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Eraclio
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Nome originale Heracleo
Ultima apparizione Bottino di Guerra
Relazioni Castus (Compagno)
Adherbal (Compagno)
Tryphon (Compagno)
Laeta (Schiava personale)
Spartacus (Alleato/Rivale)
Gannicus (Alleato/Rivale)
Stato Deceduto
Attore Vince Colosimo
Doppiatore Pasquale Anselmo

Eraclio è il comandante dei pirati cilici che entrano a Sinuessa occupata dai ribelli ed apparso esclusivamente in Spartacus: La Guerra dei Dannati.

Apparenza FisicaModifica

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Eraclio è un uomo di mezza età, abbastanza alto e con un fisico prestante. Possiede un viso rotondo, le labbra carnose ed il naso pronunciato, i suoi capelli lunghi e neri vengono circondati da una bandana raggruppata sulla nuca. Per quanto riguarda l'abbigliamento indossa abiti in cui predominano sempre colori scuri come il nero o il grigio, si adorna di un lungo mantello sulle spalle con l'aggiunta di un cappuccio. Nella parte inferiore del corpo è visibile un grosso cinturone di pelle caratterizzato da piccoli tasselli quadrati e concluso da numerose piastrine di rame a formare una specie di frangia intorno alla vita, in più una ulteriore cintura coperta da borchie di ferro rotonde che sorregge il tutto sulla spalla destra.

La figura di Eraclio si distingue anche dai numerosi monili che indossa tra cui due grosse collane di cui una in stile egizio rappresentante l'occhio di Horus con una pietra di corniola rossa, parecchi anelli, due bracciali ai polsi ed infine altrettanti orecchini rotondi.

In seguito allo scontro con Spartacus ottiene una vistosa cicatrice sulla fronte.

PersonalitàModifica

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Il capo dei pirati si mostra subito come una persona misteriosa ma al tempo stesso accattivante e carismatica. Ama festeggiare con i compagni ogni tipo di accordo o affare con il vino e le donne anche se rimane una figura dal carattere cupo e privo di ogni senso morale.

Come ogni corsaro che si rispetti, Eraclio è mosso solo dal suo desiderio di guadagno personale e per questo la sua fedeltà è sempre dipesa dalla quantità di denaro che può ricevere. La sua inaffidabilità e mancanza di onore è posta subito in dubbio da Spartacus fin dall'inizio e questa sensazione si rivelerà veritiera a causa del suo tradimento finale.

Abilità nel CombattimentoModifica

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Eraclio è un guerriero esperto ed abile nel combattimento, è in grado di tenere testa ai soldati romani dell'esercito regolare ma non può nulla contro dei gladiatori altamente addestrati.

Nel suo equipaggiamento è presente una lunga spada d'acciaio senza elsa e la lama larga e spessa mentre durante lo scontro con i romani sulla spiaggia usa un'arma molto simile ad un'ascia ma con il manico di legno lungo e ricurvo sulla cima da somigliare ad una falce.

La Guerra dei DannatiModifica

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Eraclio entra in Sinuessa con i suoi uomini

Eraclio compare per la prima volta insieme ai suoi compagni dentro le mura di Sinuessa occupata trasportando una grossa anfora di vino. Ricevuto poco dopo da Spartacus lo abbraccia inaspettatamente ricordando le sue imprese e affermando di gioire alla futura disfatta del loro comune nemico.

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A seguito delle presentazioni, Eraclio confessa il suo accordo segreto con l'Edile che consisteva nell'aiuto offerto contro i suoi nemici in cambio dell'uso del sigillo per autenticare i sequestri sulle navi mercantili e non incorrere in eventuali problemi. A quel punto, nonostante la scarsa fiducia riposta dai ribelli su i pirati riescono a trovare un punto di incontro per una nuova collaborazione ed insieme festeggiano per l'affare raggiunto.

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Eraclio lancia il segnale di contrattacco ai suoi compagni posizionati davanti al porto

I due gruppi si ritrovano sulla spiaggia la sera stessa davanti alle mura per lo scambio della merce pattuita quando i ribelli si sentono traditi per la esigua quantità di cibo che i pirati hanno consegnato. Tra i due capi nasce quindi una discussione dove entrambi i presenti sono pronti ad impugnare le armi. La situazione peggiora ancora di più quando un ribelle viene trafitto da una lancia ma Eraclio afferma di non esserne il responsabile ed infatti un altro dardo uccide pure uno dei pirati.

