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Lupi alla Porta
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Titolo originale Wolves at the Gate
Numero 3x02
Data 1 Febbraio 2013 (USA)
21 Maggio 2013 (Italia)
Writer Aaron Helbing & Todd Helbing
Director Jesse Warn
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"Lupi alla Porta" è il secondo episodio di Spartacus: La Guerra dei Dannati ed il trentunesimo dell'intera serie.

TramaModifica

All'accampamento dei ribelli Naevia si allena contro Diotimo e facilmente lo stende a terra, nel momento in cui si rialza Agron lo convoca da Spartacus, il trace discute con Crisso di trasferire i ribelli in un posto lontano da sfiancare le truppe di Crasso, quando poi arriva Diotimo gli chiede della città in cui viveva e il ribelle rivela il nome
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della città di Sinuessa, Spartacus chiede quali siano le sue difese e Diotimo racconta delle due porte sovrapposte ed impenetrabili dall'esterno in più l'ordine dell'Edile di disarmare qualsiasi persona che entra dentro le mura, Gannicus suggerisce che durante i suoi viaggi ha conosciuto un uomo di nome Attius che veniva da quelle parti e per una buona somma di monete potrebbe aiutarli, Agron conclude che il Marchio nelle loro braccia causerà parecchi fastidi e Diotimo risponde che il suo vecchio padrone Lauro è in stretti rapporti con l'Edile quindi all'entrata possono fare il suo nome e nessuno gli creerà problemi. A Sinuessa, Spartacus accompagnato da Crisso e
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Spartacus, Crisso e Gannicus entrano a Sinuessa

Gannicus entrano nella città ma vengono fermati all'entrata da una guardia, Spartacus cerca di compiacerla con delle monete ma la guardia pretende il suo bracciale e tutto quello che ha, per non scoprire il Marchio allora Spartacus dice che quello è l'unico oggetto prezioso che ha e non vuole separarsene, al suo rifiuto la guardia lo caccia ed il trace mentre se ne va afferma di informare Lauro visto che è impossibilitato ad incontrarlo, a queste parole la guardia cambia idea e li fa entrare dopo aver consegnato le armi.
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Vicino a loro Laeta la moglie dell'Edile parla con il fornaio Ulpianus per la mancanza di grano per l'inverno e dice che informerà il marito, nel frattempo Lauro e l'Edile Ennio puniscono uno schiavo condannandolo alla lapidazione per aver espresso il desiderio di unirsi a Spartacus, al trace stesso viene consegnata una pietra da scagliare e lo schiavo in gesto di sfida comincia a gridare il nome di Spartacus e dire che quando arriverà li ucciderà tutti, a quel punto i cittadini cominciano a colpirlo e Spartacus vorrebbe intervenire ma viene fermato da Gannicus, vista la pena che deve sopportare il trace non resiste e scaglia la pietra che lo colpisce in testa e lo uccide sul colpo facendo terminare così le sue sofferenze. A Roma, Crasso affida l'acquisto dell'attrezzatura a Tiberio poi Kore lo informa che "lui è arrivato", in quel momento la moglie di Crasso intrattiene l'ospite che si lamenta del ritardo poi quando decide di andarsene le guardie
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cercano di fermarlo ma il ragazzo li stende tutti e due, a quel punto sopraggiunge Crasso che rivela il suo nome cioè Gaio Giulio Cesare.

Più tardi i due si intrattengono e Crasso gli rivela il suo intento che è quello di aiutarlo a pagare i debiti delle sue ultime imprese mal riuscite in cambio di un ulteriore aiuto per sconfiggere Spartacus.

Dentro la città Gannicus incontra il suo amico Attius e Spartacus chiede il suo aiuto per forgiare delle armi rivelandogli il piano di conquistare la città, il romano sembra titubante ma dopo aver ricevuto molte monete oltre alla promessa di averne altre accetta di collaborare, Crisso non si fida ma Spartacus lo rassicura dicendogli di tornare da Agron e organizzarsi.

