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Morte Ineluttabile
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Titolo originale Mors Indecepta
Numero 3x07
Data 15 Marzo 2013 (USA)
25 Giugno 2013 (Italia)
Writer David Kob & Mark Leitner
Director Jesse Warn
Precedente Bottino di Guerra
Successivo Strade Diverse

"Morte Ineluttabile" è il settimo episodio di Spartacus: La Guerra dei Dannati ed il trentaseiesimo dell'intera serie.

TramaModifica

L'episodio ha inizio con un migliaio di ribelli morti sulla dorsale che hanno tentato di oltrepassare la fortificazione ma sono stati sterminati.

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Nella ritirata Spartacus chiede il numero dei caduti poi Nasir lo informa che i soldati di Crasso hanno oltrepassato il valico, tutti i ribelli si preparano a combattere sospinti dalle parole di Crisso, ma Spartacus però abbassa gli animi e nell'insistenza del compagno di attaccare il trace risponde che i romani non hanno intenzione di attaccare ed infatti è quello che succede, Gannicus chiede se adesso prevede anche il futuro e Spartacus risponde di aver sfruttato il periodo in cui militava nelle forze ausiliarie, Crisso ne chiede il motivo visto che sono in superiorità numerica ed il trace afferma che stanno aspettando il comandante. All'accampamento Crasso dopo che Rufus gli ha annunciato della posizione del Pretorium in prima fila raggiunge il figlio che aveva convocato chiedendo le condizioni di Cesare, Tiberio risponde che si sta ancora leccando le ferite
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Tiberio riceve di nuovo la sua armatura

però ha trovato chi può farlo per lui, Crasso fa i complimenti al figlio per l'organizzazione della celebrazione e di come si è comportato nei confronti di Cesare sperando che possa cogliere con entusiasmo il suo nuovo ordine che è quello di spostare una cassa invitando Tiberio ad aprirla, il ragazzo obbedendo agli ordini ritrova la sua armatura e suo padre finalmente gli riconsegna la sua posizione per averlo al suo fianco quando arriverà la fine di Spartacus.

Nella sua stanza infatti Cesare si intrattiene facendo sesso con le due prostitute dell'episodio precedente.

Sul valico della Melia sta per arrivare una bufera e l'esercito romano si accampa poco lontano dai ribelli, intanto Gannicus e Saxa passeggiano per l'accampamento e la ragazza sembra vogliosa di lui e comincia a baciarlo ma quando poi Gannicus si volta e trova il viso di Sibilla rifiuta l'offerta dicendo di distogliere i pensieri per loro stessi ed occuparsi di chi ha più bisogno di loro, Saxa dice che sembrano le parole di Spartacus ed il compagno risponde che invece sono le sue e le può prendere come vuole.

Tra gli altri ribelli Castus sta bevendo da una ciotola quando Brizius lo provoca chiamandolo traditore e dicendo che Nemetes, Donar ed altri centinaia di fratelli sono morti a Sinuessa invece lui è ancora vivo e mangia insieme a loro poi affera la sua ciotola versandola a terra, Castus risponde provocandolo a sua volta di doverlo ringraziare perché comunque quel cibo faceva vomitare, preso dalla rabbia Brizius comincia a colpirlo con dei pugni fino a che non interviene Nasir, Brizius allora si volta verso di lui dicendo che se non era l'amante di Agron avrebbe imparato la lezione, Nasir con sguardo di sfida risponde di lasciare perdere Agron e dimostrargli quello che dice, a quel punto Brizius sputa in direzione di Castus ma poi se ne va rinunciando allo scontro.

