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Lucio Cossinio
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Nome originale Cossinius
Ultima apparizione Nemici di Roma
Relazioni Furio (Tribuno Militare)
Metello (Senatore/Alleato)
Stato Deceduto
Attore John Wraight
Doppiatore Massimo Bitossi

Cossinio è il Pretore romano che insieme al suo Tribuno Militare Furio viene incaricato di catturare Spartacus e porre fine alla rivolta in sostituzione di Glabro, Varinio e Scrofa.

Apparenza FisicaModifica

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Cossinio in alta uniforme

Cossinio è un uomo forgiato dal tempo e dalle battaglie, di corporatura massiccia e muscolosa, è la persona più alta rispetto alla maggioranza dei suoi uomini sotto il suo comando compreso Furio, il suo viso mostra la sua mascella prominente e lo sguardo fiero, infine possiede i capelli corti, di color biondo scuro e riportati sul davanti nel lato destro.

Inizialmente appare sempre in alta uniforme come impone il suo ruolo mentre nell'unico momento di pausa indossa una elegante tunica di colore bordeaux e legata con una piccola cintola ad un'altra più lunga di colore grigio, striata nella parte finale e sovrapposta sulla parte sinistra del corpo. Completa il suo abbigliamento con due polsiere, anelli preziosi ed una medaglietta rotonda.

PersonalitàModifica

Come ogni romano del suo rango si crede superiore e migliore degli altri, oltretutto come i suoi precedenti commilitoni considera Spartacus come un semplice schiavo sottovalutando le sue potenzialità che in futuro gli costeranno caro. L'unica differenza rispetto al suo compagno d'armi Furio la si può constatare nel momento decisivo della battaglia in cui invece di scappare ancora di fronte agli avversari, raccoglie il suo coraggio e decide di combattere fino alla resa incondizionata.

La Guerra dei DannatiModifica

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Cossinio e Furio sul campo di battaglia

Sei mesi dopo la morte di Glabro e Varinio sotto il Vesuvio, Cossinio compare per la prima volta al fianco del suo Tribuno Furio durante la battaglia di Nuceria, sopra una collinetta dove un drappello di soldati fanno rapporto ai loro comandanti sulla situazione.

All'improvviso proprio dalla collina spunta Spartacus sopra il suo cavallo pronto ad attaccare la guarnigione che si chiude a testuggine, poco dopo viene coadiuvato dai compagni che sfondano il blocco creato dagli ultimi soldati romani rimasti costringendo ancora una volta il Pretore ed il suo Tribuno alla ritirata.

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Cossinio aggiorna Metello sulle ultime vittorie di Spartacus

Più tardi nell'accampamento romano Cossinio e Furio vengono lavati e accuditi dalle schiave mentre parlano con Metello che li rimprovera di come un manipolo di schiavi abbia potuto sconfiggerli arrivando addirittura a perdere i vessilli di Roma. Il Pretore risponde che l'esercito ribelle si è ingrandito a dismisura dopo aver sconfitto Glabro, liberato tutti gli schiavi presenti nelle miniere ed infine sconfitto il Questore Scrofa sul fiume Calore. Per questo motivo suggerrisce a Metello di organizzare una difesa oppure i ribelli raggiungeranno facilmente le porte della città, il Senatore risponde negativamente alla richiesta affermando che non è possibile reclutare nuovi uomini a causa delle campagne militari che i romani sono stati costretti ad affrontare. Detto questo Cossinio suggerisce come ultima alternativa di chiedere aiuto a Crasso per fronteggiare i rivoltosi e Metello a malincuore accetta questa condizione.

Nei giorni seguenti Spartacus ed i suoi uomini intercettano i messaggeri romani rivelando la promessa da parte di Crasso di 10000 soldati come rifornimento e la probabilmente localizzazione della villa in cui i due comandanti romani sono appostati.

