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La Vittoria
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Titolo originale Victory
Numero 3x10
Data 12 Aprile 2013 (USA)
16 Luglio 2013 (Italia)
Writer Steven S. DeKnight
Director Rick Jacobson
Precedente Morti e Morituri

"La Vittoria" è il decimo episodio di Spartacus: La Guerra dei Dannati ed il trentanovesimo dell'intera serie.

TramaModifica

In rosso le visioni di Spartacus e Gannicus.

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L'episodio finale ha inizio quando i ribelli assaltano una villa dandola alle fiamme mentre il padrone di casa viene seguito a distanza da Gannicus, il romano cerca di difendersi brandendo una spada ma Gannicus colpendo la lama la fa cadere poi lo minaccia di dire alla sua gente di liberare tutti gli schiavi in catene, l'uomo allora chiede chi sia e Gannicus risponde "io sono Spartacus!", stessa cosa viene effettuata successivamente da Lugo, Nasir, Pleuratos e Spartacus in persona.

All'accampamento romano Crasso e Cesare discutono della quantità delle ville distrutte dai ribelli e l'Imperatore crede che si tratti di una strategia per confondere le truppe di Pompeo, avviandosi poi in un'altra postazione Cesare dichiara a Crasso che il compito di sconfiggere il trace è suo e che se Spartacus valicherà le Alpi l'onta della sconfitta cadrà su di loro, a queste parole Crasso guarda la maschera funebre di Tiberio dicendo che cadrà di conseguenza anche su chi ha perso la vita in quella campagna, Cesare continua dicendo che nel campo in cui è morto suo figlio sono state trovate solo braci spente e nessuna staffetta ha rilevato la presenza di Spartacus allora Crasso ordina di raddoppiare gli sforzi per affrontare il trace in battaglia il prima possibile.

Al campo dei ribelli Gannicus discute con Spartacus delle sue imprevedibili strategie ed il trace afferma che sono riusciti a spingere Pompeo a nord ma Crasso sta spingendo le sue truppe da meridione quindi l'unica speranza di fermarli è soltanto decidere quale sarà il campo di battaglia, Gannicus chiede se legare i pezzi di legno che stanno
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trasportando servirà allo scopo e Spartacus risponde che riusciranno a rallentarli così da dare il tempo ai ribelli di fuggire, i due poco dopo vengono interrotti da Agron che si offre per combattere Crasso allora Spartacus gli porge la spada chiedendogli di afferrarla ma il Germano non riesce a stringerla e la fa cadere a terra esclamando che gli hanno tolto tutto, il compagno cerca di rassicurarlo dicendo che avrà il suo ruolo nella battaglia e cioè quello di scortare i ribelli aldilà delle montagne ed Agron obbedisce, quando poi si è allontanato Gannicus afferma che Agron è più morto che vivo ma darebbe la vita per la sua causa, Spartacus stupito dalle ultime parole chiede se ancora non la considera anche sua e Gannicus risponde che non vuole finire inchiodato ad una croce per fare il martire e dare la vita perché gli altri possano continuare a vivere, a quel punto Spartacus gli suggerisce di riposare prima della partenza.

Poco dopo Naevia si avvicina a Spartacus osservando Gannicus mentre abbraccia Sibilla ed afferma che gli sembra una vita da quando anche lei poteva stare tra le braccia di Crisso, Spartacus la consola dicendo che gli hanno portato via tutto ma presto affronteranno le milizie romane e gli assicura che pagheranno il loro debito.

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In una tenda Nasir consegna ad Agron uno scudo forgiato da lui e dotato di lame e punte che può legare ad un braccio per mantenere la presa e poter combattere come tutti gli altri, il compagno allora si rivolge a lui dicendo che non fuggirà sulle montagne ed il suo posto è sul campo di battaglia, Nasir con gli occhi lucidi risponde che il suo invece è sempre al suo fianco, detto questo i due si abbracciano teneramente.

In un'altra tenda Gannicus e Sibilla fanno l'amore poi quando è tempo di partire la ragazza non vuole separarsi dal compagno e lo invita a seguirla sulle montagne ma Gannicus rifiuta poi gli ricorda quando gli disse che gli Dei lo avevano mandato da lei per salvarla invece si sbagliava perché è lei che hanno inviato e lui era quello da salvare.

All'accampamento romano Crasso si allena con due soldati avendone facilmente la meglio fino a che Kore viene accompagnata al suo cospetto ed i due dentro la tenda parlano della morte prematura del figlio dopodiché preso dalla rabbia Crasso chiede a Kore di parlargli dello schiavo che gli ha tolto la vita e la ragazza ripete le parole usate
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da Cesare in precedenza e cioè di un uomo avanti con gli anni ed il marchio inciso nella sua pelle, Crasso chiede nello sconforto il motivo per cui non è stato chiamato in anticipo nell'oltretomba almeno Tiberio sarebbe ancora vivo, poco dopo i due vengono interrotti da Cesare e Rufus che riportano le notizie di una staffetta che ha avvistato dei ribelli dirigersi verso il nord allora Crasso ordina di smontare il campo e mettersi in marcia, prima che l'Imperatore si allontani però Kore gli chiede perché non gli ha chiesto il motivo della sua fuga e Crasso risponde che può mai una risposta cambiare le cose o il dolore di una ferita aperta, la ragazza risponde di no ma che darebbe la vita per vedere il perdono nei suoi occhi ed il suo padrone risponde con parole sommesse che lo vorrebbe anche lui se potesse.

Al campo Spartacus consiglia a Laeta appena arrivati sulle Alpi di dividersi in due gruppi da avere più possibilità di sfuggire a Pompeo, la donna dice che sarebbe più tranquilla se fosse lui a guidarli ma il trace risponde che Crasso deve essere fermato così che lei e gli altri possano allontanarsi, Laeta afferma che lo aspetteranno ai piedi delle montagne ma Spartacus non vuole allora la compagna risponde che è libera di poter scegliere cosa fare, Spartacus però le dice di non rischiare la sua vita per sperare che lui non perda la sua allora Laeta risponde che lui non cadrà contro Crasso visto che ripone fiducia in un uomo che non è come tutti gli altri, a quel punto Spartacus la ringrazia per le sue parole e per il conforto della sua presenza.