Dopodiché Castus dice a Nasir di essere mingherlino ma ha risposto come un titano e che comunque Brizius è bruto però ha ragione perché lui è un Cilicio e ormai sarà sempre considerato un traditore, Nasir lo rincuora
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dicendo che nessuno può essere incolpato per le azioni degli altri e Castus risponde che comunque è arrivato dove lo ha portato il destino e lo ringrazia per aver incontrato lui, Nasir comincia a ridere per le belle parole nei suoi confronti dicendo che è in catene, sanguinante ma ha ancora la forza di adularlo, Castus risponde che vuole vivere la vita nella sua interezza, anche armandosi contro Crasso, Nasir allora chiede se è intenzionato a combattere e il pirata risponde che ha conquistato la sua fiducia uccidendo i romani, forse se potrà combattere i suoi compagni avranno pietà e faranno lo stesso, in quel momento Nasir incrociando lo sguardo con un infastidito Agron dice che non è una decisione che aspetta a lui ma riferirà la sua richiesta.

Nel frattempo Spartacus entra nella tenda riservata ai feriti e si avvicina a Leata porgendogli del cibo, la donna però lo rifiuta dicendo di riservarlo a chi lo merita di più, Spartacus chiede se si vuole far compatire e Laeta risponde seccata che non vuole niente perché ha perso tutto, sia grazie alle sue azioni sia a quelle di Crasso che l'ha consegnata ad un selvaggio che l'ha incatenata e marchiata, Spartacus allora dice che ha conosciuto il dolore e l'umiliazione che molti di loro hanno già condiviso poi gli mostra il marchio e la donna chiede dove abbia trovato la forza di andare avanti e Spartacus risponde che se lo è domandato molte volte però gli dice di vivere e forse insieme troveranno la risposta.

A Sinuessa, Kore sta preparando il pranzo per Crasso quando Tiberio la raggiunge, la schiava nota che tornato di buon occhio verso il padre e Tiberio risponde che adesso non è più il ragazzo introverso che era prima ma che è quello che suo padre voleva che fosse, l'unica cosa di cui si dispera è di non condividere tutto quello con Sabino chiedendo a Kore se lui avrebbe apprezzato, la schiava dice che gli voleva bene ed il ragazzo la interrompe subito dicendo che anche lei gliene voleva, Kore dice di non preoccuparsi visto che presto sconfiggerà Spartacus ed il suo nome diventerà famoso e dimenticherà le persone che gli volevano bene, Tiberio allora gli rivela che finita la
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ribellione ha deciso di stabilirsi a Sinuessa per curare gli affari di suo padre fino a che non avrà raggiunto l'età per diventare Tribuno, Kore sorridendo per la possibilità di allontanarsi da lui dice che è un compito di grande responsabilità ma il ragazzo aggiunge che lei lo aiuterà, la schiava preoccupata chiede se deve rimanere anche lei lì e Tiberio risponde che sarà la padrona della casa di Crasso e lui avrà la possibilità di ringraziarla per il suo aiuto.

Crasso è pronto per entrare in guerra quando Kore entra nella sua tenda chiedendogli se è vero che rimarrà al servizio di Tiberio a Sinuessa, Crasso sorpreso dice che suo figlio non ha ancora imparato ad avere indiscrezione e che voleva parlarle in un momento più intimo, Kore subito dopo dice che anche lei gli avrebbe espresso le sue preoccupazioni, in quel preciso istante però Crasso viene interrotto da Rufus facendo dispiacere Kore per la possibilità di non poter confessare niente ma l'Imperatore comunque lo conferma dicendogli che ne riparleranno quando la battaglia sarà finita.

Sulla cima del valico i ribelli osservano il movimento dei romani ed Agron riferisce a Spartacus che Crasso ha fatto costruire una tribuna imperiale come se volesse assistere ai combattimenti nell'arena, Crisso dice che se ne pentirà di avere a che fare con i gladiatori ma Gannicus dice che purtroppo non lo sono tutti, Crisso continua dicendo che li hanno addestrati loro e alcuni sono diventati macchine da guerra, Agron aggiunge che però sono comunque pochi per impensierirli, a questo punto è Spartacus a dare ragione a Crisso dicendo che hanno fatto cose impensabili fino a quel momento però usando la testa e non la forza bruta, Crisso gli chiede che cosa ha in mente ed il trace risponde che Crasso si è fatto sempre più spavaldo da quando ha raggiunto il vantaggio ed ha fatto piazzare il Pretorium troppo vicino per godersi la vittoria in prima in fila quindi meriterebbe che gli facessero una visita, Agron dubbioso dice che però una posizione così avanzata comporta maggiore sorveglianza ma Spartacus lo rassicura dicendo che durante la notte il vento aumenterà e coprirà tutti gli altri suoni quindi la sorpresa eguaglierà il numero, Crisso chiede quanti saranno per l'attacco e Spartacus risponde che saranno soltanto un manipolo di uomini, quelli più abili così se riusciranno ad uccidere Crasso le sue Legioni andranno allo sbando.

