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L'Ira degli Dei
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Titolo originale Wrath of the Gods
Numero 2x10
Data 30 Marzo 2012 (USA)
18 Luglio 2012 (Italia)
Writer Steven S. DeKnight
Director Jesse Warn
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"L'Ira degli Dei" è il decimo episodio di Spartacus: La Vendetta ed il ventinovesimo dell'intera serie.

TramaModifica

In cima alla vetta del Vesuvio, Spartacus osserva le truppe romane accampate intorno al tempio quando Mira si avvicina e lo informa dell'assenza di cibo e di legna, il trace afferma preoccupato che quel posto è una trappola ma Mira lo consola con parole carine, dopo pochi istanti Crisso insieme agli altri avverte Spartacus che Nemetes ed un piccolo gruppo di ribelli hanno attaccato l'avamposto romano in fondo al sentiero.

Proprio nell'avamposto Salvius sta mangiando ed Ashur insieme a L'Egiziano disturba il Tribuno prendendolo in giro per poi informarlo di essere stato convocato da Glabro, all'improvviso il gruppo dei ribelli Germani attaccano i
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I ribelli Germani attaccano l'avamposto romano

soldati romani ma hanno presto la peggio, Lugo finisce in ginocchio mentre Ashur è pronto ad ucciderlo quando viene ferito da una freccia scagliata da Mira, Spartacus e gli altri ribelli intervengono in aiuto dei compagni riuscendo a riprendere la strada per la cima, Salvius che si era riparato dietro un albero vede la possibilità di uccidere Spartacus e con una capriola afferra una scure e la lancia contro di lui ma il trace riesce istintivamente a schivarla però colpisce comunque Mira in pieno petto che si trovava alle sue spalle. Dopo averla presa sottobraccio Spartacus la riporta sulla vetta ma non c'è niente da fare e la ragazza muore sotto lo sguardo dispiaciuto di tutti gli altri, preso dal dolore Spartacus si volta verso Nemetes chiedendogli se adesso è contento di quello che ha fatto poi lo assale colpendolo ripetutamente con dei pugni ed incolpandolo della morte di Mira, il Germano però reagisce gridando che anche loro moriranno per colpa sua e che lei è morta combattendo
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con onore e non di fame e di stenti come faranno loro, Spartacus colpito dalle sue parole gli dà ragione però afferma che comunque hanno una posizione di vantaggio, Nemetes lo interrompe ancora dicendo che sono in vantaggio solo se Glabro sarà così folle da attaccarli, colto nel vivo Enomao dichiara che nessuno è troppo debole o menomato per combattere se lo fa per un ideale che vale più della stessa vita, e Spartacus conclude dicendo che Glabro arriverà e loro finalmente si vendicheranno.

Al tempio le guardie romane trasportano Harud ferito ai piedi di Glabro che gli chiede dove sia Spartacus e il Germano lo offende nella sua lingua, perdendo la pazienza il Pretore lo uccide infilzandogli la punta della spada nella sua gola poi discute con Ashur della presenza fisica di Spartacus e Glabro consiglia ancora di aspettare qualche giorno così il trace si inchinerà ancora per l'ultima volta di fronte a Roma.

Intanto Ilizia e Lucrezia stanno viaggiando su un carro per dirigersi da Glabro per convincerlo a farle tornare a Roma e la possibilità della sua amica di risposarsi ancora, Lucrezia risponde che purtroppo suo marito ha in serbo per lei dei programmi futuri diversi avendola promessa ad Ashur per vivere nella sua vecchia casa allora Ilizia la rassicura di perorare la sua causa e l'amica aggiunge che anche lei approfitterà di questo viaggio avendo qualcosa che potrà liberarla.

Sulla cima Nemetes continua a discutere con Gannicus protestando per le azioni di Spartacus che sta prendendosi cura del corpo di Mira poi quest'ultimo si avvicina al trace dicendogli che all'inizio lo credeva un irresponsabile da quando ha attaccato l'arena con un manipolo di uomini invece adesso pensa che sia per la sua intelligenza e le sue strategie ardite, Spartacus lo corregge dicendo che ha avuto anche molta fortuna e che presto dovranno affrontare Glabro sul campo di battaglia allora Gannicus risponde che quando arriverà il momento morirà con i suoi fratelli e i due si stringono la mano.

