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Gneo
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Nome originale Gnaeus
Ultima apparizione Io Sono Spartacus (Personaggio)
Libertà Amara (Storia)
Relazioni Quinto Lentulus Batiato (Padrone)
Enomao (Maestro)
Gannicus (Amico)
Crisso (Amico)
Barca (Amico/Rivale)
Pietro (Vittima)
Spartacus (Rivale)
Stato Deceduto
Attore Raicho Vasilev
Doppiatore Massimo Bitossi

Gneo è uno dei più talentuosi gladiatori della Casa di Batiato.

Apparenza FisicaModifica

Gnae

Gneo in Sangue e Sabbia

Alla sua prima apparizione in Spartacus: Sangue e Sabbia, Gneo si presenta come una persona di grande statura ed un fisico muscoloso, in varie parti compargono alcune cicatrici segnate dai precedenti combattimenti, possiede un viso ovale contraddistinto da una leggera barba, i capelli rasati e gli occhi incavati e celesti.

Durante la prima stagione Gneo non combatterà mai nell'arena quindi durante i suoi allenamenti nello stile del reziario impugna il suo tridente, una fasciatura imbottita sull'avambraccio sinistro, una manica formata da scaglie di bronzo che ricopre tutto il braccio destro, infine un grosso cinturone di colore marrone dove tiene legato anche un piccolo pugnale.

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Gneo in Gli Dei dell'Arena

Nella miniserie Spartacus: Gli Dei dell'Arena che si svolge in un arco temporale precedente, la fisionomia di Gneo è pressoché identica, le uniche differenze sono la barba ed i capelli più folti ma sempre corti, indossa una collana che non è presente nella serie passata ed avendo inizialmente uno stile di combattimento diverso non dispone durante gli allenamenti del cinturone ma solo di una piccola protezione sempre al braccio destro.

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Gneo nell'arena

Per quanto riguarda i combattimenti nell'arena Gneo usa in principio lo stile del Trace quindi dispone di uno scudo rettangolare color crema e di una spada ricurva mentre nell'incontro finale della Nuova Arena in cui combatte nel suo nuovo stile indossa una protezione formata da lacci di cuoio che circondano completamente il braccio sinistro finendo con una spalliera di acciaio ornata da figure di uomini contro degli animali, infine sempre durante i Giochi impugna un tridente a forma di un uncino a cinque punte.

PersonalitàModifica

Il carattere di Gneo non si sviluppa molto in Spartacus: Gli Dei dell'Arena però comunque dimostra lo stesso la sua arroganza apparsa maggiormente nella prima stagione.

Nonostante il suo comportamento, ha rispetto per i suoi vecchi compagni più talentuosi infatti instaura un rapporto di amicizia con Gannicus, Barca e successivamente Crisso, anche quando viene opposto a Varro nell'esame finale, il romano è una semplice recluta ma entrambi combattono alla pari quindi i due si scambiano un segno di rispetto al termine del combattimento. 

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Gneo viene punito da Enomao per il suo rifiuto della rete e tridente

Il primo atto della sua insubordinazione avviene quando combattendo nell'arena con lo stile del Trace viene sconfitto ed umiliato da Barca a causa del suo uso maldestro della spada, questo fatto porta Tito ad assegnare il nuovo stile del reziario su suggerimento del figlio al meno abile, la scelta cade proprio su Gneo e nel momento in cui Enomao gli ordina di cominciare ad allenarsi con la rete ed il tridente, lui gli risponde malamente mancandogli di rispetto e portando il Maestro a colpirlo con la frusta per guadagnarsi la fiducia dei suoi vecchi compagni.

Nei cinque anni che seguono gli ultimi eventi Gneo diventa uno dei migliori gladiatori del ludus di Batiato e a detta proprio del padrone il più forte reziario di tutta Capua, il successo ottenuto aumenta la sua arroganza e sbruffonaggine specialmente per le reclute.