Anche Gannicus interviene dicendo che è la stessa tattica usata con Cossinio e Furio, Crisso però protesta dicendo che preferisce uccidere un uomo dormiente che massacrarli tutti, Spartacus insistendo spiega che se attaccassero tutti insieme la sorpresa sarebbe vanificata e la loro difesa sarebbe scoperta per poi dire che lo capirebbe anche un bambino, alle sue parole Crisso si sente offeso e gli chiede se lo crede più stupido di un bambino ma Spartacus si scusa dicendo che ha parlato a sproposito però deve fidarsi della sua tattica così che se riusciranno ad uccidere Crasso anche le sue Legioni lo seguiranno.

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"Mors Indecepta"

Arrivata la notte i soldati di guardia al Pretorium vengono uccisi alle spalle silenziosamente dai ribelli mentre gli altri vengono colpiti dalle frecce, a quel punto il Cornicen è pronto a suonare l'allarme ma Spartacus lo uccide scagliando al volo la spada, fatto questo penetrano nel Pretorium pronti ad uccidere Crasso ma inaspettatamente trovano il corpo nudo di Donar crocifisso e sul petto incise le parole "Mors Indecepta", Crisso ne chiede il significato e Spartacus le traduce come "Morte Ineluttabile", capito l'inganno i ribelli cercano di andarsene ma vengono attaccati dai romani nascosti. Entrambi gli schieramenti partono subito
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Spartacus salva Naevia caricandola sopra le spalle

all'attacco e nel combattimento Naevia prima viene ferita ad una gamba con una lancia poi viene stesa con un colpo in faccia, Crisso vede la compagna in pericolo ma viene bloccato dagli altri soldati allora ci pensa Spartacus a salvarla uccidendo il soldato romano che stava per impartirgli il colpo di grazia poi se la carica sulle spalle ed ordina di tornare al campo, in quel momento però un piccolo gruppo di romani rinuncia ad inseguirli ma uno di loro pronuncia la seguente frase "vi stermineremo codardi!", queste parole vengono udite da Crisso che punto nell'orgoglio scatena tutta la sua furia e torna indietro andando di nuovo all'attacco per ucciderli tutti, davanti a lui sopraggiunge un altro gruppo di soldati molto più numeroso e Spartacus si rivolge a lui dicendo di muoversi costringendolo a ritornare al campo.

All'accampamento Crasso parla con Rufus della trappola andata male poi ordina di svegliare Tiberio e Cesare perché ormai non è più tempo di agguati ed imboscate.

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Quando i due raggiungono Crasso il figlio dell'Imperatore si rivolge al compagno dicendo che è felice che sia risorto dalla morte e Cesare risponde a sua volta dicendo che invece lui è felice di vederlo uscito di nuovo dall'ombra della retrocessione, a fermare il loro battibecco è Crasso dicendo che partirà il giorno seguente per la Melia ma che loro aspetteranno per radunare completamente tutti i soldati rimasti in città ed il comando delle operazioni è affidato a Tiberio, per questa cosa Cesare protesta dicendo che il comando dovrebbe appartenere a colui che ha riconquistato Sinuessa invece di un ragazzo incline a farsi disarmare, nel frattempo Tiberio sorride e Crasso risponde chiedendo se non ha trovato sufficiente la sua gratitudine, aver pagato i suoi ingenti debiti, i racconti eroici delle sue gesta che ha fatto pervenire al Senato da Metello o la celebrazione in suo onore organizzata proprio da colui a cui manca di rispetto, a quel punto Cesare abbassa i toni dicendo che non dimentica la sua gratitudine e che il suo era soltanto un suggerimento, Crasso risponde stizzito che invece il suo è un ordine come era stato quello di infiltrarsi tra i ribelli come suo strumento quindi è lui che ha conquistato la città e lo stesso otterrà la vittoria su Spartacus con suo figlio accanto, Cesare allora chiede quindi quale sarà la sua posizione e l'Imperatore conclude dicendo che avrà una posizione paritaria sempre se non si metterà da parte, se invece seguirà la sua rotta arriverà in cima.

