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Gneo Tremellio Scrofa
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Nome originale Gnaeus Tremellius Scrofa
Ultima apparizione Nemici di Roma
Stato Deceduto
Attore Non Accreditato

Scrofa è il Questore romano che è stato sconfitto ed ucciso da Spartacus subito dopo la disfatta di Glabro e Varinio.

La Guerra dei DannatiModifica

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Scrofa nel momento in cui viene ucciso da Spartacus

Scrofa viene menzionato per la prima volta da Cossinio mentre aggiorna Metello sulle ultime vittorie di Spartacus prima del suo intervento.

Secondo lui l'esercito romano è stato sorpreso da Spartacus subito dopo la liberazione degli schiavi dalle miniere vicino al fiume Calore ed è stato completamente annientato dal numeroso contigente dei ribelli che era stato sottostimato dal Questore e per questo ha trovato la morte proprio per mano del trace.

Il nome di Scrofa viene citato anche da Gannicus mentre sta festeggiando con il vino la vittoria ottenuta contro i due comandanti a Nuceria insieme ai compagni Sanus e Totus affermando di aver esagerato nel bere anche il giorno in cui hanno affrontato il Questore.

Contesto StoricoModifica

Le uniche notizie riguardanti Gneo Tremellio Scrofa vengono riportate da Plutarco che lo presenta come il Questore sotto il comando di Marco Licinio Crasso che venne sconfitto insieme all'ufficiale di cavalleria Lucio Quinzio dai ribelli sopravvissuti alla battaglia di Cantenna dove Gannico e Casto persero la vita.

NoteModifica

  • Nella realtà Scrofa fu sotto il comando di Marco Licinio Crasso e venne sconfitto molto dopo rispetto a Cossinio e Furio e non in precedenza come viene rappresentato nella serie.
  • Notizie future di Scrofa dopo la battaglia sono sconosciute e le uniche informazioni fornite da Plutarco non indicano la morte del Questore come mostrato nella serie.
  • Durante la Terza Guerra Servile il Questore Scrofa era coadiuvato da Lucio Quinzio.
  • Il nome di Tremellio Scrofa può far riferimento alla Gens Tremellia, ed ha come rappresentanti principali Lucio Tremellio Scrofa che fu Questore nel 143 a.C. ed è noto per aver partecipato alla guerra contro Filippo VII di Macedonia, Gaio Tremellio Scrofa che fu Pretore nel 52 a.C., infine l'omonimo Gneo Tremellio Scrofa che fu un importante agronomo e per questo viene ricordato da Lucio Giunio Moderato Columella nella sua opera De re Rustica e da Marco Terenzio Varrone.
  • L'aggiunta del cognomen Scrofa a quello successivo di Tremellio viene descritto da due versioni differenti:
    • La prima è quella riportata proprio da Varrone che conferisce questo soprannome a Lucio Tremellio Scrofa, il Questore di Macedonia che trovatosi solo a comandare l'esercito per l'assenza del Pro Pretore avrebbe affermato per galvanizzare i suoi uomini che "li avrebbe espulsi come una scrofa fa con i suoi piccoli" e per questo si è guadagnato questo appellativo ereditario.
    • La seconda invece è quella di Macrobio che riferisce un aneddoto dello stesso Lucio Tremellio che avrebbe nascosto nel letto della sua tenuta di campagna, una scrofa smarrita. Nel momento in cui i proprietari circondarono la casa per tornare in possesso dell'animale e chiesero a Tremellio dove si trovasse la loro scrofa, quest'ultimo in modo sprezzante acconsentì dando il permesso di cercare nella sua abitazione aggiungendo che "l'unica scrofa che avrebbero potuto trovare è quella che si trovava nel suo letto", facendo sarcasticamente riferimento a sua moglie.

ApparizioniModifica

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