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Gneo carica a testa bassa Spartacus dopo averlo provocato

Un'altra caratteristica che contraddistingue Gneo è la sua ira che gli acceca la mente, il primo episodio in questione si colloca durante i Giochi finali della Nuova Arena quando dopo aver eliminato un avversario dandogli fuoco con la sua rete attacca a testa bassa Caburus semplicemente con un'ascia non calcolando il pericolo e che senza esitazione con la sua maggiore forza fisica lo respinge con lo scudo facendolo cadere fuori dal cerchio infuocato lasciandolo dopodiché ad imprecare per l'eliminazione subita.

Stessa cosa succede quando viene provocato da Spartacus per prendere il suo posto nel primus dei Vulcanalia contro Crisso durante l'allenamento, Gneo carica il trace come un toro e quest'ultimo spostandosi all'ultimo momento lo spinge verso il palo dei gladiatori mettendolo fuori gioco.

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Comunque sia la vera natura perfida di Gneo si manifesta quando Barca viene ucciso e lascia solo Pietro nel ludus senza protezione e Gneo probabilmente ricordandosi dell'umiliazione subita in precedenza o semplicemente per gusto personale ne approfitta per seviziarlo e violentarlo sessualmente oltre a non mostrare nessun rimorso nel momento in cui Pietro si suicida per le vessazioni subite senza fine.

Abilità nel CombattimentoModifica

Il personaggio di Gneo combatte al principio con lo stile del Trace:

  • Spada: Inizialmente durante
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    l'allenamento non mostra difficoltà ma la sua carenza viene alla luce nel combattimento contro Barca nell'arena nonostante riesca a ferirlo al primo affondo, la poca esperienza rispetto al cartaginese e lo stile dell'Oplomaco spiazza completamente Gneo che non riesce a sfruttare le molte occasioni che Barca gli consente con la lancia facendosi parare dal piccolo scudo ovale ogni attacco. Terminati i Giochi nell'arena, Gneo si scontra più volte con Crisso in
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    allenamento e viene ripetutamente steso a terra e per questa ragione gli vengono affidate la rete ed il tridente. Questa non sarà comunque l'ultima occasione in cui Gneo impugna una spada infatti succede di nuovo i combattimenti funebri in onore di Tito e quando affronta Varro nella sfida finale per l'acquisizione del marchio e pur difendendosi bene non riesce ad avere la meglio sulla recluta che con un pareggio entra ufficialmente nella Confraternita.

Successivamente riceve permanentemente lo stile del reziario diventando uno dei migliori se non il più forte di Capua da come viene considerato da Batiato:

  • Tridente: Quest'arma viene usata da
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    Gneo non come arma principale ma di supporto alla rete, è per lui più efficace della spada perché riesce grazie alla sua lunghezza a tenere a distanza il suo avversario e dopo averlo steso con l'uso della rete può finirlo trafiggendolo tranquillamente senza rischi, anche nel combattimento finale della Nuova Arena, Gneo usa il tridente in posizione orizzontale per parare gli attacchi e colpire con calci e pugni gli avversari o infilzarli dopo averli disorientati con la rete, nel momento finale lo abbandona come del resto la rete e raccoglie qualsiasi arma gli capiti vicino in quel momento.
  • Rete: Questa è la vera
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    arma con cui Gneo riesce a sconfiggere prevalentemente i suoi avversari, fin da subito dimostra una certa abilità nel maneggiare questi strumenti specialmente nei Giochi iniziali della Nuova Arena quando al principio atterra il suo avversario proprio grazie alla rete con cui lo avvolge per poi farlo volare e trafiggerlo raggiunto il suolo, oppure nella stessa maniera ma concludendo con un calcio per gettarlo a terra, infine sfruttando la maggiore velocità del reziario che non dispone di armature o bardature pesanti può uccidere con il tridente o semplicemente mettere fuori gioco il contendente. Nella sfida finale dei Giochi della Nuova Arena, Gneo usa la rete per far perdere l'equilibrio all'avversario e addirittura trafiggerlo al volo con il tridente, invece come ulteriore danno da infliggere al nemico pone la sua rete su una parte del cerchio di fuoco facendola incendiare completamente per poi gettarla addosso all'avversario ed intrappolarlo in una morsa infuocata.
  • Ascia: Gneo usa quest'arma
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    soltanto nell'ultima parte del combattimento finale della Nuova Arena dopo aver perso il tridente e la sua abilità sembra la stessa della spada soltanto che il supporto della rete porta il verdetto finale a suo vantaggio, la impugna di nuovo quando si lancia contro Caburus ma non ha il tempo di infliggere alcun danno prima di essere eliminato.