Più tardi Spartacus chiede ad Agron se sa quale sia il suo compito ed il Germano con sguardo fiero risponde di saperlo quel giorno come non mai annunciando che lui e Nasir non marceranno con gli altri sulle montagne, Spartacus dice che hanno già discusso di quell'argomento e che non può combattere ma Nasir interviene dicendo che c'è un modo poi Agron continua dichiarando che non può chiedergli di sottrarlo alla battaglia, Spartacus guardando il marchio nel suo braccio dice che ha visto cadere molti fratelli e lui è l'ultimo rimasto, con lui hanno annientato la Casa di Batiato e che lo onora di restare al suo fianco nel conflitto finale poi si volta verso i ribelli lasciandoli con queste parole "amici miei, è giunto il tempo di separarci, voi tutti sarete nei nostri pensieri quando affronteremo le Legioni di Crasso, molti di noi cadranno, non esiste tattica o strategia, che possa alterare un fato
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I ribelli ringraziano Spartacus per tutto quello che ha fatto

ineluttabile, ma ricordate che il nostro sangue, darà a tutti voi l'opportunità di raggiungere le montagne al riparo dalle fauci di Roma, che ci hanno inflitto soltanto dolore, e morte, separiamoci, e siate liberi", vicino a lui la madre con il bambino afferra il suo braccio ringraziandolo per tutto quello che ha fatto per loro e dopo di lei tutti gli altri fanno lo stesso stringendogli la mano, in quel momento Castus sopraggiunge a cavallo dicendo che sono stati avvistati da un'avanguardia romana dell'esercito di Crasso allora Spartacus ordina ai ribelli di mettersi in marcia e Laeta prima di andare si avvicina a lui e dichiara che pregherà la caduta di Crasso e la vittoria del grande Spartacus poi lo bacia e raggiunge gli altri avviandosi con Sibilla mentre Gannicus afferma che ne ha abbastanza di parole, lacrime e di addii ma di avere voglia di sangue romano allora Spartacus risponde "che cosa stiamo aspettando!".

Giunta la sera le Legioni di Crasso e le truppe di Spartacus si posizionano sul campo di battaglia e tra le file dell'esercito romano Rufus si avvicina cavalcando verso i ribelli allora Spartacus chiede una lancia poi la scaglia contro il comandante romano conficcandosi proprio di fronte al suo cavallo facendolo alzare sulle zampe posteriori, a quel punto Rufus dichiara di non cercare lo scontro ma di avere un messaggio da parte di Crasso, Spartacus si fa passare di nuovo un'altra lancia e puntandola verso il soldato romano lo invita a parlare pregando che il messaggio sia importante sotto lo sguardo di Rufus visibilmente preoccupato.

Sulla collina di fronte alle truppe in
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posizione Crasso di spalle insieme a Cesare, Rufus ed i suoi uomini attendono Spartacus ed i suoi compagni, appena arrivati Crasso si rivolge a Spartacus chiedendo se aveva mai visto tanti cuori diretti ad una fine ineluttabile ed il trace chiede invece il motivo di averlo fatto chiamare, Crasso risponde che è per lo stesso per cui lui è lì e cioè la curiosità poi continua dicendo che si rincorrono da svariati mesi con uno sforzo costato profonde ferite ad entrambi ma non si sono mai parlati, Spartacus risponde che non serve e Crasso sguaina la spada facendo scattare tutti gli altri però poi risponde dicendo che ha ragione ma nonostante tutto voleva farlo, sorprendentemente l'Imperatore consegna la sua spada a Cesare e stessa cosa fa Spartacus per Gannicus dopodiché Crasso ordina a Cesare di lasciarli soli, il Tribuno sembra preoccupato ma con il conseguente invito tutti i soldati dei due schieramenti si allontanano. Quando i due si trovano da soli Crasso dice a Spartacus che è cosa assodata di non poter vincere la battaglia ma il trace risponde che è stato lo stesso pensiero di tutti quei romani che ha mandato nell'aldilà, successivamente Crasso discute della perdita del figlio e Spartacus afferma di non dispiacersi per l'uomo che ha ucciso Crisso allora l'Imperatore ribatte dicendo che almeno lui è morto sul campo di battaglia invece a Tiberio gli è stato negato quell'onore, Spartacus spiega che non è stato lui a dare l'ordine ma la donna responsabile era stata colpita duramente dal suo erede ed il suo cuore chiedeva vendetta, grazie alle sue parole Crasso capisce che Cesare gli ha mentito ma non proferisce parola però continua dicendo che comunque il suo cuore sanguina al suo ricordo come il suo per la perdita di sua moglie, il trace lo interrompe subito dicendo che le loro perdite non sono minimamente equiparabili visto che suo figlio combatteva per la Repubblica mentre sua moglie innocente gli è stata strappata da quella stessa Repubblica che l'ha condannata alla schiavitù, Crasso cerca di farlo desistere dicendo che in questo modo anche tutti quelli che seguiranno il suo folle piano faranno la stessa fine ma
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Spartacus e Crasso si stringono la mano in segno di rispetto

