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Ottavio Tarsas
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Nome originale Octavius Tarsus
Ultima apparizione La Resa dei Conti - 2
Relazioni Sepius (Alleato)
Gaio Claudio Glabro (Alleato)
Stato Deceduto
Attore Aaron Jackson

Ottavio Tarsas è il comandante dei mercenari di Sepius che dopo la sua morte passano sotto il comando di Claudio Glabro, è apparso esclusivamente in Spartacus: La Vendetta.

Apparenza FisicaModifica

Tarsas è un uomo alto e muscoloso, il viso allungato con la mascella prominente, le mani grandi, gli occhi azzurri ed i capelli corti e brizzolati. Indossa sempre una apposita armatura color crema che ricopre interamente il busto, due ginocchiere, due polsiere stilizzate, un piccolo foulard legato al collo e di fianco porta sempre con se la sua spada.

Abilità nel CombattimentoModifica

Nonostante sia il
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comandante dei mercenari, la sua abilità con la spada equivale poco più di un semplice soldato romano. Nel momento in cui affronta Spartacus approfittando anche della superiorità numerica non riesce mai ad impensierire il suo avversario e per questo viene più volte ferito senza un minimo gesto di reazione.

La VendettaModifica

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Ottavio Tarsas è inizialmente il comandante dei mercenari di Sepius che dopo il suo assassinio passa sotto il comando del Pretore Claudio Glabro.

Compare per la prima volta mentre recita il giuramento di fedeltà insieme ai suoi uomini di fronte a Glabro nel cortile del vecchio ludus dei gladiatori.

Successivamente accompagna il Pretore ad Atella per contrattare con Spartacus il rilascio della moglie Ilizia in cambio di un carro pieno di armi ed armature.

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Ottavio Tarsas toglie a Spartacus la gioia per la sua vendetta

Nello scontro armato che segue, Tarsas si unisce a Glabro e Salvius contro Spartacus ma viene ben presto ferito e messo fuori gioco, qualche istante più tardi salva la vita del Pretore steso a terra da una freccia bloccando la spada del trace e poi colpirlo con una gomitata in piena faccia un secondo prima dell'affondo fatale. Grazie al suo intervento Glabro riesce a fuggire e mettersi in salvo mentre Tarsas continua la sua battaglia personale con Spartacus fino a che non viene colpito nella sua gamba d'appoggio e costretto a cadere sulle sue ginocchia.

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Ottavio Tarsas colpito al petto dalla freccia di Mira

Vista la situazione complicata, Salvius su ordine di Glabro richiama un drappello di soldati di supporto ed i ribelli numericamente inferiori decidono di ritirarsi, nel frattempo Tarsas si difende come può dagli attacchi di Spartacus ma la sua guardia viene presto violata ed il trace si libera di lui colpendolo con un calcio nell'addome.

I ribelli a quel punto si ritirano e Ottavio Tarsas dopo essersi rialzato per inseguire i nemici viene colpito mortalmente da una freccia scagliata da Mira come copertura per la fuga dei compagni.

NoteModifica

  • I due nomi identificativi del personaggio potrebbero essere indirettamente un riferimento collegato ai nomi dell'Imperatore Ottaviano Augusto e la città di Tarso che in antichità corrispondeva a quella di Tarsus situata nella regione della Cilicia nell'odierna Turchia. Viene ricordata principalmente durante la contesa tra Pompeo e Giulio Cesare ma anche per il luogo dove ebbe inizio la relazione tra Marco Antonio e Cleopatra, infine dopo la vittoria di Augusto viene posta sotto la sua protezione diventando successivamente un famoso centro culturale.
  • Il nome di Ottavio Tarsas fa riferimento anche alla Gens Octavia, famiglia plebea elevata al rango patrizio da Cesare ed originaria nella città di Velitrae odierna Velletri sui colli Albani. La suddetta famiglia deve la sua notorietà principalmente dal già citato Imperatore Ottaviano poi ribattezzato Augusto essendo pronipote e figlio adottivo di Giulio Cesare.

ApparizioniModifica

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