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Improvvisamente Tiberio approfittando della confusione creata parte all'attacco con il suo piccolo contingente di soldati che monitorava la situazione da sopra un costone di montagna circostante. L'agguato effettuato dai romani compatta i due gruppi ed Eraclio durante il combattimento salva addirittura la vita di Spartacus, dopodiché anche Mummius con il suo gruppo raggiunge il giovane Tribuno ed il capo dei pirati raccoglie una torcia e dandogli fuoco la getta in aria come se fosse un segnale, fatto questo dalle navi appostate al largo davanti alla spiaggia vengono sparati barili di pece infuocati che sbaragliano completamente tutta la formazione romana.

Al termine della contesa Eraclio chiede a Spartacus cosa ne pensa adesso sulla loro affidabilità ed il trace finalmente convinto lo invita a prendere l'oro ed entrare in porto per scaricare il resto della merce.

Nei giorni seguenti, Spartacus chiede ad Eraclio nuovi approvvigionamenti a causa dell'aumento dei ribelli sopraggiunti in città ma quest'ultimo contesta il fatto che se non lo dividessero con i romani gli basterebbero. Alle sue parole il trace risponde che non sono romani e che non diventeranno come loro effettuando azioni crudeli inutilmente quindi i due sanciscono un nuovo accordo commerciale.

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Eraclio ubriaco svela il piano di Spartacus di sbarcare in Sicilia a Cesare e Nemetes

Appena ricevuto il compenso, i pirati trasportano Spartacus ed alcuni suoi compagni in Sicilia per attaccare i convogli dei rifornimenti romani mentre Eraclio decide di rimanere a Sinuessa insieme a Castus. La sera stessa usa il denaro ricevuto per festeggiare ed inebriato dal vino e dalle donne rivela a Nemetes e Cesare il piano del comandante scatenando l'ira di Crisso e dei suoi compagni per essere stato lasciato all'oscuro della situazione.

Al ritorno dei ribelli, Spartacus ringrazia Eraclio per l'aiuto fornito poi ordina a Sanus di accompagnare i pirati per raccogliere altre provviste ed indebolire così la manovra di Crasso attorno alla città.

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Eraclio si difende come può dal colpo inferto da Spartacus

La notte al porto, Spartacus e Gannicus raggiungono i pirati per raccogliere il resto della merce ma non vedendo Sanus chiedono spiegazioni, a quel punto Eraclio tradisce i ribelli confessando di aver ucciso il loro compagno e di essersi venduto ai romani dopodiché si apre il vestito per mostrare come se fosse un segnale la collana con il simbolo di Crasso attorno al collo.

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In quel frangente la riconquista della città da parte dei romani ha inizio ed i due eserciti entrano in conflitto, Spartacus dopo essersi liberato di un pirata affronta subito Eraclio con propositi di vendetta e gli sferra un fendente unico talmente potente che il capo dei pirati riesce a pararlo ma non riuscendo a trattenere il colpo si ferisce seriamente sulla fronte con la lama della sua stessa spada poi cade in acqua privo di sensi.

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Eraclio ancora vivo è pronto a riscuotere la sua ricompensa

Nonostante l'accaduto Eraclio riesce a sopravvivere e ripresosi dalla ferita sulla fronte ritorna a Sinuessa per riscuotere da Crasso la sua ricompensa che oltre all'oro consiste nell'appropriamento di Laeta, la ragazza chiaramente protesta a gran voce per il patto stipulato ma l'Imperatore risponde freddamente che comunque ha aiutato i ribelli qualunque sia la ragione, detto questo i pirati la imbavagliano e la portano via.

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Prima di uscire dalla città, Eraclio con i suoi uomini porta Laeta nella fucina di Attius per marchiarla a fuoco e farla diventare la sua regina, poco dopo però i pirati vengono interrotti dall'ingresso di Gannicus e Sibilla. Alla loro vista Eraclio afferma di essere stato costretto a tradirli se voleva vivere o morire poi lo minaccia di uccidere la sua donna visto che lui è il Dio dell'arena, Gannicus sorprende tutti dicendo che non è la sua donna allora i pirati partono all'attacco ma ben presto vengono tutti eliminati compreso Adherbal.

Approfittando della confusione Eraclio riesce a sgattaiolare fino a Sibilla che nel frattempo raccoglie delle manette di ferro e cerca di colpirlo ma il pirata con la spada riesce a disarmarla e puntare la lama sul suo collo. A questo punto Gannicus ormai è fuori dai giochi ed Eraclio è intenzionato veramente ad
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Eraclio viene ucciso da Laeta con lo scalpello arroventato

ucciderla ma all'improvviso Laeta alle sue spalle conficca dietro la sua nuca il pezzo di ferro rovente con cui è stata marchiata fino a che la punta non trapassa il collo e ricompare sul davanti.