Quando poi Crasso se ne va Tiberio approfitta della situazione per prendersi gioco di Cesare dicendo che lui è stato reintegrato invece l'altro è sotto il suo comando, Cesare irritato dalla provocazione lo avverte di fare attenzione perché più di un gigante è caduto al suolo credendosi troppo grosso per non cadere, Tiberio però non si scompone e con soddisfazione dice di radunare le truppe ed obbedire agli ordini, dopodiché se ne va e Cesare sfoga la sua rabbia lanciando un vassoio posto sopra un tavolinetto, poi dietro un angolo vede Kore accusandola di stare lì per spiarli, la schiava si scusa dicendo che è pericoloso perdere il suo favore da quando a Tiberio sono stati restituiti i pieni poteri, Cesare risponde chiedendo se sta denigrando il suo padrone ma Kore dice che lo sta solo informando di una comune minaccia e di come possono liberarsene nell'interesse di entrambi.

Cesare la invita nella sua stanza per parlare e la schiava dice che il tenero bambino di una volta non è più lo stesso adesso e può minacciare i loro desideri e le loro ambizioni, Cesare chiede di che sgarbo si è macchiato e Kore risponde che può solo dirgli di essere profondamente ferita come lo è lui da quando Tiberio è ritornato al fianco del padre, il Tribuno a quel punto gli dice di fare quello che vuole e di tenerlo fuori ma Kore insiste dicendo che dopo la vittoria su Spartacus il legame tra il padre ed il figlio diventerà inscindibile allora Cesare gli chiede cosa vuole veramente da lui.

Nel campo dei ribelli un gruppo di loro sta pregando gli Dei compresa Sibilla mentre Spartacus li osserva da lontano, la tormenta diventa sempre più forte ed il trace entra nella tenda dove Naevia viene accudita da Crisso, la ragazza lo ringrazia per quello che ha fatto invece Crisso se ne va trattandolo malamente.