Gli Dei dell'ArenaModifica

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Gneo compare per la prima volta mentre si allena con i suoi compagni nel cortile del ludus ed è uno dei gladiatori nella sala del bagno che saluta Gannicus al suo ritorno dal combattimento vittorioso contro Otho nella piazza del mercato, il giorno seguente si confronta di nuovo in allenamento contro Gannicus che però ha breve durata perché dopo alcuni scambi riceve un calcio nella gamba destra che gli fa perdere l'equilibrio e cadere a terra.

Nei giorni successivi Gneo si pone in difesa dei compagni quando Dagan reagisce alle continue prese in giro dei gladiatori verso i due siriano sostenendo in disparte Barca ed Auctus nella rissa scatenata dall'uccisione di alcuni colombi da parte di Ashur e Dagan per poi mangiarli in segno di spregio.

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La soddisfazione per Gneo arriva quando viene contrapposto a Barca in uno degli incontri delle Vinalia nella piccola arena, i due contendenti sono già al centro del campo di battaglia quando inizia lo scontro e Gneo sorprendentemente riesce con due scambi a perforare la guardia aperta di Barca e ferirlo alla pancia per poi esultare verso il pubblico, anche il cartaginese cerca di concentrare l'attenzione su di lui e la maggiore esperienza oltre all'abilità mette subito in difficoltà Gneo e non facendosi più sorprendere con un calcio getta l'avversario contro le barriere di legno, a questo punto Gneo si limita a scansare gli affondi di Barca scappando nei vari lati dell'arena dopodiché i due continuano a pararsi i colpi a vicenda fino a quando Barca lo colpisce con la lancia allo stomaco,
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lo stordisce con una testata e lo lancia con una capriola verso il pubblico, Gneo si trova steso trattenuto dalla gente e a testa in giù vede sopraggiungere ancora Barca che lo colpisce con un pugno in piena faccia, la folla lo getta di nuovo sul campo e Barca tirando fuori un pugnale lo punta sul collo di Gneo aspettando il responso della tribuna, per fortuna Varo salva la vita di Gneo ringraziando Tito per i servigi che la sua casa gli ha mostrato in precedenza.
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Durante gli allenamenti suguenti Gneo si trova ad affrontare più volte Crisso venendo ripetutamente atterrato a causa del suo vistoso miglioramento, per questo motivo Enomao ordina a Gneo di cominciare l'addestramento con la rete ed il tridente ma il vecchio compagno non sembra intenzionato a cambiare il suo stile quindi risponde all'invito mancandogli di rispetto, il Maestro per la prima volta reagisce frustandolo interpretando a pieno il suo nuovo compito.

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Nel prossimo torneo indetto da Tito per eleggere il nuovo Campione della Casa di Batiato anche Gneo compare come uno dei partecipanti sfidando Ashur, all'inizio l'incontro sembra equilibrato quando Gneo lancia la rete a vuoto ed il siriano pare per due volte il tridente a due punte e lo colpisce con una gomitata in faccia, Gneo però reagisce subito ed il combattimento ha vita breve perché quest'ultimo devia la spada e lo stende con un pugno poi raccoglie la rete e lo
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intrappola senza via di scampo dopodiché resta con i suoi compagni formando il rettangolo che compone il campo di battaglia e mostra uno sguardo contrariato quando Ashur con una mossa scorretta colpisce Dagan facendogli saltare l'occhio destro, il giorno seguente invece è uno dei gladiatori che combattono davanti alla pira in cui è posto il corpo senza vita di Tito per onorarlo come consuetudine.
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Subito dopo, la vendetta di Batiato per la morte del padre sopraggiunge su Tullio e Vezio tendendogli un agguato in città e fingendo la vendita di Gannicus con l'aiuto ulteriore di Solonio, a far parte del gruppo dei gladiatori che assalgono Tullio ed i suoi uomini c'è anche Gneo che incappucciato raggiunge il luogo dello scontro da un vicolo insieme ad Ashur ed ingaggiano una lotta che termina con la cattura di Tullio e del giovane lanista Vezio.