Spartacus risponde che comunque sia il loro destino non dipende da lui, dalle Legioni romane e dagli stessi loro Dei ma di una loro assoluta libera scelta preferendo di morire in battaglia piuttosto che con la catena al collo, Crasso ribatte chiedendo che se riuscisse a sconfiggere lui e i romani lascerebbe in pace la Repubblica per aver reso giustizia agli schiavi morti per mano loro, Spartacus in maniera solenne risponde che non c'è giustizia in quel mondo, Crasso allora risponde che dopotutto su una cosa sono d'accordo tendendogli la mano in segno di rispetto e Spartacus la stringe dicendo che la prossima volta lo ucciderà e Crasso risponde che proverà a farlo e Spartacus conclude il confronto chiedendo se non è quello che fanno gli uomini liberi. Rientrato nella sua tenda Crasso furioso ripensando al fatto della donna riferito da Spartacus, Cesare cerca di calmarlo dicendo se abbia creduto veramente alle parole del trace e Crasso chiede il motivo per il quale avrebbe dovuto mentire e di nuovo vuole sapere chi ha ucciso suo figlio, Cesare risponde la stessa cosa come in precedenza ma l'Imperatore sentitosi preso in giro lo colpisce con uno schiaffo e riferisce che Spartacus ha parlato di una donna, in quel preciso istante Kore viene accompagnata da lui e Crasso finisce la frase dicendo che era mossa dal desiderio di vendetta, Cesare interviene nuovamente dicendo che vuole solo metterli uno contro l'altro ma Crasso risponde nervosamente che se invece fosse vero il responsabile meriterebbe di pagare con la vita però un'ammissione di colpevolezza aiuterebbe le speranze di un perdono, a quelle parole Kore non resiste e piangendo confessa la sua colpa, affranto dal dolore Crasso chiede se il suo tocco fosse stato tanto crudele da vendicarsi di lui attraverso suo figlio e mentre dice questo gli punta un pugnale alla gola ordinandogli di parlare, alle sue spalle Cesare lo interrompe ancora dicendo che lei è soltanto una vittima visto che suo figlio l'aveva posseduta molte volte
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con la forza, Crasso non crede alle sue parole allora Kore insiste dicendo che è tutto vero e che suo figlio ha cominciato ad odiarlo dopo la Decimazione e lo ha colpito con l'unico mezzo che poteva, l'Imperatore a quel punto chiede il perché non gliene abbia mai parlato e la schiava risponde di averci provato sulla Melia facendo ricordare a Crasso le sue parole riguardo al giustificare ogni atto compiuto da un figlio così amato, Cesare si avvicina a lui per calmarlo dicendo che hanno taciuto solo per non infliggergli altre sofferenze, allora Crasso lo invita a lasciarli soli poi accarezza la maschera funebre di Tiberio dicendo che il figlio era la copia di suo padre quindi anche lui è un uomo crudele e spregevole mentre con le sue mani distrugge la maschera di gesso, Kore lo consola dicendo che lui è un uomo buono e che fa sempre quello che deve essere fatto, a quel punto Crasso gli chiede perdono e che tutto quello finirà dopo la caduta di Spartacus finendo per abbracciarsi entrambi in lacrime.
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Gannicus accetta finalmente il posto di comando

Al campo dei ribelli Spartacus studia la mappa per la battaglia imminente soffermandosi poi sul territorio della Tracia fino a che sopraggiunge Gannicus, il trace chiede se crede che possano sconfiggere Crasso e il compagno risponde che fino ad ora ha fatto l'impossibile ma anche se punterebbe sempre su di lui il pronostico non lo favorisce, i due poi parlano di Sura e Spartacus confessa che come gli disse sua moglie non è mai riuscito ad innamorarsi di nuovo poi alla passata domanda di Gannicus di definire la vittoria il trace aggiunge che solo la vita può essere una vittoria compresa quella di Sibilla, Laeta, la madre con il bambino o tutti i deboli, tutti loro rappresentano Sura quindi desidera che vivano, Gannicus dichiara che persino lui condivide il suo pensiero e Spartacus afferma che per dare una speranza agli altri per vincere contro Crasso non basta che lui la condivida ma deve avere un ruolo nella battaglia, Gannicus ancora una volta declina l'offerta ma il trace insiste dicendo che non possono farcela se lui non assume un ruolo adeguato e che nessuno merita più di lui, allora Gannicus chiede cosa vuole che faccia e Spartacus risponde che deve fare "l'impossibile!".

Il giorno seguente i due eserciti si attestano sul campo di battaglia e Crasso ringrazia Cesare per essere stato leale poi Rufus accanto a loro afferma che Spartacus è un folle ad affrontare le loro Legioni così sguarnito di mezzi ma Crasso risponde che il trace ha dimostrato di essere tante cose ma non un folle.

Dalla parte dei ribelli Spartacus guadagna la
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posizione in prima fila seguito dai suoi compagni più fedeli e Castus fa notare la moltitudine di romani ma Agron risponde che questo permetterà a loro di nuotare in un oceano di sangue romano, Spartacus intanto si volta e nota il disegno del serpente rosso sullo scudo di Agron e rammenta l'avviso della moglie Sura prima di partire per la guerra dopodiché incita i ribelli per il combattimento con queste ultime parole "presto Crasso impartirà l'ordine, e affronteremo le sue Legioni sul campo di battaglia, ci troviamo di fronte ad una grande potenza, la Repubblica che allarga la sua ombra sulla vita di ogni uomo, di ogni donna, e di ogni bambino, condannandole alle tenebre della schiavitù, costretti a sudare e a soffrire, solo perché i ricchi e i potenti, possano accrescere le loro fortune ben oltre i propri bisogni, è tempo che imparino, che tutti gli esseri umani hanno il medesimo valore, e coloro che pensano di poter calpestare il diritto di scelta di altri uomini verranno travolti, dal grido della libertà!".

L'esultanza degli schiavi dà inizio alla battaglia e Crasso annuncia che ai nemici feriti sarà negata una morte compassionevole e sarà d'esempio per tutti coloro che osano tramare contro la gloria di Roma, detto questo dà l'ordine di caricare le balestre e le catapulte per dare il via all'attacco.

