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Il Giuramento dei Gladiatori
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Titolo originale Sacramentum Gladiatorum
Numero 1x02
Data 29 Gennaio 2010 (USA)
24 Febbraio 2011 (Italia)
Writer Steven S. DeKnight
Director Rick Jacobson
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"Il Giuramento dei Gladiatori" è il secondo episodio di Spartacus: Sangue e Sabbia, ed è il secondo episodio dell'intera serie.

TramaModifica

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L'episodio si apre con Spartacus che si trova steso su un tavolo, messo a riposo per recuperare dalle ferite del precedente combattimento nell'arena. Sopraggiunge la moglie Sura, che si adagia sopra di lui, e i due cominciano a fare l'amore. Improvvisamente, un fiume di sangue emerge dalla parte alta del corpo della donna: Spartacus si sveglia, realizzando di essersi trattato di un incubo, e scopre di essere incatenato al tavolo. In quel momento arriva Batiato che ordina di ripulirlo e di tagliargli i capelli.

Alla villa, intanto, Lucrezia si trova davanti alla piscina personale completamente vuota, e si lamenta della mancanza di soldi, dicendo al marito che l'acquisto eccessivo di Spartacus ha prosciugato i loro fondi; ma Batiato la informa che Claudio Glabro arriverà presto per visitare il ludus e che le loro fortune miglioreranno, una volta ottenuto il patronato.

Al piano inferiore della villa, i gladiatori sono riuniti nel ludus per fare il bagno, e Spartacus, ormai lavato e con i capelli corti, li raggiunge. Crisso e Barca lo prendono in giro, parlandogli fieramente della vita che un gladiatore deve sostenere tra quelle mura, e chiamandolo "Spartacus". Il trace
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Spartacus e Crisso faccia a faccia per la prima volta

risponde che quello non è il suo nome, e mentre sta per pronunciare quello reale, viene interrotto. Poi chiede a Crisso chi lui sia e quest'ultimo afferma di essere il Gallo Crisso, Campione di Capua. A questo punto, Spartacus afferma che i Galli sono come le femmine, ed il Campione, pur visibilmente risentito, non reagisce, consigliandogli di mangiare, curarsi e allenarsi, così che potranno riprendere il discorso alla pari la prossima volta. Il giorno dopo, le reclute vengono radunate in fila, sotto lo sguardo degli altri gladiatori, e di Batiato e Lucrezia. Il Maestro spiega loro come comportarsi per diventare dei grandi gladiatori; rivolgendosi quindi a Spartacus, afferma che bisogna prendere, almeno all'inizio, esempio da lui, lui che è riuscito a sconfiggere i quattro gladiatori nell'arena; tuttavia, conclude dicendo che alla fine lui non è nessuno; e dal terrazzo Batiato aggiunge che il trace non avrebbe mai vinto, se avesse dovuto scontrarsi con i gladiatori della Casa di Batiato. Spartacus fa notare di non essere d'accordo con le parole del Maestro, il quale allora gli ordina di scontrarsi in allenamento con Crisso. Gli viene consegnata la spada di legno, ma egli si rifiuta di raccoglierla. Il Maestro, chiamandolo con il suo nuovo nome, cerca di colpirlo con la frusta, ma la recluta riesce ad afferrarla, ribadendo che quello non è il suo nome. Il Maestro, tirando verso di sé la frusta, lo scaraventa a terra, asserendo che del suo nome e della sua vita saranno loro a decidere. Il trace scalcia via la spada e si rifiuta di combattere di nuovo. Gli viene consegnata, dunque, una spada d'acciaio, ma ancora una volta non è disposto ad obbedire. A questo punto, il Maestro si rivolge a Batiato, consigliandogli di mandarlo nelle miniere, visto che non ha bisogno di uno così; ma Spartacus, volendo riconquistare la propria libertà, impugna la
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spada, tentando di attaccare il Maestro alle spalle; ma viene, però, fermato da Crisso che para il colpo, e che, sotto i consigli dello stesso Maestro, colpisce ripetutamente il trace. Alla fine, gli dà le spalle e Spartacus, approfittando del momento, gli lancia la spada: Crisso se ne accorge e respinge la spada al volo, la quale va a tranciare la gola di un'altra recluta, sotto lo sguardo dispiaciuto di Spartacus. Crisso approfitta dell'opportunità e atterra il trace. Il Maestro interviene spiegando che, per chiedere di aver risparmiata la vita bisogna puntare il dito indice ed il medio verso l'alto per chiedere il missio; ma Spartacus si rifiuta di arrendersi. Di conseguenza, il Maestro ordina a Crisso di sfondargli il cranio, ma Batiato lo ferma; poi dice alla moglie che, data l'ormai prossima visita di Glabro, è probabile che voglia lui il sangue del trace.