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Poco dopo Spartacus raggiunge la riserva di grano dell'Edile e la moglie interviene dicendo che per comprarlo dovrà trattare con il marito, Laeta rivela che anche Crasso si rifornisce di grano a Sinuessa essendo l'unico che può comprare ai prezzi elevati a causa delle scorrerie di Spartacus poi gli chiede cosa faccia nella città ed il trace risponde per sfamare i molti schiavi a suo carico poi cambiando discorso parla della esecuzione precedente chiedendo se è di uso comune, Laeta risponde di no ma che potrebbe diventarlo se la situazione della rivolta non si risolve, Spartacus per scherno dice che spera nella sua conclusione il più presto possibile, nel frattempo Ennio li raggiunge e rivolgendosi subito a lui dice di averlo visto durante l'esecuzione, poi dopo una lunga pausa preoccupante conclude il discorso dicendo che ha fatto bene a farla finire in fretta. Intanto Cesare viene lavato e accudito dalle schiave nella vasca e chiede a una di loro di raderlo ma la ragazza non
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obbedisce, all'improvviso Kore entra nella stanza e dice che è stato Crasso a dare l'ordine di non radersi, a quel punto Cesare pensando che la schiava fosse stata mandata per compiacerlo cerca di sedurla cominciando a spogliarla ma all'ultimo minuto Crasso lo ferma e la congeda rimproverando il giovane per la sua azione, nel frattempo Kore piangente viene redarguita da Tertulla per l'accaduto e poi la allontana, nel corridoio la ragazza continua a piangere e viene fermata da Tiberio in compagnia di Sabino e la donna racconta quello che è successo e lo informa della presenza di Cesare.

Crasso e Cesare parlano di Spartacus e quest'ultimo sembra sottovalutarlo come tutti gli altri romani allora il compagno rivela il passato del trace come soldato nell'esercito ausiliario romano in Tracia al comando di Glabro quindi è per questo che conosce le loro tattiche, Cesare dice che possono usare questa cosa a loro vantaggio e Crasso si complimenta dicendo che desidererebbe che anche il figlio avesse il suo stesso acume, alle sue parole Tiberio sente tutto quello che dicono origliando dietro una parete, Crasso aggiunge che preferirebbe avere lui al suo fianco e Cesare approva dicendo che insieme li sconfiggeranno.

Nella città Spartacus incontra casualmente una bambina di nome Messalina che viene raggiunta da sua madre che si scusa per la sua esuberanza, pochi secondi dopo viene fermato da Lauro che gli dice di averlo visto la mattina nella piazza del mercato ed anche di aver fatto il suo nome all'entrata, Spartacus risponde che lo hanno informato male e che non gli interessa la sua merce, Lauro sentendosi offeso lo afferra per un braccio chiedendo cosa ci faccia lì ma prima che riesca a rispondere Laeta arrivata in quell'istante gli intima di chiederlo a suo marito essendo in affari con lui e Lauro è costretto a lasciarlo.

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La sera l'Edile emette un editto in cui solo i soldati possono circolare per le strade e Spartacus lo comunica a Gannicus che accusa Attius di averlo saputo ma lui si giustifica dicendo che è un ordine emanato quello stesso giorno, dopo aver ricevuto le spade il trace ha un'altra richiesta, Attius pensa che sia per l'ospitalità durante la notte e chiede 200 monete ma Spartacus risponde che non è quello che cercano allora propone di dirgli una somma così da poter avere il suo aiuto e il romano chiede 5000 denarii per fuggire dalla Repubblica, successivamente Attius pensa alle armi ma Spartacus risponde che Attius è l'unico che può facilmente andare in giro durante il coprifuoco facendosi meno notare, alla proposta il fabbro si rifiuta per il pericolo di venire giustiziato ma Gannicus lo convince dicendo che se i romani scoprono che ha forgiato delle armi per loro lo uccideranno comunque.

A Roma, Tertulla prepara i bagagli per seguire il marito ma Crasso gli ordina di restare lì per il pericolo della guerra che deve intraprendere, nel frattempo Tiberio li interrompe comunicandogli il termine dei preparativi e di non aver ancora scelto quale sarà la sua posizione in campo, Crasso risponde che nemmeno lui ha deciso ma glielo farà sapere il giorno successivo, Tiberio allora si lamenta con la madre e anche lei dice che lo ignora come ignora lei.