A quel punto anche Spartacus dà ordine di avanzare per poi bloccarsi davanti alle Legioni in avvicinamento, il trace cerca di trattenere i ribelli fino all'ultimo quando improvvisamente si crea una voragine di fronte a loro che risucchia tutta la prima fila dell'esercito romano dove i soldati rimangono trafitti sul fondo dai pali di legno visti in precedenza, come secondo ordine dà via libera agli arcieri che feriscono ulteriormente il nemico, Cesare dall'altra parte del campo ammette che i ribelli si stanno dimostrando ingegnosi ma Crasso elimina subito la sua preoccupazione dicendo
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che stanno soltanto perdendo tempo quindi l'Imperatore richiama i corni per segnalare la formazione a testuggine, ancora una volta Spartacus lo aveva previsto e sorprendentemente da sotto il terreno i ribelli fanno uscire fuori delle lunghe travi di legno che schiacciano la formazione romana e danno la possibilità a Spartacus ed ai ribelli di attraversare la fossa e con un balzo entrare in collisione con l'esercito avversario. La battaglia ha ufficialmente inizio e Crasso dà ordine di alzare al massimo il tiro delle balestre e delle catapulte, Cesare interviene dicendo che pioverà fuoco anche su i loro uomini ma l'Imperatore senza pensarci un attimo
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Lugo avvolto dalle fiamme

afferma che vuole concludere la guerra, intanto le palle di fuoco cadono sul campo dei soldati e Spartacus riesce con una capriola ad evitare di essere colpito poi appena rialzato ordina di non sospendere l'avanzata e spingersi in avanti, qualche istante dopo purtroppo una palla di fuoco colpisce in pieno Lugo che viene avvolto dalle fiamme ma nonostante tutto continua a combattere fino a che non è costretto a cedere e ormai completamente arso vivo cade in ginocchio insultando i romani per l'ultima volta nella sua lingua germanica mentre viene finito da due soldati che infilzano le loro spade nella sua schiena.

Nell'altro schieramento Rufus con sguardo compiaciuto dichiara che i ribelli non sopravvivono alla loro tattica, Cesare però insiste di nuovo dicendo che nemmeno i loro soldati ma Crasso risponde che sono soltanto danni collaterali che accetta volentieri pur di mettere fine alla guerra.

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Gannicus al comando della cavalleria

All'improvviso da dietro lo schieramento romano entra in azione la cavalleria dei ribelli guidata da Gannicus che sfonda la prima linea mozzando al volo la testa di uno di essi, raggiunte poi le balestre e le catapulte ordina a Saxa di ruotarle e la ragazza insieme ad altri compagni spara i proiettili verso la postazione del Comando generale romano rischiando di colpire lo stesso Crasso, l'Imperatore ordina a Cesare di prendere il comando della retroguardia perché non ceda al panico, accanto a lui Rufus consiglia di retrocedere ma Crasso rifiuta l'idea dicendo che è quella che i ribelli si aspettano quindi ordina l'inizio dell'avanzata definitiva. Durante il combattimento un soldato romano a cavallo colpisce Castus mortalmente squarciandogli il petto, Nasir ed Agron cercano di aiutarlo ma il pirata Cilicio prima di morire si rivolge proprio al Germano dicendogli con un filo di voce che avrebbe voluto essere come lui almeno per un giorno, la sua morte scatena la rabbia dei due e Spartacus ordina ad Agron di rafforzare il fianco per non far penetrare i romani poi uccide un soldato amputandogli
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una gamba ed ordina anche a Naevia vicina a lui di aiutare Gannicus, intanto Crasso raggiunge a cavallo il centro del campo di battaglia e richiama l'attenzione di Spartacus che risponde all'invito usando il corpo di un soldato morto come trampolino ed in aria ferisce Crasso ad una tempia facendolo cadere da cavallo, il trace però non fa in tempo a scontrarsi di nuovo con lui perché interviene Rufus che intima ai soldati di proteggere l'Imperatore per poi allontanarlo dalla contesa, Spartacus invece viene bloccato dai soldati romani riuscendo comunque a liberarsi con l'aiuto di Nasir ed Agron e proprio quest'ultimo dice al compagno che è una giornata gloriosa visto le tante vite romane da cogliere ma il trace risponde che a lui ne interessa soltanto una quindi resti pure sul campo mentre lui andrà a prendersi quella che vuole.

Anche dal lato opposto infuria il combattimento e Gannicus ordina ai ribelli di prendere le anfore di pece ed insieme le gettano contro gli scudi della formazione romana e con una torcia appiccano il fuoco che si propaga tra i soldati bruciandoli vivi, nel frattempo Cesare raggiunge Gannicus ed i due finalmente si affrontano sul campo di battaglia.

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Spartacus raggiunge Crasso sulla collina

Nello stesso istante Crasso viene scortato dal suo drappello di uomini fino alla collinetta sopra il campo e Rufus ordina di chiamare il medico ma l'Imperatore lo rifiuta dimostrandosi frustrato per essere stato allontanato dal combattimento allora Rufus insiste dicendo che è troppo rischioso perché se cadesse Spartacus si troverebbe in vantaggio, improvvisamente però proprio il trace raggiunge di corsa la cima con uno sguardo furioso per prendersi l'unica vita che vuole.

Di nuovo sul campo Gannicus scambia vari colpi con Cesare ed il Tribuno romano dice che era ansioso di affrontarlo in battaglia e Gannicus risponde con un sorriso sulle labbra che lui era ansioso invece di tagliargli la testa dal collo.

Ritornando sulla collina Spartacus infuria nella lotta venendo più volte ferito dalla moltitudine di soldati mentre Gannicus continua il combattimento con Cesare per poi colpirlo con un calcio nello stomaco, anche Naevia e Saxa uccidono molti romani in battaglia, Spartacus di nuovo lancia una delle sue spade verso un soldato colpendolo al volo al torace, adesso solo Rufus si sovrappone tra lui e Crasso sbarrandogli la strada, il comandante romano cerca di difendersi con la lancia ma Spartacus apre la sua difesa colpendolo incrociando le spade poi con un potente fendente oltre a spezzare la lancia, squarcia completamente la sua faccia e cadendo a terra lo finisce conficcando la spada nel suo corpo.

