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Quintilio Varo
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Nome originale Quinctilius Varus
Ultima apparizione Libertà Amara (Personaggio)
In Fuga (Menzionato)
Relazioni Cossuzio (Amico)
Gaia (Amica)
Petronio (Amico)
Stato Vivente
Attore Peter Feeney
Doppiatore Gianni Bersanetti

Quintilio Varo è un Senatore e rappresentante dell'Alta Società romana apparso fisicamente soltanto in Spartacus: Gli Dei dell'Arena e viene menzionato da Ilizia in Spartacus: La Vendetta.

Apparenza FisicaModifica

Varo è una persona abbastanza alta, di carnagione chiara, la fronte larga, il mento sporgente ed il naso aquilino, i suoi capelli sono tipicamente in stile romano, corti e di colore nero, indossa vestiti eleganti e costosi ed è seguito sempre dai suoi schiavi personali a causa del suo elevato stato sociale.

PersonalitàModifica

Varo come molte delle ricche personalità di Roma è dedito ad organizzare e frequentare feste e spettacoli oltre ad intrattenersi nei Giochi dell'arena con i gladiatori.

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Varo osserva estasiato il rapporto sessuale tra Gannicus e Melitta toccandosi lui stesso a sua volta

Le tendenze bisessuali e omosessuali di Varo vengono mostrate e accentuate dall'uso del vino e dell'oppio che Gaia sfrutta per riuscire a guadagnare il suo favore per avere con l'intercessione della sua persona una posizione di rilievo nei Giochi della Nuova Arena. Il suo carattere è comunque viziato ed arrogante come la maggior parte delle persone del suo livello e tratta gli schiavi semplicemente come oggetti e proprietà personali.

Gli Dei dell'ArenaModifica

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Varo è un Senatore di Roma ed arriva a Capua per incontrarsi con Vezio e discutere dei suoi gladiatori da introdurre nei Giochi della Nuova Arena, dal canto suo Batiato intercetta e aggredisce Vezio tramite le sue reclute, Indus ed i siriani Dagan ed Ashur impedendogli di presenziare all'appuntamento mentre Gaia spinge Lucrezia ad avvicinare Varo per cercare di guadagnare il suo favore, le due donne si intrattengono con lui per le vie di Capua e lo invitano alla villa a visionare i gladiatori di Batiato visto che Vezio tarda ad arrivare.

Alla villa anche Batiato ritorna da Capua e convince Varo ad assistere ad un combattimento dimostrativo e Batiato suggerisce il loro Campione Gannicus contro uno a sua scelta, Gaia vicino a lui propone Crisso come avversario ed i due gladiatori iniziano la contesa, alla conclusione di quest'ultima Gaia offre a Varo un altro tipo interessante di "spettacolo".

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Più tardi Gaia fa provare a Varo una piccola quantità di oppio versato nel vino poi convocano Gannicus, il Senatore scruta personalmente l'intero corpo del gladiatore poi sceglie Melitta come compagna per il rapporto sessuale a cui vuole assistere, Lucrezia immediatamente cerca di dissauderlo essendo Melitta sposata con Enomao ma Varo risponde seccato chiedendo per quale
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Varo rimane soddisfatto dello spettacolo a cui ha assistito

motivo non può farlo essendo una schiava, a quel punto intervengono Batiato e Gaia e per non contraddirlo ancora accettano la sua richiesta quindi sia lui che i presente assistono al loro incontro amoroso con grande partecipazione, terminata la serata Varo dichiara di essere rimasto molto soddisfatto e grazie sia allo spettacolo proposto che alla mancata presenza di Vezio assicura a Batiato la partecipazione dei suoi gladiatori ai Giochi finali della Nuova Arena.
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Varo fa di nuovo visita alla Casa di Batiato insieme a Cossuzio

Alcuni giorni dopo Varo ritorna alla villa in compagnia del suo amico Cossuzio per assistere ad altri piaceri che la Casa di Batiato può offrire, i due vengono accolti sempre da Lucrezia e Gaia che si dimostrano entusiaste di accontentarli, la richiesta di Cossuzio è quella di unire il gladiatore Rhaskos con una schiava vergine e osserva personalmente Naevia e Diona scegliendo poi quest'ultima, intanto Gaia cerca di sedurre Varo ma senza successo visto che il Senatore ritiene il suo lignaggio di basso profilo rispetto al suo quindi loro due insieme alla padrona di casa Lucrezia attendono Cossuzio per poi andarsene dopo aver finito.