Fuori dalla tenda Crisso raccoglie dell'acqua
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ormai quasi solidificata dal freddo con una caraffa quando Spartacus gli chiede se davvero le cose stanno in quella maniera e continuare ad essere uno contro l'altro come quando erano gladiatori della Casa di Batiato, Crisso risponde che quei tempi sono passati ma che a quel tempo era più ardimentoso ricordando il momento in cui aveva proposto di attaccare ma Spartacus non gli permette di finire la frase dicendo che avrebbero compiunto una scelta incerta che avrebbe portanto ad un fallimento sicuro, Crisso insiste dicendo che il terreno non si sarebbe macchiato del sangue di Naevia e Spartacus controbatte dicendo che oltre al suo ci sarebbe stato anche quello di migliaia di altri, Crisso continua furioso urlandogli in faccia che lui preferisce combattere e buttare giù le barricate poi si riferisce al suo piano dicendo che è stato battuto da una mente più contorta della sua quindi dovrebbero mettere la spada nelle mani di chi ancora ha la forza di maneggiarla ed attaccare, Spartacus risponde che sono circondati da pareti rocciose e non c'è spazio per un accerchiamento in più sono numericamente superiori, meglio armati e meglio disciplinati quindi verrebbero sterminati tutti, Crisso mostrando di nuovo il suo orgoglio afferma che allora farebbero vedere come si muore con valore proprio come facevano nell'arena, la discussione continua e Spartacus lo rimprovera di insistere sempre su questo punto ma non tutti sono gladiatori e non implorano di andare incontro ad una morte gloriosa allora Crisso conclude in segno di sfida che però implorano di avere una guida. Toccato dalle sue parole Spartacus afferma che non è intenzionato a portarli nell'oltretomba allora Crisso dichiara che non vuole morire con un gladio romano conficcato dietro la schiena quindi radunerà tutti quelli che la pensano come lui ed attaccheranno le truppe di Crasso, a quel punto Spartacus lo afferra per un braccio intimandogli di obbedire ai suoi ordini ma Crisso reagisce colpendolo in faccia con la caraffa frantumandosi per poi rivolgersi a lui
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dicendo che è stanco di obbedirgli come se fosse una divinità, ripresosi Spartacus si scaglia contro di lui ed i due scatenano una rissa prendendosi a pugni ribettendo colpo su colpo, quando poi Spartacus con una mossa di lotta sbatte Crisso a terra si siede sopra di lui continuando a prenderlo a pugni poi entrambi si stringono la gola a vicenda fino a che Agron e Gannicus non intervengono a separarli, il Germano chiede che cosa fosse successo e Crisso prima di andarsene con la bocca sanguinante dice di farselo dire da colui che sa tutto cioè il suo comandante, alla nuova provocazione Spartacus è intenzionato ad aggredirlo di nuovo ma Agron lo informa che la tempesta ha spazzato via la tenda dei feriti oltre a molte altre quindi i tre si precipitano ad aiutare i ribelli.

Nell'accampamento romano Cesare accompagna Kore da Crasso che non è per niente d'accordo della situazione, la schiava si scusa dicendo di essere stata lei ad insistere con le sue lacrime perché aveva urgente bisogno di parlargli.

Intanto fuori dal campo Tiberio vede Cesare passeggiare e dopo averlo chiamato due volte gli chiede il motivo per cui non lo ha aspettato come gli aveva ordinato, Cesare si scusa e il ragazzo dice che suo padre non sarà contento della sua insubordinazione, allora il Tribuno con il sorriso sulla faccia lo avverte di aspettare di chiedere udienza perché suo padre è allietato dalla presenza della sua schiava, Tiberio approfitta ancora accusandolo nuovamente di aver violato la regola di non portare donne all'accampamento ma Cesare dice che disperata per il desiderio di parlare con Crasso ed il suo cuore non ha potuto farne a meno, il ragazzo preoccupato chiede se sa il motivo e Cesare con tono provocatorio risponde di non saperlo ma lui forse lo sa comunque sia suo padre condividerà con lui le parole di Kore.

Nella tenda Kore si scusa per aver violato la
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regola e Crasso dice che calmata la tempesta la farà accompagnare da Cesare di nuovo a Sinuessa, la schiava afferma che sarà il posto dove verrà confinata senza di lui e Crasso gli assicura che lei sarà la padrona di casa e staranno insieme tutte le volte che lui andrà a trovarla per stare lontano dalle chiacchiere e gelosie, Kore a quel punto cerca di confessare quello che è successo ma non ci riesce specialmente perché Crasso dice che adesso lui e suo figlio sono una persona sola e qualunque suo passo falso sarebbe accolto con l'indulgenza che si adatta ad un figlio così amato, capendo di aver perso le speranze Kore comincia a piangere ma dice che adesso sa quello che deve fare, detto questo i due cominciano a fare l'amore.

Nel campo dei ribelli Agron chiama Castus e lui cerca di giustificarsi dicendo che è stato Spartacus a dargli quella posizione quindi non deve prendersela con lui, il Germano dopo un attimo di silenzio lo libera dicendo di ringraziare l'intercessione di Nasir.