Sul campo Saxa viene colpita da un soldato
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Saxa muore tra le braccia di Gannicus

romano con lo scudo e rialzandosi riesce a reagisce ma non può comunque fare nulla in un secondo soldato che sopraggiunge infilzandola con la spada, la scena viene osservata da Gannicus che si libera di Cesare stendendolo a terra e sorregge la compagna che con l'ultimo sforzo ha ucciso il suo avversario, Saxa prima di morire rivolge verso di lui le sue ultime parole nella sua lingua dicendo che finalmente lo ha ritrovato tra le sue braccia.
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Anche Naevia cade sul campo di battaglia

Sulla collina Spartacus estrae la spada e sorridendo dice a Crasso che glielo aveva promesso che la prossima volta gli avrebbe tolto la vita allora Crasso risponde di farsi avanti e venire a prendersela, i ribelli intanto sono quasi circondati dalle formazioni romane, nella mischia Naevia vede Cesare di spalle e lo ferisce ad un braccio ma il romano reagisce d'istinto ferendola sul collo, la ragazza parte comunque all'attacco ma Cesare la ferisce di nuovo ad una gamba costringendola a cadere in ginocchio, Naevia tenta comunque di colpirlo per l'ultima volta ma Cesare blocca la sua mano dicendo che la sua spada non gli appartiene poi con uno scatto
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Gannicus è costretto ad arrendersi a Cesare

fulmineo gliela toglie di mano e la conficca nella sua spalla uccidendola, ancora una volta Gannicus assiste alla scena ma non può intervenire perché ormai è completamente circondato dai soldati romani, a quel punto Cesare lo affronta per la seconda volta ma nonostante tutto Gannicus riesce ad allontanarlo con una gomitata in faccia ma gli altri soldati però lo feriscono ripetutamente ed il ribelle cerca di reagire fievolmente agli attacchi per poi cadere a terra in mancanza di forze, Cesare dietro le linee ordina di non ucciderlo e sogghignando lo colpisce in faccia con l'elsa della spada facendogli perdere i sensi.
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L'ora del combattimento tra Spartacus e Crasso è finalmente giunta ed i due si difendono bene ma il trace riesce ad approfittare della difesa aperta per qualche secondo dell'Imperatore cercando di colpirlo incrociando le spade e riuscendo a graffiarlo lievemente alla gola poi indirizza le sue spade verso di lui ma Crasso para il colpo ma riesce a liberarsi spingendolo via, il combattimento continua e Crasso riesce a togliere a Spartacus una delle due spade ma nel susseguente affondo anche il trace blocca il suo braccio facendo cadere anche la sua, in quel preciso momento delle visioni riportano la mente di Spartacus a quando sua moglie fu portata via dai soldati romani e per ogni attacco si materializza una immagine diversa tra cui la morte di Mira, quella di Varro e quella di Sura, ritornati al tempo reale il trace blocca di nuovo il braccio di Crasso e ferendolo lo disarma completamente, a quel punto Spartacus affonda il colpo ma Crasso ferma la lama della spada a mani nude e usando la stessa mossa con cui ha ucciso Hilarus gira su se stesso a 360° per poi condurre la punta nel suo addome ma sorprendentemente anche Spartacus la afferra con le sue mani dopodiché lo stordisce con una testata e lo atterra alzandolo di peso facendo leva sulla spada, successivamente lo stende di nuovo con un calcio e nel momento in cui Spartacus è
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pronto a sferrare il colpo finale una lancia da dietro la schiena lo trapassa da parte a parte, i soldati romani sopraggiunti sulla collina continuano trafiggendolo con altre due lance, il trace cade inesorabilmente in ginocchio e Crasso raccolta la spada si rivolge a lui dicendo "se solo tu fossi nato romano, ti avrei voluto al mio fianco" e Spartacus morente risponde "io ringrazio il mio destino, di avermelo risparmiato", nel frattempo un piccolo pezzetto di stoffa viola viene notato da Spartacus nel terreno e le visioni riprendono mostrando il nastro viola che è trascinato dal vento sulla sabbia del ludus tornando a quando lo aveva legato alla coscia di sua moglie, subito dopo vede il viso di Sura ed il momento in cui lascia la sua mano prima di partire, a quel punto è il trace che attende il colpo di grazia da Crasso e chiudendo gli occhi compare di nuovo il viso sorridente della sua sposa come se stesse aspettando il suo arrivo.
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Miracolosamente Spartacus viene salvato dall'intervento di Agron che a cavallo colpisce Crasso facendolo cadere giù dalla collina mentre Nasir ed altri due ribelli uccidono i tre soldati romani presenti, il Germano poi osserva il corpo dell'Imperatore steso a terra con l'intento di ucciderlo ma è costretto a perdere l'occasione dal richiamo di Nasir ed entrambi sorreggono Spartacus mentre il trace si volta per dare un ultimo sguardo al campo di battaglia dove ormai i ribelli vengono sopraffatti.

Crasso si rialza e viene raggiunto da Cesare ed un gruppo di soldati, l'Imperatore è desideroso di ritornare sulla cima della collina ma quando arrivano il corpo di Spartacus è scomparso quindi ordina ai suoi uomini di perlustrare i dintorni visto che essendo gravemente ferito non può essere lontano poi afferma che i ribelli ancora vivi saranno crocifissi sulla Via Appia così che ogni schiavo possa vedere con i loro occhi quale sarà la fine di chi si ribella al proprio padrone.

A combattimento finito Gannicus viene inchiodato
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Gneo Pompeo Magno proclamato vincitore della guerra contro Spartacus

ad una croce mentre urla di dolore per poi essere esposto al martirio come tutti gli altri compagni rimasti, i due comandanti romani osservano la scena e Cesare dice con soddisfazione che si tratta di una fine senza gloria per una leggenda che un tempo era considerato un Dio dell'Arena mentre Crasso osserva Kore anche lei crocifissa e Cesare continua dicendo che è alquanto triste vedere tra i dannati una persona tanto amata e l'Imperatore risponde solennemente che era fuggita per unirsi ai ribelli, ha compreso le sue ragioni ma doveva essere punita, pochi secondi dopo i corni cominciano a suonare avvisando un arrivo imminente ed infatti è Pompeo che accompagnato da Metello si rivolge a Crasso dicendo che è contento di vederlo in salute avendo paura che Spartacus avesse sfondato le sue linee prima che lui fermasse i ribelli a settentrione, Crasso rimane stupito e Metello portando ancora con se i segni dell'aggressione subita in precedenza dall'Imperatore dichiara compiaciuto che Pompeo ha sconfitto i ribelli prima che raggiungessero le montagne e la notizia è già stata inviata a Roma annunciando che Pompeo ha vinto il nemico che lui stesso doveva reprimere, Cesare allora protesta ma Crasso consegna spontaneamente i meriti al
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I ribelli vengono crocifissi sulla Via Appia