Al tempio Ashur racconta agli uomini i suoi piani futuri creando una scuola di gladiatori e loro saranno le sue prime reclute, nel frattempo arrivano Ilizia e Lucrezia, la moglie del Pretore raggiunge suo marito cercando di convincerlo ad attaccare così che possano ritornare presto a Roma per far nascere loro figlio, Glabro però è
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convinto di aspettare ancora qualche giorno e che lei potrà risiedere di nuovo a Capua avendo comunque il tempo per partorire a Roma, Ilizia lo ringrazia ma prima di andarsene mostra a suo marito il braccialetto di Sepius dicendo che era nei tesori di Ashur e che è stato trovato tra le cose di Sepia quando ha cercato di ucciderlo quindi adesso può fare a meno di lui, il Pretore allora crede che il siriano lo abbia tradito e dice che è in buona compagnia visto che il tempo dei serpenti e degli oracoli è finito, Ilizia capisce che sta parlando di Lucrezia e Glabro aggiunge che è a conoscenza di molti segreti pericolosi così facendo potranno eliminare il passato per godere delle glorie future. Fuori dal tempio Ashur è vicino a Lucrezia e gli ricorda che a breve saranno marito e moglie, finito di parlare con il marito Ilizia raggiunge l'amica e la rassicura del fatto precedente quindi Lucrezia lo bacia dicendo che non vede l'ora, in quel preciso istante Glabro chiama Ashur dicendo se crede che sia uno sprovveduto, il siriano non capisce allora il Pretore gli getta ai piedi il braccialetto di Sepius, Ashur risponde che lo ha preso ad una persona morta a cui non serviva più credendo di avere il permesso di farlo, Glabro però lo accusa di averlo tradito per il desiderio di guadagnarsi una posizione ecco perché Sepia sapeva la verità ed ha attentato alla sua vita, detto questo il Pretore ed i suoi soldati sguainano la spada, stessa cosa fa Ashur ed i suoi uomini che prendono le sue difese poi intima ai
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Ashur cade nella trappola di Lucrezia

romani di lasciarli andare senza ulteriori discussioni, Glabro risponde di avere una proposta migliore e offre terre e 1000 denarii a ciascuno dei suoi uomini per la loro fedeltà, simultaneamente i mercenari passano dalla parte del Pretore ed Ashur ormai in trappola si sfoga chiamandoli vigliacchi e traditori per poi tentare di colpire L'Egiziano ma quest'ultimo lo disarma facilmente mettendolo in ginocchio ed uno dei due suoi pugnali alla gola, Glabro a quel punto lo ferma ed accosta anche la sua spada alla sua gola dicendo che aveva giurato di essergli fedele ed Ashur risponde che non è mai venuto meno al suo impegno, il Pretore approfitta della situazione e decide di lasciarlo andare dicendo che vuole metterlo alla prova per constatare la sua lealtà.
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In cima alla montagna Spartacus continua a prendersi cura del corpo di Mira quando un ribelle di guardia annuncia del movimento all'orizzonte, il pericolo seguente si rivela essere Ashur che raggiunge la postazione dei ribelli per proclamare le condizioni di resa da parte di Glabro che si riferiscono all'abbandono delle armi per essere risparmiati e tornare a vivere come schiavi, da dietro le retrovie interviene Nemetes dicendo "io non ho nessuna intenzione di morire oggi, ma se questo è quello che è scritto, andrò in oltretomba da uomo libero!", detto questo Spartacus afferma che ha avuto quello che cercava, Ashur vista la situazione dice di voler tornare indietro per riferire la loro risposta ma viene fermato da Crisso che non ha nessuna intenzione di lasciarlo andare, il siriano cerca con una serie di scuse di evitare il confronto ma Crisso è inamovibile e dice che la sua testa sarà la loro risposta quindi tenta di colpirlo ma improvvisamente viene fermato da Naevia che dice di voler essere lei a vendicarsi per quello che gli ha fatto, il compagno non è per niente d'accordo ma la lascia libera di fare come vuole, i due a questo punto cominciano il combattimento ed Ashur essendo molto più esperto si dimostra sicuro di se dicendo che se dovrà morire per mano di Crisso porterà con lui la sua donna, con una mossa poi ferisce la ragazza alla schiena e per questo Spartacus è intento ad intervenire ma Crisso lo blocca, il siriano continua a colpirla e provocarla fino a che la ragazza viene messa in ginocchio e la spada puntata alla gola, Crisso la guarda molto preoccupato dalla situazione mentre Naevia comincia a piangere ed Ashur racconta il tempo in cui l'ha posseduta e di come era impaurita e tremante, alle sue parole Naevia reagisce con una gomitata all'inguine poi lo ferisce nella stessa posizione con la spada, la
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ragazza gli risponde che non è più indifesa come lo era una volta e cerca di staccargli la testa ma il siriano para il colpo che però non riesce a trattenere causandogli un taglio profondo sul collo, avendo capito che la sua fine era ormai vicina Ashur provoca per l'ultima volta la ragazza dicendo che la sua morte non cancellerà le cicatrici di tutto quello che ha passato e Naevia risponde che ha ragione ma adesso potrà essere un inizio, detto questo cerca di tagliargli la testa ma gli occorrono molti colpi per poterlo fare fino a decapitarlo completamente, poco dopo abbraccia Crisso confermandogli la difficoltà di decapitare un uomo con un colpo netto che gli aveva riferito molto tempo prima.