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Cossinio e Furio vengono informati del finto attacco dei ribelli a nord

La notte, Spartacus, Crisso e Gannicus raggiungono la villa dei due comandanti che cadono nel tranello organizzato dal trace che ordina ad Agron di fare da esca con lo scopo di allontanare il maggior numero di soldati romani dalla posizione. Cossinio dal canto suo è stanco di aspettare gli aiuti promessi da Crasso e Longino quindi è intenzionato ad attaccare ma quando giunge la notizia sulla sortita dei ribelli, ordina subito di avvertire Mummius per dare appoggio alle sue truppe liberando così la villa come Spartacus aveva preventivato.

I ribelli penetrano nella villa e cominciano a sterminare tutti i soldati romani presenti mentre Furio suggerisce ancora una volta a Cossinio di scappare ma il Pretore a questo punto non intende seguire il suo consiglio.

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Nel frattempo i due comandanti rimangono da soli in trappola e mentre Crisso e Gannicus si prendono cura degli ultimi soldati di guardia, Spartacus comincia a combattere contemporaneamente con i due comandanti romani e dopo averli disarmati punta la spada sulle loro gole. Cossinio non vedendo per se e per il compagno altra via di scampo ammette la sconfitta e chiede i termini della resa
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I corpi decapitati di Cossinio e Furio cadono inesorabilmente nella vasca sottostante

ma Spartacus risponde che non ci sono condizioni che un romano sia in grado di rispettare quindi con un primo colpo taglia la gola a ciascuno dei due poi con un secondo li decapita entrambi, alla fine i corpi senza vita dei due romani cadono nella vasca dietro di loro dopodiché il trace ordina di recuperare le teste per essere infilzate sopra una picca come monito futuro per i nemici.

Successivamente, durante una conversazione con il figlio, Crasso rivelerà come il tutto era stato da lui stesso programmato in precedenza e che sicuramente Spartacus avrebbe intercettato i suoi messaggeri portando così all'uccisione dei due comandanti romani e la strada spianata verso il titolo di Imperatore con il compito personale di sgominare Spartacus e porre fine alla rivolta.

Contesto StoricoModifica

Le uniche notizie riguardanti Lucio Cossinio vengono riportate da Plutarco che lo presenta come il Legato secondo in comando di Publio Varinio e che insieme a Furio viene incaricato di contrastare l'esercito di Spartaco. In seguito il compagno sarà sconfitto invece Cossinio verrà sorpreso ed ucciso dai ribelli mentre stava facendo il bagno nella località di Salinae.

NoteModifica

  • John Wraight interprete di Cossinio ha già lavorato precedentemente con i produttori della serie in Xena - Principessa Guerriera e La Spada della Verità, ha condiviso inoltre il cast del film 30 Giorni di Buio insieme proprio a Jared Turner oltre a Manu Bennett, Joel Tobeck, Peter Feeney, Kelson Henderson, Andrew B. Stehlin e Jacob Tomuri.
  • Nella realtà Cossinio e Furio furono entrambi sotto il comando di Publio Varinio e vennero annientati prima della sconfitta definitiva del Pretore e del Questore Scrofa e non dopo come viene rappresentato nella serie.
  • Il vero titolo di Cossinio durante la Terza Guerra Servile era quello di Legato e non Pretore come viene mostrato nella serie.
  • Durante la Terza Guerra Servile i due comandanti romani erano coadiuvati dal Questore Gaio Toranio.
  • Da una discussione tra i capi ribelli, Cossinio viene rappresentato come l'avversario più difficile da sconfiggere per Spartacus rispetto a Glabro e Varinio proprio le sue continue ritirate dal campo di battaglia nonostante che quest'ultimo non fosse mai uscito vincitore contro i ribelli.
  • Il simbolo identificativo di Cossinio impresso al centro della sua armatura raffigura tre cavalli imbizzarriti.
  • Il nome di Cossinio è un chiaro riferimento alla Gens Cossinia, famiglia plebea romana originaria della città di Tibur odierna Tivoli.

ApparizioniModifica

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