Poco dopo la sua morte Gannicus indosserà il mantello di Eraclio e la collana con il simbolo di Crasso per poter spacciarsi per lui ed uscire dalla città insieme a Sibilla e Laeta.

Contesto StoricoModifica

Le uniche notizie affidabili su Heracleo provengono da Marco Tullio Cicerone durante la sua disputa contro Gaio Verre in Sicilia. Secondo le sue fonti Heracleo sarebbe stato al comando di un gruppo di pirati cilici che avrebbe saccheggiato e distrutto l'intero porto di Siracusa con il consenso del Magistrato romano, dopodiché venne catturato vicino alle coste di Megara e tenuto prigioniero e possibile testimone nel processo contro Verre. Successivamente non si hanno più sue notizie e non è noto se avesse mai aiutato Spartaco ad attraversare lo stretto di Messina per raggiungere la Sicilia durante la Terza Guerra Servile.

NoteModifica

  • La figura di Eraclio in realtà è riferita direttamente a Tigrane II Re d'Armenia detto il Grande, sovrano della dinastia degli Artassidi, visse come ostaggio alla corte di Mitridate II fino all'età di 40 quando poi riuscì a riscattare la sua libertà alla morte del fratello e predecessore Artavaside I, dopo aver consolidato il suo potere ed invaso l'Impero Parto e ricevuto la corona della dinastia Seleucide nell'83 a.C. entrò in conflitto con Roma per sostenere il suocero Mitridate VI. Quando il Governatore romano Murena rinnovò le ostilità a discapito di un armistizio precedente, il Generale Lucio Licinio Lucullo costrinse Mitridate a rifugiarsi da Tigrane, l'avanzata romana non si fermò e rase al suolo le città di Eraclea ed Amiso poi marciarono verso la capitale Tigranocerta che fu abbandonata dal sovrano. Sembra sia stato in questo periodo che Tigrane si accordò con Spartaco per un passaggio del trace e dei suoi ribelli fino in Cilicia ma che poi non mantenne la parola data e rubò l'intero compenso senza portare a termine l'impegno preso. Successivamente riorganizzato l'esercito cercò di riconquistare il trono ma venne di nuovo sconfitta da Lucullo nella capitale nel 69 a.C., i due eserciti si scontrarono ancora nella battaglia di Artaxata ma non ebbe esiti decisivi e Lucullo non riuscì mai a sconfiggere definitivamente Tigrane fino a che non venne sostituito da Pompeo. A questo punto il Generale romano si alleò con uno dei figli del suo nemico anch'esso chiamato Tigrane e del suocero Fraate III Re dei Parti ed attaccò nuovamente l'antica capitale, alla fine Pompeo mise in rotta l'esercito di Mitridate ma Tigrane sconfisse invece quello del figlio, nonostante però questa vittoria il Re ormai anziano decise di arrendersi e fu costretto a rinunciare alla Siria ed all'Asia Minore ma continuò comunque a regnare sull'Armenia fino alla sua morte come suddito di Roma.
  • Il personaggio
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    Herbert Lom è Tigrane in Spartacus

    di Tigrane Levantino è apparso in Spartacus di Stanley Kubrick del 1960 ed interpretato da Herbert Lom.
  • Una statua ed un busto di Tigrane il Grande sono presenti nella città di Yerevan mentre una seconda opera realizzata dallo scultore Levon Tokmajyan.
  • Il volto di Tigrane è raffigurato nella medaglia onorifica dell'Ordine della Repubblica di Armenia e nella banconota armena di 500 dram del 1993.
  • Una illustrazione di Tigrane è presente nel libro Illustrated Armenia and the Armenians del 1898.
  • La figura di Tigrane II è rappresentata anche in molte opere letterarie e culturali tra cui:
    • Tigrane opera teatrale del 1715 scritta da Alessandro Scarlatti.
    • La virtù trionfante dell'amore e dell'odio ovvero il Tigrane del 1724 di Antonio Vivaldi.
    • Tigrane del 1761 di Niccolò Piccinni.
    • Altre importanti opere sono state composte dai compositori Tomaso Albinoni, Giovanni Bononcini, Francesco Gasparini, Pietro Alessandro Guglielmi, Johann Adolph Hasse, Giovanni Battista Lampugnani, Vincenzo Righini ed Antonio Tozzi.
  • La cura della versione finale della morte di Eraclio è la scena che ha sorpreso di più Anna Hutchison interprete di Laeta.

ApparizioniModifica

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