Più tardi, i gladiatori e le reclute cominciano l'allenamento, e all'ora di pranzo una delle reclute, di nome Varro, si unisce a Spartacus, al quale racconta di non essere uno schiavo, ma un romano libero che ha scelto di sua spontanea volontà di diventare un gladiatore, per poter vincere i premi dei giochi e pagare i debiti che ha accumulato, per aiutare così la moglie ed il figlio.

Ovidio, un mercante romano, arriva alla villa sollecitando Batiato a pagare il debito del grano che ancora gli deve; e Batiato gli risponde che lo pagherà appena inizieranno i Giochi. Chiama, poi, a sé il Maestro asserendo che il livello dei gladiatori è scarso, e che quindi bisogna allenarli il più possibile per ricavarne il meglio. Le reclute vengono svegliate e costrette ad allenarsi per tutta la notte. All'ora di pranzo, Barca fa cadere, in segno di scherno, tutto il rancio di Varro e di Spartacus, lasciandoli senza cibo: il romano decide di non intervenire e preferisce andare a dormire restando a digiuno; il trace, invece, viene avvicinato da Ashur, un ex-gladiatore diventato consigliere di Batiato, che gli offre del pane, dicendo che i suoi servizi sono come quelli di un allibratore e che se Spartacus riuscirà a rimanere in vita al posto di Crisso, dal momento che attualmente si ritrova con le quotazioni molto basse, potrà guadagnare moltissimo. Spartacus accetta il pane, tuttavia dice fermamente di non essere ai suoi ordini; poi raggiunge Varro dandogli la metà del pane.
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Prima che Spartacus, finisca di mangiare, però viene catturato dalle guardie e incatenato in una cella. Arriva Glabro che, per provocarlo pesantemente, dichiara che sua moglie è stata prima violentata dai soldati e poi venduta ad un siriano. Spartacus si infuria; e, prima di andarsene, Glabro gli mostra il nastro viola che era legato alla gamba di Sura, e lo getta a terra; Spartacus si inginocchia, raccogliendolo e stringendolo al proprio petto, e Glabro sarcasticamente gli dice a gran voce che finalmente egli ha imparato come deve stare al suo cospetto.

Alla villa Lucrezia si trova insieme ad Ilizia, che rifiuta il cibo e il vino che sono di bassa qualità. All'improvviso, sente i gladiatori che si allenano al piano inferiore ed è desiderosa di vederli. Chiede a Lucrezia se abbia paura che tutti quegli schiavi selvaggi si possano, un giorno, ribellare, ma lei la rassicura, sostenendo che è da generazioni che la Casa di Batiato allena gladiatori ed essi sono ancora lì, senza mai essersi ribellati. Intanto, nell'altra parte della villa Batiato cerca di ingraziarsi il Legato, ma Glabro decide di partire subito per Roma portando con se la moglie, la quale prima di andarsene bacia Lucrezia sulle labbra lasciandola stupita.