Dopo l'accaduto Spartacus ordina a Donar e Ladon di portare la testa di Ashur sul sentiero come risposta, intanto Lugo e Nemetes rimangono dubbiosi sul da farsi e Spartacus cerca di rassicurarli dicendo che i tralci per scendere non bastano per tutti ma per alcuni forse si quindi suggerisce di scendere attaccando i romani di sorpresa.

Durante la notte Salvius porta la testa di Ashur a Glabro e lui dice che era una reazione prevista quindi ordina agli uomini di mangiare e dormire per poi all'alba attaccare il nemico.

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Al ludus Lucrezia affacciata sul terrazzo getta la parrucca rossa nel precipizio e ringrazia Ilizia di averla aiutata, la moglie del Pretore però è intenzionata invece a gettarla giù dal burrone ma Lucrezia accorgendosene si gira appena in tempo lasciando Ilizia impietrita vedendosi scoperta ma per sua fortuna in quel momento le sue acque si rompono e Lucrezia aiuta l'amica a mettersi a letto per partorire.

Sulla cima del Vesuvio, Spartacus insieme a Crisso, Agron e Gannicus scendono dalla montagna dal lato opposto sorretti con i tralci di legno dai compagni saltando poi sopra i soldati romani di guardia, senza fare rumore uccidono anche tutte le altre guardie e spostano la traiettoria delle catapulte verso il tempio cominciando a sparare le palle infuocate sull'accampamento, i ribelli prendono quello come un segnale e scendono giù dal sentiero.

Le immagini ritornano al ludus dove Ilizia è in procinto di partorire e Lucrezia cerca di aiutarla allontanandosi per prendere qualcosa per il dolore.
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Spartacus, Crisso, Agron e Gannicus scendono dalle pendici del Vesuvio

Nella foresta i quattro comandanti si trovano di fronte a Glabro aspettando l'avanzamento dei romani che vengono intercettati dagli altri ribelli sul lato destro.

Di nuovo al ludus Ilizia viene accudita dalla sua seconda schiava personale quando sente un urlo e Lucrezia arriva nella sua stanza macchiata di sangue ed un pugnale stretto nella sua mano, Ilizia chiede cosa abbia fatto e Lucrezia risponde dicendo "ciò che era scritto dall'inizio, liberare dalla sventura la Casa di Batiato" rivelando finalmente le sue vere intenzioni e la sua falsa amicizia, la schiava allora tenta di fermarla ma Lucrezia la pugnala facendola cadere e quando è a terra continua colpendola più volte alla gola, mentre fa questo Ilizia comincia a gridare dal terrore e Lucrezia sorridendo dice che ora non ci sarà più nessuno tra di loro.

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La battaglia nella foresta continua ad infuriare ed i romani sono costretti a retrocedere mentre al ludus Ilizia piangendo chiede perché fa tutto questo visto che sono amiche e Lucrezia risponde che lo sono per la pelle ma lei è soltanto uno scrigno per il regalo che gli Dei hanno in serbo per la Casa di Batiato. Nella foresta Gannicus affronta L'Egiziano ma la forza fisica dell'avversario è troppo grande e viene atterrato, il combattimento viene visto da Enomao che interviene per aiutare l'amico e prima ferisce L'Egiziano all'addome e sempre nello stesso punto lo colpisce con un pugno stendendolo a terra ed affermando di avere un conto in sospeso con lui, nel frattempo rialza Gannicus ed insieme dopo aver ucciso due soldati ritornano ad affrontare in coppia L'Egiziano che infilza la spada nel petto di Enomao, a
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quel punto Gannicus che assiste alla scena allontana il mercenario con una serie di calci, successivamente lo disarma allora L'Egiziano fa una capriola all'indietro ma Gannicus con un balzo lo raggiunge e lo uccide conficcandogli al volo la spada nel cranio, subito dopo sorregge l'amico ferito che prima di morire tra le sue braccia si rivolge a lui dicendo "tra poco sarò tra le braccia di Melitta, noi ci rivedremo nell'oltretomba fratello mio".

Al tempio Glabro ordina la difesa ma i ribelli assaltano le mura invece al ludus Lucrezia tiene in braccio il bambino mentre si dirige verso il precipizio, dentro la villa Ilizia striscia sul pavimento lasciando una scia di sangue causata dalla ferita del suo ventre mentre grida il nome di Lucrezia.