Nel frattempo Saxa fa strada a dei ribelli portandoli al riparo ed anche Spartacus accompagna Laeta, la ragazza preoccupata chiede dove si trovi Gannicus ma nemmeno il trace sa dove si trovi quindi comincia a cercarlo, intanto Sibilla è sempre intenta a pregare avvolta dalla neve versando il suo sangue in segno di sacrificio per poi cadere a terra a causa del freddo, in suo aiuto accorre Gannicus che la porta in salvo, Spartacus invece ritorna al campo
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dicendo a Saxa di non essere riuscito a trovarlo ma scherzando la consola dicendo che il vino nel suo corpo lo riscalderà, Laeta vicino a lui lo invita a dividere la coperta ma muovendosi sente dolore dalla ferita, Spartacus chiede se gli fa male la ferita e la donna afferma di ricordargli che è ancora viva e che ha scelto di continuare a vivere, finito di parlare i due si stringono sotto la coperta in un abbraccio.  Nella tempesta Sibilla viene sostenuta in braccio da Gannicus che la porta al riparo sotto un carro coperto di neve per poi dirgli che ormai sono destinati a condividere un nascondiglio e curandosi le ferite sperando che la morte
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non li trovi, la ragazza gli chiede se adesso anche lui crede negli Dei e Gannicus risponde che in un certo senso si ma non come lei e non si sarebbe mai lasciato congelare per pregare e addirittura offrire il suo sangue, Sibilla dice che era un rito sacrificale per la causa di Spartacus e Gannicus si scusa per aver dubitato della sua fede in precedenza, in quel preciso momento la bufera provoca un rumore spaventando Sibilla che si stringe a lui e Gannicus cerca di tranquillizzarla, all'improvviso però la ragazza lo bacia e Gannicus gli ricorda che l'aveva avvertita di stare alla larga da persone come lui ma lei risponde che gli chiede l'impossibile quindi i due finiscono per fare l'amore.

All'accampamento mentre Crasso dorme Kore afferra un coltello e sembra andare verso di lui.

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Finita la tempesta Spartacus e gli altri trovano i corpi congelati delle ribelli che pregavano ed il trace chiede quanti sono morti ed Agron risponde all'incirca un migliaio, in quell'istante Gannicus e Sibilla ritornano tra i compagni dicendo di aver trovato riparo ma Saxa ingelosita dalla presenza della ragazza insieme a lui dice che non tutti hanno avuto quella fortuna, vicino a loro Sibilla preoccupata afferma che avevano pregato gli Dei per mostrargli la via da seguire e quella sarebbe stata la risposta, in quel momento Spartacus la rassicura dicendo che forse gli Dei nella loro crudeltà hanno voluto illuminare i sopravvissuti.

Ritornati al campo Crisso si rivolge a Spartacus dicendo di sperare che abbia riacquistato il senno e Spartacus dice di averlo convinto quindi oltrepasseranno il fossato e attaccheranno uniti i soldati di Crasso, Crisso si lamenta di nuovo dicendo che però prima potevano farlo con mille uomini in più ma adesso sono persi per sempre poi continua chiedendo come possono fare a sopravvivere con l'esercito che li aspetta dietro la barricata, Spartacus allora risponde che forse non è necessario, Crisso guardandolo dice che lui si diverte a parlare per enigmi oscurando la verità e Spartacus risponde a tono che la stessa cosa per Crasso che riesce ad oscurare tutto quello che fa celando le sue mosse con l'inganno, ha infiltrato Cesare tra di loro, ha comprato il favore di Eraclio, li ha attirati in una trappola dentro la sua tenda quindi con Crasso niente è mai come sembra, Crisso lo invita a dire quello che pensa allora il trace riferisce che la trincea scavata era già sufficiente a fermarli quindi perché ha voluto costruire una ulteriore fortificazione, Crisso risponde che forse è per impedire di vedere quello che c'è dietro, ma Spartacus ribatte dicendo che forse potrebbe essere proprio per quello che non c'è e pochi uomini messi nella giusta posizione danno l'idea di essere migliaia, nel discorso interviene Naevia chiedendo cosa succede se si sbaglia e Spartacus conclude dicendo che affronteranno una morte gloriosa.

