizione, le palle di fuoco rotolano verso i lati dell'esercito romano sparpagliando l'intera formazione dopodiché i ribelli attaccano e Crisso infuria nella battaglia insieme ad Agron e Naevia.

Nello stesso istante i ribelli guidati da Spartacus e Gannicus marciano verso la foresta senza incontrare problemi.

Ritornando alla battaglia Crisso si trova ad affrontare Arrius e nel breve combattimento gli stacca di netto un braccio poi lo getta a terra con un calcio, senza poter reagire Crisso si porta in piedi sopra di lui e lo uccide conficcandogli la spada in bocca, fatto questo stacca la sua collana con impresso il simbolo personale per mostrarlo alzandolo al cielo ed annunciando la caduta di Arrius che viene accolta dai ribelli con una ovazione.

Improvvisamente però alcuni minuti dopo il corno romano che preannuncia la battaglia comincia a suonare e l'esercito di Crasso circonda quello dei ribelli, mentre i romani si portano in formazione lo stato di Cesare viene notato da Crasso visto che è costretto a stare in piedi per l'aggressione subita in precedenza, sul campo Naevia dice a Crisso di far vedere perché il soprannome dell'Indomito Gallo è meritato quindi Crisso annuncia di nuovo la carica ed i due eserciti entrano in collisione.

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Agron cade ferito sul campo di battaglia

Nella battaglia finale l'esercito romano si dimostra molto più numeroso ma comunque sia, Crasso viene tirato giù da cavallo riuscendo comunque a difendersi, molti ribelli di valore cadono ed uno tra questi è Brizius che dopo aver ucciso molti soldati ed essere ferito numerose volte viene ucciso da Cesare quando lo trafigge con la sua spada alla nuca, anche Agron rimane ferito ma essendo sempre in grado di combattere vede Cesare sul campo di battaglia e grida il suo nome invitandolo al combattimento, vicino a lui però Tiberio in sella al suo cavallo lo ferisce al petto facendolo crollare a terra e togliendo la gloria al compagno.  Poco lontano Naevia dice a Crisso che i romani sono troppi ma Crisso risponde che se Crasso cadrà la vittoria sarà imminente quindi afferra una lancia per scagliarla contro di lui ma all'ultimo istante viene intercettato da Cesare ed i due cominciano a combattere, Crisso viene ferito al fianco allora Naevia salta sopra di lui in difesa del compagno gettandolo a terra ma Cesare se ne libera stendendola con un pugno poi si rivolge di nuovo verso Crisso ed i due continuano a combattere fino a che il capo dei ribelli riesce a bloccare le sue braccia e colpirlo con una testata facendolo cadere a terra, in quel momento Crisso è pronto a conferirgli il colpo di grazia quando da dietro le spalle Tiberio con una lancia lo trapassa da parte a parte e Naevia vedendo la scena comincia ad urlare, il ragazzo ordina di farla
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L'Indomito Gallo trova la morte ad un passo da Roma

stare zitta allora un soldato la colpisce con una ginocchiata poi gli punta la spada alla gola, nel frattempo sopraggiunge Crasso dicendo al figlio di recuperare la sua spada e dopo averlo fatto Tiberio afferma di volerlo crocifiggere ma suo padre invece risponde di usarlo come un messaggio, Cesare intanto costringe Crisso a guardare il volto disperato di Naevia poi Crasso ordina che gli sia staccata la testa, Crisso continua a guardare Naevia intensamente fino all'ultimo quando Tiberio con un taglio netto stacca la sua testa che viene mostrata attraverso il riflesso in un occhio di Naevia.