Nella sua stanza Kore ammira la spada acquistata per la guerra e Crasso la interrompe rivelando il desiderio di averla con lui e di parlargli da uomo e non da padrone.

La sera Attius durante il coprifuoco avverte le guardie della presenza di Spartacus dentro le mura ed i soldati raggiungono il deposito dove sono tenute le armi, improvvisamente Attius con una torcia colpisce una guardia poi con un calcio ne atterra un'altra ed infine li rinchiude dentro, fatto questo viene colpito con un manganello ma in
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I ribelli invadono Sinuessa

suo aiuto Gannicus e Spartacus intervengono uccidendo insieme molti soldati, dopo aver schivato molte lance dall'alto delle mura il trace ordina al compagno di aprire la porta mentre lui si occupa degli altri, Gannicus da solo trova difficoltà allora Spartacus lo aiuta mentre i soldati romani nel deposito prendono un'accetta e sfondano la porta per attaccare i ribelli, in quel preciso momento si crea una stretta fessura nella porta principale ed il primo ad entrare è Crisso seguito poi da tutti gli altri che danno vita ad una lotta furibonda con i soldati romani fino ad eliminarli tutti, conquistata la città prendono il sopravvento saccheggiando qualsiasi cosa ed uccidendo e depredando tutti i cittadini.
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Gli schiavi di Lauro vengono liberati

Diotimo entra nella casa del padrone in cerca di Lauro trovando i suoi vecchi compagni incatenati a terra, all'improvviso da dietro le spalle Lauro lo colpisce con un pugnale per poi colpire con un calcio la schiava che cerca di aiutarlo, in quel momento il padrone è deciso ad ucciderli ma Gannicus con un colpo netto taglia a metà la faccia di Lauro uccidendolo e la ragazza rimane molto impressionata da lui, prima di morire Diotimo viene raggiunto da Naevia che ha instaurato con lui un buon rapportoe rivolge a lei le sue ultime parole dicendo che adesso seguirà il suo padrone nell'oltretomba per pisciare sulla sua anima. Dentro la città Ulpianus e sua moglie trovano Laeta e dichiarano l'intento di scappare per le montagne ma lei rifiuta per cercare suo marito, dietro una colonna compare un soldato romano e la donna gli chiede disperata notizie di suo marito ma Spartacus lo uccide e si prepara a colpire anche lei ma riconoscendola si ferma allora Laeta lo accusa di aiutare Spartacus e lui afferma che lui stesso è Spartacus.
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A Roma, Cesare chiede ad una schiava di raderlo nella zona dell'inguine quando viene raggiunto da Tiberio che lo sbeffeggia allora Cesare in risposta gli annuncia che sarà sotto il suo comando.

La città ormai è coperta di cadaveri e Spartacus nota a terra anche il corpo della bambina Messalina che è tenuta stretta da sua madre trovando la palla con cui giocava e per questo prova un senso di colpa, poco dopo gli altri ribelli con a capo Sanus, Saxa e Nemetes portano nella piazza altre persone compreso Ulpianus e sua moglie con l'intento di ucciderle ma Spartacus li ferma ordinando di incatenarli anche con il disaccordo di quest'ultimi, successivamente Crisso annuncia a Spartacus che l'Edile minaccia di bruciare tutto il grano con la pece allora il trace tenta di portare con se Laeta ma lei si rifiuta di aiutarli, Spartacus gli dice che se il grano brucerà non basterà la sua voce per calmarli quindi ci saranno altri morti, a queste parole la romana cede e li segue.