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I ribelli assaltano la dorsale della Melia

Giunta la notte un soldato romano di guardia viene colpito improvvisamente da una freccia in pieno volto mentre Spartacus e gli altri con dei ganci sfondano una parte della fortificazione e salendo sul crinale uccidono gli altri soldati coadiuvati dagli arcieri ribelli guidati da Naevia, nel frattempo Spartacus dichiara che la sua intuizione era giusta infatti ci sono solo pochi soldati oltre la barriera ed i ribelli partono all'attacco dove nel mezzo della battaglia Castus salva la vita di Agron uccidendo un soldato romano che stava per colpirlo alla schiena ed il Germano gli rivolge un cenno di ringraziamento.

All'accampamento Rufus sveglia Crasso informandolo che i ribelli hanno sfondato la fortificazione allora l'Imperatore ordina di attaccare immediatamente poi chiede se la sua schiava fosse stata riaccompagnata in città ma una guardia risponde che di lì non è uscito nessuno, nello stesso istante Crasso apre leggermente la tenda e trova l'altro soldato di guardia ucciso.

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Kore si unisce ai ribelli

Finito il combattimento i ribelli oltrepassano la dorsale e tra loro c'è anche Kore mentre nel frattempo i romani entrano nel valico e scoprono che Spartacus ha usato i corpi dei ribelli morti nella tempesta per ricoprire un tratto della trincea, quando poi Crasso si abbassa per analizzare la situazione una lancia arriva nella sua direzione e colpisce Rufus che invece era dietro di lui, gli altri ribelli emergono dalla barricata e cominciano a scagliare lance e frecce contro i
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soldati romani che con gli scudi cercano di proteggere l'Imperatore fino a che non sono costretti a ritirarsi, a quel punto Crisso esalta i compagni dicendo che Crasso volta le spalle al nemico per scappare come un coniglio, a quel punto Agron dice che Crasso ritornerà ed alla fine è Spartacus a concludere dicendo che daranno fuoco al suo inganno ed avranno così la possibilità di allontanarsi il più possibile, onoreranno i caduti con le future vittorie e con il sangue di Marco Licinio Crasso.

NoteModifica

  • La frase "Mors Indecepta" viene tradotta da Spartacus in "Morte Ineluttabile" riferendosi ad un evento come la sua morte impossibile da fermare invece nella versione originale la frase diventa "Death is Undeceivable" che significa di una situazione nascosta in cui è stato svelato l'inganno con cui veniva celata.
  • Nelle sequenze iniziali Gannicus ed Agron cambiano molte volte la loro posizione, stessa cosa succede a Spartacus e gli altri ribelli quando osservano l'avanzata dell'esercito di Crasso.
  • Nella versione originale Tiberio informa Kore che guadagnerà il titolo di Vilica come padrona della casa di Crasso, il titolo di Vilicus o Vilica conferiva ad uno schiavo la sovrintendenza di una villa rustica e di tutte le attività della fattoria escluso il bestiame, il Vilicus doveva obbedire solo al suo padrone e governare gli altri schiavi con moderazione senza mai lasciare la villa se non per andare al mercato con la limitazione su ogni cosa riguardante il bestiame e l'allevamento.
  • Nel momento in cui Crasso viene informato della trappola andata male come quando si trova a parlare con Tiberio e Cesare prima di partire per la Melia, Simon Merrells rompe per qualche secondo la "quarta parete" guardando direttamente verso la telecamera.
  • L'uso dei cadaveri dei ribelli per ricoprire il fossato ed attaccare la dorsale della Melia è simile alla scena in cui Barca usa i corpi dei soldati uccisi per varcare un fiume ed oltrepassare le Alpi in The Beast of Carthage.
  • Il creatore Steven S. DeKnight ha rivelato che la sua parte preferita dell'episodio è proprio l'ampio panorama innevato che sembra stupendo nonostante che la neve sia finta.
  • L'interprete di Tiberio, Christian Antidormi ha rivelato che la sua scena preferita è stata quella quando Crasso dice a Cesare di essere sotto il comando di Tiberio poi la seguente reazione di Cesare alla notizia.

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