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Varo risparmia la vita di Gneo

Varo compare di nuovo tra gli spettatori dei giochi della piccola arena accanto a Tullio e Tito, dopo che l'incontro tra Barca e Gneo è terminato risparmia la vita di quest'ultimo dopo essere stato sconfitto come ringraziamento per l'ospitalità che la sua Casa gli ha offerto poi concede il privilegio a Tito di presentare i due gladiatori per l'incontro finale dimostrando meraviglia delle grandi abilità mostrate da Crisso dopo aver ucciso al suo debutto un gladiatore molto più esperto di lui come Auctus.

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L'ultima apparizione fisica di Varo nella serie è tra gli ospiti d'onore nella tribuna durante i Giochi della Nuova Arena fin dai combattimenti iniziali, al primus dove Gannicus sopravvive sconfiggendo tutti gli avversari guadagnandosi la libertà.

La VendettaModifica

Varo viene brevemente menzionato da Ilizia quando riferisce al marito che deve apprestarsi a confermare la presenza sua e di Glabro ad una sua festa, Glabro però risponde di declinare l'invito a causa della loro imminente partenza verso Capua per fronteggiare la minaccia dei ribelli, durante la conversazione Glabro rifiuta di presenziare alla festa dicendo "No, non credo che ci andremo" ed Ilizia risponde "So che non hai simpatia per lui, tuttavia è bene imparentato, una apparizione dovremmo farla" dimostrando come il Pretore non lo apprezzi molto personalmente.

Contesto StoricoModifica

Sesto Quintilio Varo fu Pretore nel 57 a.C. ed anche Senatore, fu uno di quelli che favorirono il ritorno di Cicerone dall'esilio, pochissime altre notizie sono note su di lui ma è improbabile un suo coinvolgimento durante il periodo della Terza Guerra Servile.

NoteModifica

  • Nell'edizione originale della serie alcune volte Varo è accreditato con il nome di "Varis" oltre a quello autentico di "Varus", successivamente Steven S. DeKnight ha confermato sul suo profilo Twitter che il nome ufficiale è Varus.
  • A differenza di Varo, sia suo figlio che suo nipote hanno avuto un impatto maggiore nella storia di Roma trattandosi rispettivamente di:
    • Sesto Quintilio Varo, figlio del precedente Varo, Questore nel 49 a.C. e più tardi anch'egli Senatore, fu uno dei sostenitori di Pompeo durante la Guerra Civile e fu perdonato per ben due volte da Giulio Cesare, si ritiene si stato uno degli assassini di Cesare durante le Idi di Marzo e schieratosi con Bruto e Cassio rimase ucciso nella decisiva battaglia di Filippi del 42 a.C. contro le legioni romane di Marco Antonio e Ottaviano Cesare Augusto.
    • Publio Quintilio Varo, figlio del precedente Sesto e nipote di Varo, fu Console nel 13 a.C. sotto il comando del futuro Imperatore Tiberio, di conseguenza fu Governatore prima in Siria e poi in Germania, Publio è rimasto famoso a causa della perdita di tre legioni romane nella battaglia della Foresta di Teutoburgo dopo l'agguato pianificato dalle truppe Germaniche comandate da Arminio nel 9 d.C. dove lo stesso Varo trovò la morte suicidandosi, ancor più famosa è la frase pronunciata da Ottaviano Cesare Augusto nel momento in cui venne a conoscenza della disfatta: "Varo rendimi le mie legioni!".
  • Un personaggio di nome Quintilio in riferimento a Varo è stato interpretato da Ferruccio Viotti nel film Il Magnifico Gladiatore del 1964.

ApparizioniModifica

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