NoteModifica

  • In realtà Crisso venne ucciso sul Monte Gargano e non alle porte di Roma quando fu attaccato dai Consoli Gneo Cornelio Lentulo Clodiano e Lucio Gellio Publicola trovando come detto la morte insieme ai suoi 30.000 ribelli per mano proprio del Questore Quinto Arrio.
  • Questo è l'ultimo episodio in cui compare Manu Bennett diventando così l'unico attore ad aver preso parte alla serie fin dal primo episodio lasciando di conseguenza Daniel Feuerriegel l'ultimo attore ad aver lavorato con Andy Whitfield.
  • Per questo episodio Ellen Hollman interprete di Saxa aveva girato alcuni dialoghi aggiuntivi nella scena con Gannicus.
  • Mentre i capi ribelli sono riuniti nella tenda e Spartacus ha annunciato di valicare le Alpi, Crisso protesta per voler continuare a combattere e quando rivela la volontà di attaccare Roma e Spartacus rimane stupito dal suo intento Crisso dice "voglio vederla tremare, come quando l'uomo che eri un tempo decretò la fine della Casa di Batiato" facendo riferimento infatti alle parole di Spartacus nell'episodio finale "Uccidiamoli Tutti" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • Durante la scena in cui Crisso viene ucciso i primi piani di Naevia mostrano la lama della spada che viene premuta sotto il suo mento invece nelle riprese più lunghe la lama è notevolmente al di sotto del suo collo.
  • Nella scena d'amore tra Crisso e Naevia il tatuaggio della ragazza è posizionato verso il centro della schiena anziché nella sua spalla destra.
  • Durante la discussione tra Spartacus e Crisso nell'episodio "Morte Ineluttabile" il trace afferma che non manderà la sua gente nell'oltretomba e Crisso risponde "e non sarò io a morire con un gladio romano conficcato nella schiena", questa frase si rivelerà profetica perché è proprio quello che accadrà grazie a Tiberio in questo episodio.
  • Mentre Spartacus discute con Crisso ed Agron sul mantenere sempre la guardia alta per salvaguardare i ribelli indifesi da eventuali attacchi romani e mantenere il vantaggio su Crasso, il Germano dice che preferirebbe mozzare qualche testa e Spartacus risponde "la mozzeranno a noi se abbandoniamo la cautela", questa frase si rivelerà profetica perché Crisso avanzando verso Roma senza la minima salvaguardia finirà per essere ucciso proprio con la testa mozzata.
  • La canzone dal titolo "My Cock Rages On!" cantata dai ribelli per festeggiare la conquista dell'intera valle oltre a Crisso e i suoi uomini è la stessa apparsa già nell'episodio "Peccati del Passato" di Spartacus: Gli Dei dell'Arena e in "Sacrificio agli Dei" di Spartacus: La Vendetta.
  • Le frasi nella lingua germanica che Lugo pronuncia durante i festeggiamenti si tratta sempre del ritornello della canzone che si riferisce a "piove sangue dal cielo blu, io duro ce l'ho, io duro ce l'ho!".
  • Dal momento che in questo episodio vengono coinvolte molte scene di combattimento, il regista T.J. Scott aveva bisogno di spiegare spesso agli attori quale parte del combattimento dovevano girare.
  • Dopo che la ribelle ha dato alla luce suo figlio, Agron osserva il bambino dicendo "guardate il batacchio come sventola, riempirebbe d'invidia persino Giove" e Kore risponde "mi auguro che non lo usi mai con la forza" riferendosi chiaramente alla violenza subita da Tiberio.
  • La scena in cui Crisso uccide Arrius è l'ultima girata da Manu Bennett nella serie.
  • Mentre Spartacus e Crisso si intrattengono durante la festa il trace gli dice "Batiato un giorno lontano mi disse che bisogna accettare il proprio destino oppure..." e Crisso conclude la frase "...oppure esserne annientati, quel cane rognoso lo diceva a tutti" si riferisce alle parole dette proprio da Batiato a Spartacus nell'episodio "Il Giuramento dei Gladiatori" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • Nella versione italiana in cui Cesare sta per essere violentato da Tiberio e dice di non poter ucciderlo ed eliminare il suo corpo così facilmente perché "Io sono Gaio Giulio Cesare!" , nella versione originale invece la parole sono "I'm Julius fucking Caesar!".
  • Il creatore Steven S. DeKnight ha rivelato che la sua parte preferita è la morte di Crisso oltre al fatto di ascoltare per l'ultima volta la canzone "My Cock Rages On!" cantata dai ribelli mentre festeggiano nella villa.
  • Sempre lo stesso Steven S. DeKnight ha rivelato che nella trama originale sarebbe stato Cesare a violentare Tiberio per impartirgli una lezione.
  • Al momento in cui Spartacus e Crisso si salutano quest'ultimo dice "quando ci battevamo per la Casa di Batiato ti dissi che avremmo potuto essere fratelli in un'altra vita..." e Spartacus conclude la frase "...ma non in questa" fa riferimento alle parole di Crisso rivolte a Spartacus sempre nell'episodio "Uccidiamoli Tutti".
  • Le parole pronunciate da Crisso per esaltare i ribelli prima della battaglia contro Arrius e che come ricorda lui stesso, sono identiche a quelle che Enomao pronunciava ogni qualvolta le reclute facevano la loro prima apparizione al ludus della Casa di Batiato, inoltre la frase "Siete pronti a combattere!?" nella versione originale si tratta invece di "Shall we begin!?" che è la stessa usata sempre da Crisso prima di ogni combattimento nell'arena.
  • Nel momento in cui Crisso strappa dal collo di Arrius la collana con il simbolo romano della sua legione annunciando la sua morte, Naevia accanto a lui pronuncia la frase "sei potente come un Dio", questa sembra indirettamente la risposta alla frase simile affermata proprio da Crisso quando viene avvertito da Naevia di non farsi sentire mentre ad alta voce conferma alla compagna il suo ritorno nell'arena contro Pericle con le parole "che mi sentano pure, questa notte sono un Dio" nell'episodio "La Ferita" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • La scena in cui Agron decide di separarsi da Nasir è una delle preferite da Daniel Feuerriegel per il peso che rappresenta oltre a mostrare l'amore che Agron prova nei confronti di Nasir.
  • Nella scena in cui Crisso viene ucciso accanto a Naevia, Manu Bennett doveva guardare solo gli occhi di Cynthia Addai-Robinson sapendo di ricevere l'energia che lei era in grado di dargli attraverso la sua rappresentazione così da far divenire la scena finale ancora più bella.

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