La battaglia al tempio continua ed i soldati romani cadono uno ad uno ed in difesa di Glabro rimane solo Salvius che si getta contro Spartacus.

Nello stesso istante Lucrezia rassicura il bambino che piange davanti al dirupo mentre Ilizia raggiunge il cortile strisciando.

Le scene si sovrappongono e Spartacus afferra per un braccio Salvius spingendolo via poi colpisce Glabro con una testata, infine con un gesto fulmineo stringe di nuovo la testa di Salvius fracassandola su una parete del tempio per poi riprendere il combattimento con il Pretore.

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Al ludus Ilizia supplica Lucrezia di lasciare il bambino ma quest'ultima dice che suo marito Quinto ha sempre desiderato un figlio e adesso grazie a lei può darglielo, nello stesso istante si lascia cadere nel dirupo suicidandosi insieme al neonato e poco dopo anche Ilizia a causa dell'enorme perdita di sangue cade a terra senza vita. L'epilogo è ormai giunto al termine e dopo una serie di colpi Glabro cerca di colpire Spartacus sul collo ma il trace blocca la sua mano, a quel punto Glabro dice che non ha intenzione di morire quel giorno per mano di uno schiavo, le sue parole scatenano la furia di Spartacus che reagisce rispondendo che adesso è un uomo libero e dopo altri due scambi prima lo ferisce e poi conficca la spada nel
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La vendetta di Spartacus è compiuta

petto del Pretore, dopodiché Spartacus spinge in basso Glabro e afferma che adesso il romano capirà come deve stare davanti a loro e cioè in ginocchio, con l'ultimo fiato rimasto Glabro si rivolge a Spartacus per l'ultima volta dicendo che non ha ancora vinto e che Roma manderà contro di lui nuove Legioni anche dopo la sua morte e finalmente andrà incontro al destino che merita, allora Spartacus gli risponde che è probabile ma sicuramente non sarà quel giorno e con uno scatto rabbioso conficca la spada dall'alto verso il basso dentro la bocca di
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Glabro mentre le immagini del rapimento e della morte di Sura scorrono attraverso la sua mente.

In conclusione Spartacus si rivolge ai ribelli affermando di lasciare che Roma invii le sue Legioni e dopo averle affrontate i loro soldati faranno la fine di Glabro, i compagni esultano alle sue parole mentre Agron e Crisso gli stringono la mano per poi annunciare a quest'ultimo che "adesso diventeranno un vero esercito!" scatenando in Crisso e negli altri uomini un grido di battaglia e urlare ripetutamente il nome di Spartacus che porta anche Gannicus ad annuire in segno di approvazione.

NoteModifica

  • Mentre Glabro chiede ad Ashur della sua lealtà ripete la frase "il tuo volere, le mie mani" che è l'esclamazione solita di Enomao.
  • Naevia dopo aver ucciso Ashur si rivolge a Crisso dicendo "avevi ragione tu, è quasi impossibile, riuscire a decapitare un avversario con un solo fendente" facendo riferimento alla stessa cosa detta proprio da Crisso verso di lei nell'episodio "I Vulcanalia" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • Nel momento in cui Ilizia chiede a Lucrezia se sono amiche quest'ultima risponde freddamente "amiche per la pelle" riferendosi alla stessa cosa che Lucrezia dice ad Ilizia nel primo episodio "In Fuga" e nell'episodio "Scontro all'Ultimo Sangue" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • Nel momento del flashback in cui Sura viene portata via da Spartacus dai soldati romani, si vede lei stringere con una mano un telo rosso che copre il suo corpo mentre nel primo episodio "Il Serpente Rosso" di Spartacus: Sangue e Sabbia il telo scopre completamente il suo petto mostrando interamente il seno nudo.
  • Una parte delle mura del tempio distrutte dalla catapulta nell'episodio precedente sembra completamente ricostruita.
  • Originariamente Mira avrebbe dovuto sopravvivere ed essere la nuova amante di Gannicus.
  • Al momento della resa dei conti tra Spartacus e Glabro, il trace dice al Pretore dopo averlo trafitto con la spada "il romano finalmente capirà come si deve stare davanti a noi, ...in ginocchio" facendo riferimento alle stesse parole pronunciate a parti inverse nell'episodio "Il Giuramento dei Gladiatori" di Spartacus: Sangue e Sabbia.
  • Da questo episodio, Saxa userà definitivamente i due pugnali appartenuti a L'Egiziano.
  • La fine di Lucrezia si è distinta con la sua ossessione di avere un figlio dimostrata sempre durante le serie precedenti.

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