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Laeta si dispera per la morte del marito Ennio

Al granaio Ennio ha fatto spargere la pece ovunque minacciando tutti con una torcia, Agron è pronto ad ucciderlo con la lancia ma Spartacus lo blocca invitando Laeta a parlargli, la donna tenta di convincere il marito ma senza successo allora Crisso e Gannicus scavalcano le mura ed uccidono le guardie che accompagnano l'Edile, nello stesso momento Spartacus uccide anche Ennio infilzandogli una lancia in piena faccia, automaticamente il corpo cadendo all'indietro porta con se la torcia che sta per finire nella pece ma Crisso con un balzo fulmineo riesce a raccoglierla svetando il pericolo, Laeta piangente protesta con Spartacus dicendo che suo marito avrebbe aperto il cancello ma il trace risponde che non poteva rischiare poi annuncia che ai prigionieri romani non verrà fatto alcun male e definitivamente che la città è nelle loro mani, Laeta guarda piangendo il corpo di suo marito e Spartacus gli confessa di aver perso anche lui delle persone care per colpa dei romani e gli giura che il peso del suo dolore sarà anche il suo. Al campo romano Crasso annuncia inaspettatamente che il suo secondo in comando sarà il figlio Tiberio quindi gli
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L'Esercito Romano di Crasso è pronto ad entrare in guerra contro Spartacus

ordina di raggiungere l'esercito di Mummius ed unire i superstiti di quello di Cossinio per trovare Spartacus, fatto questo gli intima di non intervenire prima del suo arrivo con i rinforzi, Giulio Cesare insieme a loro protesta apertamente per la decisione ma Crasso risponde di dover portare rispetto per suo figlio e lo informa anche di aver pagato per eleggerlo Tribuno cosa che non sarebbe stata possibile per il figlio vista la sua giovane età poi gli consegna il suo emblema per muoversi liberamente nel suo accampamento, Cesare convinto accetta e Crasso arringa i suoi soldati annunciando ufficialmente l'entrata in guerra contro i ribelli.

NoteModifica

  • Nella realtà Giulio Cesare non prese mai parte attivamente alla guerra contro Spartaco.
  • Nel primo incontro tra Cesare e Crasso, dopo aver elencato la discendenza prestigiosa del commilitone, quest'ultimo afferma "io non discendo da alcun Dio né personaggi di alto rango", nella realtà il padre era un ricco nobile e molti membri della sua famiglia discendenti dalla Gens Licinia ricoprivano il ruolo di consoli e pretori che li porterà ad annoverare addirittura 3 Imperatori.
  • Sempre nella suddetta scena, Crasso menziona i numerosi debiti accumulati durante gli anni dal Tribuno facendo riferimento ai reali debiti che Giulio Cesare fu costretto a contrarre per ottenere le sue prime cariche politiche visto che la sua famiglia, nonostante le origini aristocratiche, non era né ricca né influente.
  • Per la prima volta Cornelia viene dichiarata la moglie di Giulio Cesare dopo essere stata menzionata da Ilizia nell'episodio "Scontro all'Ultimo Sangue" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • Quando Kore dopo aver ammirato la nuova spada chiede a Crasso se la userà e lui risponde che invece userà quella di suo padre facendo riferimento a Publio Licinio Crasso Muciano.
  • Durante l'assedio della città Laeta non sapendo chi realmente fosse chiede a Spartacus che lui in realtà aiuta il capo dei ribelli ed il trace risponde con la famosa frase "io sono Spartacus!" continuando a fare riferimento alla frase del film del 1960.
  • In una breve scena della cattura di Sinuessa compare una immagine che è la stessa dei nobili romani che cercano di fuggire dalla Casa di Batiato durante il massacro nell'episodio "Uccidiamoli Tutti" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • Il titolo fa riferimento all'arrivo di Giulio Cesare nella serie attraverso il suo soprannome "Lupo" ed il simbolo identico nella sua armatura.
  • La scena in cui Cesare ordina ad una schiava di raderlo, fa riferimento ai racconti scritti da Svetonio nel suo Vite dei Cesari in cui descrive Giulio Cesare come una persona molto meticolosa per il suo aspetto fisico, si tagliava i capelli, si radeva con diligenza ed addirittura si depilava.
  • Nell'ultima scena quando Crasso arringa i suoi soldati, Simon Merrells l'interprete di Crasso rompe per qualche secondo la "quarta parete" guardando direttamente verso la telecamera.
  • Il creatore Steven S. DeKnight ha rivelato che la sua parte preferita è la scena finale tra Spartacus e Laeta dove il trace è costretto ad uccidere suo marito e mettendo la donna in catene definendo così un momento di forza del personaggio.

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