compagno che dopo aver ringraziato ed invitato a festeggiare insieme al suo ritorno se ne va, Cesare insiste ancora dicendo che dopo tutto quello che hanno patito lascia che gli allori vadano a Pompeo al posto di chi li merita veramente ma Crasso lo tranquillizza dicendo che acclamarlo vincitore farà di lui un alleato ed insieme formeranno un triumvirato potente che cambierà il corso della storia, Cesare chiede il motivo per cui pensa sempre al futuro e l'Imperatore conclude la discussione dicendo che il passato non si può cambiare ed osservando di nuovo Kore continua affermando che il presente non è altro che vuoto e rimpianto così solo nei giorni seguenti un uomo può trovare consolazione ed il ricordo sarà svanito. Nel frattempo mentre Gannicus è vicino alla
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morte anche lui è preda di una visione vedendo davanti a se il suo vecchio amico Enomao che si volta ed i due sorridono a vicenda poi dopo aver chiuso gli occhi per un istante compare intorno a lui un'intera arena dove il pubblico sulle tribune lo acclama ed urla il suo nome, a quel punto in un gesto di liberazione Gannicus lancia un ultimo grido di battaglia prima di morire. Nello stesso momento Spartacus si sveglia trovandosi ai piedi delle montagne e Laeta dice che lo hanno atteso come avevano promesso, il trace allora chiede se sono tutti salvi ma Agron risponde che Pompeo ha attaccato
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l'altro gruppo e molti sono morti, dopodiché i ribelli sono intenti a ripartire ma Spartacus rifiuta chiedendo di lasciarlo lì perché lui non può seguirli, Laeta in lacrime pronuncia per due volte il suo nome e Spartacus risponde dicendo che quello non è il suo vero nome ma che adesso potrà sentirlo di nuovo dalla sua amata sposa poi stringendo il braccio di Agron pronuncia le sue ultime parole dicendo di non versare lacrime perché non esiste vittoria più gloriosa di morire da uomo libero, detto questo la vita abbandona Spartacus ed Agron chiude i suoi occhi poi dopo averlo baciato in
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fronte gli rivolge un ultimo saluto dicendo "verrà il giorno, in cui Roma si perderà nell'oblio, mentre tu, tu vivrai per sempre, nel cuore di coloro che lottano per la libertà".

Alla fine i ribelli rimasti riprendono la marcia ed Agron rimane ad osservare la tomba di Spartacus formata da pietre sovrapposte ed il suo scudo poggiato su di esse poi Nasir sorridendo lo invita a proseguire per valicare le Alpi e vivere insieme finalmente liberi.

NoteModifica

  • Nei crediti finali vengono mostrati tutti
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    Andy Whitfield e Liam McIntyre nei crediti finali

    i principali personaggi apparsi in Spartacus: Sangue e Sabbia, Spartacus: Gli Dei dell'Arena, Spartacus: La Vendetta e Spartacus: La Guerra dei Dannati oltre alla parte finale dedicata ai due interpreti di Spartacus, Liam McIntyre ed Andy Whitfield che riprende da una diversa angolatura l'ultima scena dell'episodio "Io Sono Spartacus" di Spartacus: Sangue e Sabbia dove recita la famosa frase "Io sono Spartacus!".
  • Nella scena finale in cui Spartacus muore ai
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    Erin Hasan in ginocchio vicino a Sibilla