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Nel pomeriggio Gneo partecipa insieme agli altri gladiatori ai Giochi finali della Nuova Arena ed al suo primo combattimento sfoggia subito le sue abilità nello stile del reziario facendo roteare la rete per poi lanciarla verso l'avversario e con uno strattone fargli compiere un giro netto a 360° per poi trafiggerlo fatalmente con il tridente.

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Guadagnatosi la posizione nel combattimento del primus Gneo riesce agevolmente a difendersi e con il tridente prima para il colpo di un avversario e poi lo stende colpendolo con un calcio, poco dopo lancia la rete a terra intrappolando la caviglia di un altro gladiatore per farlo cadere e lo trafigge a mezz'aria con il tridente,
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successivamente si trova ad impugnare un'ascia ed anche in questo caso sfrutta la rete a suo vantaggio per far cadere l'avversario poi la pone sopra il cerchio di fuoco che delimita il campo di battaglia facendola incendiare, la lancia avvolgendo completamente quest'ultimo e mentre sta bruciando vivo lo colpisce ulteriormente con un calcio
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Gneo impreca contro Caburus per averlo eliminato dall'incontro

gettandolo fuori dal cerchio ed eliminandolo dalla competizione, subito dopo arriva il momento di Caburus e Gneo raccoglie di nuovo l'ascia e si lancia all'attacco ma il Campione di Solonio lo respinge con lo scudo facendo volare anche lui fuori dal campo di battaglia.

Conclusa la competizione, il giorno seguente nel cortile del ludus Gneo è uno dei gladiatori che salutano Gannicus prima di andarsene e godersi finalmente la libertà.

Sangue e SabbiaModifica

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Nella prima stagione Gneo compare per la prima volta insieme ai suoi compagni mentre accoglie l'arrivo delle nuove reclute tra cui in esse si trova anche Spartacus ed assiste proprio al combattimento dimostrativo di quest'ultimo contro il Campione della casa Crisso, durante il confronto avviene la morte accidentale di uno di loro a causa della spada lanciata da Spartacus e respinta da Crisso che taglia la gola ad una recluta e Gneo insieme a tutti gli altri gladiatori ridono gioiosamente per l'accaduto.

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Passati alcuni giorni Gneo viene scelto per affrontare Varro nell'esame finale per l'acquisizione del Marchio e i due si scambiano parecchi colpi di spada senza però abbassare mia la guardia a vicenda, chiaramente la maggiore esperienza di Gneo nel combattimento lo porta a colpire molte volte la faccia del compagno con dei pugni ma nonostante tutto Varro mantiene la posizione e si guadagna l'introduzione nella Confraternita per essersi difeso bene durante tutta la contesa.

Ancora una volta Gneo dimostra la sua abilità da reziario durante l'addestramento quando avvolge Kerza con la rete poi con un calcio lo getta a terra e gli punta il suo tridente alla gola costringendo il compagno ad arrendersi.

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Crisso si congratula con Gneo per la posizione di avversario nel primus dei Vulcanalia

Finalmente dopo 5 anni dagli ultimi eventi di Spartacus: Gli Dei dell'Arena l'impegno di Gneo viene ripagato e si guadagna l'inserimento al combattimento finale dei Vulcanalia contro Crisso con la possibilità di poter diventare Campione e lo stesso compagno si congratula con lui stringendogli la mano nella stanza del bagno per l'occasione ricevuta.

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Questa situazione viene sfruttata da Spartacus per poter prendere il suo posto, sfidare il Campione e con il premio della vittoria riscattare sua moglie, quindi il giorno seguente mentre i gladiatori si stanno allenando Spartacus provoca Gneo a tal punto da farlo infuriare e caricarlo a testa bassa, il trace riesce a spostarsi all'ultimo momento facendo sbattere la faccia di Gneo sul palo di allenamento e perdere i sensi così da estrometterlo definitivamente dai Giochi.