Spartacus ritorna al campo di allenamento e si scontra con Kerza, avendo inizialmente la peggio; nel mentre scorge Glabro andare via e i due si scambiano uno sguardo fugace. Spartacus, preso dalla rabbia, attacca Kerza colpendolo selvaggiamente, e cerca di strozzarlo. Interviene il Maestro che avvinghia la frusta al suo collo e lo allontana. Spartacus perde il nastro viola della moglie, e mentre cerca di raggiungerlo viene colpito dalle guardie più volte, 
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senza tuttavia desistere dal suo intento di recuperarlo; il nastro, alla fine, viene raccolto dal Maestro che lo porta da Batiato. Il lanista è in cerca di un modo per poter controllare Spartacus, ed il nastro si rivela uno strumento chiave. Quindi Batiato invita Spartacus nella sua stanza e, dopo avergli chiesto della moglie, glielo riconsegna, promettendo che lo aiuterà a trovare sua moglie, a patto che egli riesca a passare la prova per il Marchio ed a lottare per il suo ludus. Scesa la sera, le reclute vengono sottoposte alla prova. Il primo è Varro: durante la sua prova contro Gneo si difende bene, e Batiato gli concede il Marchio. Poi tocca a Marcus che viene subito colpito e ucciso da Barca. Infine è il turno di Spartacus, che deve battersi contro Crisso. Spartacus scioglie il nastro viola legato al suo braccio, ed inizia a combattere, difendendosi molto meglio contro il Gallo rispetto all'ultima volta. Viene, tuttavia, ferito ad un braccio; e perde quindi 
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Spartacus passa la prova e conquista il Marchio della Confraternita

anche la spada rimanendo soltanto con lo scudo. Crisso riesce ad atterrarlo e a bloccarlo con lo scudo, puntandogli contro la spada. Il Campione guarda Batiato, il quale gli dà il consenso di ucciderlo; ma, nello stesso istante, Spartacus afferra il nastro viola, che era finito sotto il piede di Crisso, e tirandolo a sé fa scivolare il Campione giù dalla pedana di combattimento. Adesso è il trace ad avere il sopravvento: riprende la spada e la punta su Crisso per ucciderlo, ma viene fermato da Batiato.

Spartacus recita il giuramento, chiamato "Sacramentum Gladiatorum", e riceve il Marchio della Confraternita da Batiato.

NoteModifica

  • Il "Sacramentum Gladiatorum", che dà il titolo all'episodio originale, è il giuramento che ogni recluta deve recitare dopo aver passato la prova e prima di ricevere il Marchio della Confraternita. Queste le parole del giuramento: "Dedico il mio corpo, la mia mente, la mia volontà, alla gloria di questa scuola e agli ordini del mio padrone, Batiato. Sopporterò di essere bruciato, legato, bastonato, trafitto dalla lama, per perseguire l'onore nell'arena".
  • Nel momento in cui Spartacus si trova di fronte a Crisso nel bagno per gladiatori del ludus, tenta di pronunciare il suo vero nome, ma viene interrotto dal Gallo. Anche durante la presentazione delle reclute Spartacus ribadisce al Maestro che quello che gli è stato dato non è il suo nome. Con ciò si è voluto istituire un aggancio alla verità storica, essendo stato il nome del trace presumibilmente non il suo reale nome.
  • Batiato mostra, sia in questo episodio sia per tutta la prima serie, il desiderio di acquisire il titolo del patronato grazie al favore di Glabro e dei potenti di Roma. Nella realtà storica, però, questo non sarebbe stato possibile, perché un lanista, pur diventando molto ricco e famoso, rimaneva comunque qualche gradino più sopra dello schiavo, e non poteva, dunque, salire di stato sociale. Qualcunque uomo che sceglieva di intraprendere professioni moralmente riprovevoli come quella del lanista, automaticamente rinunciava a tutta una serie di diritti, tra i quali il voto e l'accesso alle cariche pubbliche.
  • Come riportato nei Contenuti Speciali del cofanetto DVD di Spartacus: Sangue e Sabbia, durante l'episodio Manu Bennett ha riportato un problema alla caviglia destra che si può notare anche nel combattimento finale contro Spartacus dove è sprovvisto della lunga cavigliera proprio sulla gamba destra.

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