    piedi delle montagne effettua una piccola apparizione tra i ribelli Erin Hasan l'attuale moglie di Liam McIntyre.
  • In realtà la battaglia finale tra Spartacus e Crasso si svolse nelle vicinanze del fiume Sele, nella regione del Bruttium in Lucania odierna regione della Calabria invece che non lontano dai piedi delle Alpi come viene rappresentato, ulteriore conferma della reale collocazione è nel momento in cui Spartacus osserva la cartina che riproduce il territorio della Tracia e sopra di essa si può notare che stava studiando proprio la mappa della Calabria.
  • Sempre nella realtà Gannico e Casto erano già morti prima dello scontro finale con Crasso infatti i due si erano separati da Spartaco precedentemente trovando la morte sul Monte Soprano nel territorio della Lucania contro l'esercito romano guidato dai comandanti Quinto Marzio Rufo e Lucio Pomptino.
  • Durante l'episodio sia Simon Merrells sia Dan Feuerriegel rompono svariate volte la "quarta parete" guardando direttamente verso la telecamera.
  • E' ricorrente nell'episodio, come mostrato nelle sequenze iniziali, la famosa frase "Io sono Spartacus!" dell'omonimo film di Spartacus del 1960.
  • Nella scena in cui il messaggero di Crasso si avvicina davanti all'esercito ribelle a cavallo, in realtà durante le riprese la sua posizione è molto più vicina a Liam McIntyre rispetto a quanto si può vedere nell'episodio, per questo motivo durante una delle riprese l'animale ha colpito accidentalmente una piccola pietra che è finita nell'occhio sinistro dell'attore ed ha lacerato parzialmente la cornea non consentendo a Liam McIntyre di vedere per alcuni giorni.
  • Al momento del posizionamento dei ribelli sul campo di battaglia possiamo notare Correus proprio dietro le spalle di Agron poi successivamente lo ritroviamo tra le file della cavalleria dal lato opposto delle retrovie romane.
  • Il discorso di incitamento di Spartacus verso le truppe ribelli, il comando di attesa nel momento in cui sopraggiunge la prima Legione romana che cade in trappola e finisce dentro il fossato scavato in precedenza, infine l'ordine di Crasso di far intervenire le catapulte e le balestre nella contesa a scapito anche dei propri uomini pur di terminare velocemente la guerra sono scene molto simili a quelle interpretate da Mel Gibson nel ruolo di William Wallace in Braveheart del 1995.
  • Quando Naevia ferisce Cesare ad un braccio e lui reagisce ferendola a sua volta sul collo, il taglio si trova dalla parte destra del collo ma quando lui la uccide la ferita si è spostata dalla parte sinistra, stessa cosa succede con la manica del braccio sinistro di Spartacus che quando subito dopo aver ordinato a Naevia di aiutare Gannicus si sposta per alcuni secondi sul braccio destro.
  • Come successo alla fine dell'episodio "Scontro all'Ultimo Sangue" di Spartacus: Sangue e Sabbia al momento della morte di Spartacus le nuvole scure ricoprono completamente il cielo riconoscendolo come il "Portatore della Pioggia".
  • L'attacco aereo che Spartacus effettua per ferire Crasso sopraggiunto a cavallo usando il corpo di un soldato morto come trampolino è la stessa usata sempre da Spartacus durante l'incontro con Teocoles nell'episodio "Scontro all'Ultimo Sangue", insieme a Varro in "Scambio di Favori" ed infine con l'aiuto di Crisso dando inizio alla rivolta in "Uccidiamoli Tutti" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • La rappresentazione di Spartacus che si fa largo verso i soldati nemici sul campo di battaglia per raggiungere Crasso è storicamente accurata infatti nella realtà viene raccontata la medesima scena anche se nella parte finale il risultato è incerto e non è chiaro se Spartaco sia stato ucciso dallo stesso Crasso oppure ferito da dietro come descritto nell'episodio.
  • Uno dei ribelli che compaiono nel gruppo di Naevia a cui Spartacus ordina di supportare Gannicus durante la battaglia finale è interpretato da Rowan Bettjeman che è già comparso nella serie con il ruolo del capo dei cacciatori che assalgono proprio Gannicus ed Ilizia all'inizio dell'episodio "La Resa dei Conti - 2" di Spartacus: La Vendetta.
  • Questo episodio finale è il più lungo di tutti gli altri arrivando all'incirca ad un'ora intera di lunghezza.
  • Sia Crisso che Naevia vengono uccisi dalla spada di Tiberio, usata rispettivamente proprio contro i romani in battaglia.
  • Sia Crisso che Spartacus vengono trafitti da una lancia dietro la schiena e caduti sulle loro ginocchia prima di colpire un comandate romano ovvero Cesare e Crasso.
  • Quando Naevia è ferita ed in ginocchio davanti a Cesare prima di essere uccisa, la ragazza tenta una ultima disperata reazione impugnando la spada e possiamo notare come la mano e la lama sia coperta di sangue mentre nella sequenza successiva non è più presente.
  • Questo episodio conta il maggior numero di perdite dei personaggi principali attraverso la morte di Lugo, Saxa, Kore, Castus, Naevia, Gannicus e Spartacus superando l'episodio "L'Ira degli Dei" di Spartacus: La Vendetta dove a morire furono i personaggi di Mira, Ashur, Enomao, Lucrezia, Ilizia e Glabro.
  • Le ultime parole di Agron verso Spartacus sono state improvvisate da Dan Feuerriegel come è stato improvvisato il gesto in cui lo bacia sulla fronte visto che la sceneggiatura iniziale prevedeva che fosse Laeta a baciarlo per mostrare la stessa reazione avuta alla perdita del fratello Duro nell'episodio "Uccidiamoli Tutti" di Spartacus: Sangue e Sabbia considerando lo stesso Spartacus come un vero fratello.
  • La fine di molti personaggi secondari della serie non è riportata né televisivamente né esiste alcuna forma scritta quindi ogni interprete ha la libertà di decidere come molti stunt hanno fatto la fine del loro personaggio ma ufficialmente il personaggio di Agron è l'unico gladiatore della Casa di Batiato e l'unico personaggio apparso fin dalla prima serie Spartacus: Sangue e Sabbia ad essere sopravvissuto.
  • Quando i due comandanti ribelli discutono sulle probabilità di vittoria contro Crasso nella battaglia finale Gannicus dice "una coppa potrebbe sollevarci lo spirito, ma ultimamente cerco di evitare", la sua affermazione è data dalla conseguenza delle parole di Saxa nell'episodio "Strade Diverse" in cui la ragazza lo avvertiva che avrebbe allontanato Sibilla a causa del vino e delle sue cattive abitudini.
  • Il creatore Steven S. DeKnight ha rivelato che la sua parte preferita è stata la visione di Enomao da parte di Gannicus sulla croce ed il suono delle voci del pubblico sugli spalti che gridava il suo nome oltre alla parte finale di Spartacus, successivamente ha aggiunto che proprio l'intero episodio è il suo preferito portandolo addirittura alle lacrime.