Intanto il sole accecante continua a picchiare su gli abitanti di Capua ed anche i gladiatori ne risentono durante l'allenamento, proprio Gneo ritornato tra i compagni dopo esserci ripreso dall'accaduto precedente viene colpito da una insolazione e sviene in mezzo al cortile, Pietro accorre per portargli un po' d'acqua ma il Maestro afferma di risparmiarla per chi realmente se la merita.

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Gneo entra nella cella dello sconsolato Pietro per i loro abituali incontri

A causa dei continui impegni che Batiato sottopone a Barca, molto spesso è costretto ad allontanarsi dal ludus e lasciare da solo Pietro alla villa, in questo periodo viene tenuto d'occhio da Gneo numerose volte con intenti non tanto piacevoli, la prima occasione in cui questo accade è quando Barca si dirige in città insieme ad Ashur per rintracciare il mercante Remo, in secondo caso quando tutti i gladiatori esultano sotto il balcone della villa quando Batiato presenta Spartacus come nuovo Campione di Capua dopo l'uccisione di Teocoles e per ultimo caso quando incrocia lo sguardo di Pietro sconsolato dopo la dipartita di Barca durante le onoranze funebri di Sura nel cortile del ludus.

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"Mi mancherà... soprattutto la sua bocca sul mio uccello"

Proprio l'assenza di Barca consentirà a Gneo di poter approfittare in tutto e per tutto di Pietro che spesso raggiunge la sua stanza per violentarlo, ed anche durante il pomeriggio davanti a tutti gli altri gladiatori mostra i suoi atti di sopruso contro il giovane ragazzo, questa cosa viene mal vista da Spartacus che nota ogni giorno i segni di lotta sul suo viso che portano il giovane a suicidarsi come unica via di fuga, il corpo di Pietro viene trovato impiccato nella sua cella da Varro e Spartacus, quest'ultimo furioso raggiunge il cortile e si lancia verso Gneo atterrandolo con un
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placcaggio poi comincia a colpirlo più volte in faccia facendoli perdere sangue dal naso, la rissa viene sedata dall'intervento del Maestro e Spartacus annuncia la morte di Pietro per causa sua e Gneo non mostrando nessun rimorso risponde alle accuse senza un minimo riguardo scatenando di nuovo la rabbia di Spartacus che lo afferra per il collo e lo getta giù per la collina e morendo sfracellato sulle rocce sottostanti.

NoteModifica

  • Raicho Vasilev oltre a questa serie
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    Raicho Vasilev in Spartacus - Il Gladiatore

    ha partecipato nel ruolo di un gladiatore che combatte nell'arena con lo stile del Dimachaerus contro Spartacus nella miniserie Spartacus - Il Gladiatore del 2004.
  • Oltre al personaggio di Gneo, lo stunt Raicho Vasilev ha interpretato durante la serie i ruoli dei due combattenti delle fosse Ixion e Caratacus, il corpo di Arcadio durante i combattimenti nell'arena e spesso anche uno dei soldati romani coinvolti nelle battaglie secondarie contro Spartacus.
  • Raicho Vasilev ha interpretato la controfigura di Liam McIntyre in Spartacus: La Vendetta e Spartacus: La Guerra dei Dannati, oltre a questo ha mantenuto lo stesso ruolo nel nuovo film Hercules: The Legend Begins.
  • Raicho Vasilev ha svolto il ruolo di stuntman in altri film basati sull'Antica Roma tra cui la miniserie Giulio Cesare ed il film L'Ultima Legione.
  • Raicho Vasilev è un esperto in Kickboxing ed Arti Marziali.
  • Nello script originale dell'episodio "Paterfamilias" di Spartacus: Gli Dei dell'Arena, era stabilito che Gneo avrebbe dovuto giacere con Diona in seguito all'ordine di Cossuzio, tuttavia l'interprete Raicho Vasilev ha rifiutato non sentendosi a suo agio nel girare una scena in cui una donna veniva violentata ed il suo posto è stato preso da Rhaskos interpretato da Ioane King.
  • Gneo insieme a Spartacus sono gli unici due personaggi a cambiare stile di combattimento in tutta la serie.
  • Gneo è considerato da Batiato come il migliore Reziario di Capua.

ApparizioniModifica

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