  • Durante lo stesso incontro tra Spartacus e Gannicus nella tenda il trace parla di sua moglie affermando "la prima volta che dormii con lei, mi disse di come gli Dei le inviassero oracoli attraverso i sogni, e avevano predetto che io non avrei mai amato altre donne" riferendosi alle parole di Sura nell'episodio "Il Serpente Rosso" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • L'ultima scena girata da Liam McIntyre in realtà è stata la prima dove ha potuto salutare l'intera produzione pronunciando la famosa frase "Io sono Spartacus!".
  • Quando i ribelli sono posizionati sul campo di battaglia possiamo notare che lo scudo rettangolare di uno dei ribelli con raffigurati dei pesci su sfondo giallo e lo stesso usato dal primo avversario ucciso da Gannicus nell'episodio "Peccati del Passato" di Spartacus: Gli Dei dell'Arena mentre quello accanto sul lato destro rappresentato da una striscia bianca che divide i colori blu e rosso è il solito usato da Enomao nel combattimento contro Teocoles che viene mostrato durante il flashback nell'episodio "Scontro all'Ultimo Sangue" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • Sempre lo stesso Steven S. DeKnight ha dichiarato che scrivere le morti di così tanti personaggi principali in un singolo episodio è stato molto complicato poiché voleva evitare quei momenti per concentrarsi per il grande combattimento tra Crasso e Spartacus, inoltre desiderava che un personaggio di Spartacus: Sangue e Sabbia rimanesse vivo quindi apparte Spartacus i due rimasti erano Agron e Naevia, visto però che Crisso era morto in precedenza era giusto che Naevia morisse sul campo di battaglia per raggiungerlo ed unirsi a lui quindi il prescelto è stato Agron che di conseguenza ha mantenuto in vita anche Nasir facendo in modo che una coppia avesse il lieto fine continuando a vivere e raggiungere la libertà.
  • Nello script originale era presente un personaggio dal nome Celtillus che avrebbe dovuto apparire nella sequenza iniziale dove i ribelli pronunciano la frase "Io sono Spartacus!" in più avrebbe dovuto prendere parte alla battaglia finale presso le file della cavalleria ribelle guidata da Gannicus ed avrebbe aiutato Saxa a spostare le balestre e le catapulte per poi cadere sul campo insieme a Pleuratos, il nome di questo personaggio successivamente non comparso nell'episodio era un chiaro riferimento a:
    • Celtillo, padre del famoso Vercingetorige, nemico storico di Giulio Cesare durante la conquista della Gallia e capo militare del popolo degli Arverni, fu accusato di voler restaurare un regime monarchico nella sua tribù e condannato a morte forse con la partecipazione attiva del fratello Gobannitio o per istigazione dello stesso Giulio Cesare.
  • Nel momento in cui Spartacus chiede a Gannicus se ancora non ha fatto sua la causa quest'ultimo risponde "non voglio finire inchiodato a una croce, non sono il martire che dà la propria vita affinché altri possano vivere", in realtà invece farà proprio il contrario.
  • Liam McIntyre ha trovato il discorso di Spartacus prima della battaglia difficile da girare ma ricordandosi delle parole di Andy Whitfield che ha descritto il cast come una grande famiglia lo ha portato ad interpretarlo al meglio, stessa cosa è stato il confronto tra Spartacus e Crasso che ha richiesto alcuni giorni per terminarlo data la difficoltà di mantenere alto il livello di emozioni durante la ripresa però comunque anche se la definisce un'esperienza difficile e impegnativa l'ha giudicata personalmente molto gratificante.
  • Al termine dell'incontro tra Spartacus e Crasso il trace afferma "la prossima volta, sappi che ti ucciderò" e l'Imperatore risponde "no, diciamo che ci proverai", queste parole sono le stesse pronunciate proprio da Crasso a Hilarus nell'episodio "Nemici di Roma" e pure la mossa finale che Crasso usa durante il combattimento è la stessa con cui ha ucciso Hilarus anche se in questo caso Spartacus riesce a bloccare il tentativo.
  • Prima che i ribelli si mettano in marcia ed Agron annuncia che sia lui che Nasir non partiranno per le montagne Spartacus risponde "ho dovuto assistere alla caduta di molti miei fratelli, tu, sei l'ultimo rimasto, tu che eri con me quando annientammo la Casa di Batiato, mi onori restando ancora al mio fianco nel conflitto finale", in realtà altri gladiatori tra cui Polluce, Rabano, Ladon, Vertiscus, ed i ribelli interpretati da Tyrone Bell e Shayne Blaikie sono ancora presenti prima del combattimento.
  • Quando l'esercito ribelle si posiziona sul campo di battaglia per lo scontro finale Spartacus nota il serpente rosso disegnato nello scudo di Agron e mormora "ha in serbo grandi sventure" riferendosi alle parole di Sura sempre nell'episodio "Il Serpente Rosso".
  • Durante il flashback in cui Sura viene portata via da Spartacus dai soldati romani, possiamo notare come un pezzo di stoffa dello stesso telo rosso copra il suo petto a differenza delle altre due versioni mostrate in cui nel primo caso la parte superiore del corpo è completamente nuda come avviene nell'episodio "Il Serpente Rosso" di Spartacus: Sangue e Sabbia mentre nel secondo è Sura stessa che sorregge il telo per coprirsi nell'episodio "L'Ira degli Dei" di Spartacus: La Vendetta.
  • Nel momento in cui Pompeo si allontana e Cesare protesta per gli onori consegnati a lui immeritatamente Crasso risponde "acclamarlo vincitore farà di lui un alleato, formeremo un triumvirato potente, e insieme cambieremo il corso della storia" facendo chiaramente riferimento al famosissimo Triumvirato creato nel 60 a.C. proprio da Gaio Giulio Cesare, Marco Licinio Crasso e Gneo Pompeo Magno.
  • Quando Spartacus al termine dell'episodio è vicino alla morte e Laeta pronuncia il suo nome per due volte il trace risponde "Spartacus... un tempo non mi chiamavo così, e dopo tutti questi anni, sentirò pronunciare il mio vero nome, dalla mia amata sposa" riferendosi al fatto che il suo vero nome rimarrà sconosciuto.
  • Al termine dell'episodio, Agron e Nasir trasportano via Spartacus dal campo di battaglia gravemente ferito e trovando la morte sulle montagne dove viene seppellito, nella realtà il destino di Spartaco è sconosciuto ed il suo corpo non fu mai ritrovato quindi è incerto il fatto se sia riuscito a fuggire e sopravvivere o venire ucciso insieme ai suoi compagni durante la battaglia.
  • Di nuovo secondo Steven S. DeKnight questo episodio è stato il miglior lavoro da parte di Liam McIntyre nelle intere due serie in cui lui ha partecipato.
  • Manu Bennett è accreditato in questo episodio nonostante il suo personaggio sia stato ucciso in "Strade Diverse".
  • Nei crediti finali è riportato anche che l'episodio è dedicato alla memoria di Grant Kronfeld (5 Ottobre 1966 - 13 Settembre 2012), Editor degli effetti speciali durante Spartacus: Sangue e Sabbia e Spartacus: Gli Dei dell'Arena scomparso prematuramente a causa di un incidente stradale.

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